Le agghiaccianti lettere di un padre cattivo

| Un anno fa, Chris Watts aveva massacrato la moglie incinta e le sue due figlie perché voleva ricostruirsi un’esistenza nuova con l’amante. Una giornalista ha raccolto le sue lettere e le conversazioni in un libro

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In una delle lettere, Chris Watts scrive: “La mattina del 13 agosto, ho soffocato Bella, 4 anni, quindi Celeste, di 3 anni. Sono tornato in camera da letto con Shanann, e il nostro litigio è ripreso, più forte di prima. Ma Bella e “Cece” sono entrate nella nostra stanza: non so come, ma non erano morte. Avevano gli occhi lividi e piangevano: questo ha reso peggiore quello che avrei dovuto fare”. Di Shannon, la moglie, incinta di Niko, il primo figlio maschio, ricorda gli occhi spalancati che lo guardavano mentre stringeva le mani intorno al suo collo: “Ho chiaro in mente il suo viso che si tingeva di nero per il mascara che colava mescolato alle lacrime. Mentre mi guardava e moriva aveva gli occhi pieni di sangue”.

È una parte di una delle agghiaccianti lettere-confessione scritta da Chris Watts, padre e marito all’apparenza felice che la mattina del 13 agosto 2018, stanco di quella vita e convinto di costruirsi una nuova esistenza con l’amante, ha massacrato la sua famiglia nella loro abitazione di Frederick, Colorado. I corpi delle due figlie sono stati buttati in un serbatoio di petrolio, quello della moglie sepolto nel cantiere dove lavorava.

Messo sotto torchio dalla polizia, il 6 novembre successivo Watts ha confessato il triplice omicidio dichiarandosi colpevole, pur di evitare la pena di morte. È stato condannato a cinque ergastoli senza possibilità di liberta condizionale: passerà comunque il resto dei suoi giorni in galera.

Forse nel tentativo di fare pace con i fantasmi che facilmente lo perseguitano notte e giorno, o forse solo per raccontare come sono andate realmente le cose, nel primo anno passato in cella Watts ha scritto diverse lettere e raccontato a psicologi e compagni di cella la sua vicenda. Un insieme di informazioni che la giornalista e scrittrice Cheryln Cadle ha raccolto e ordinato in “Letters from Christopher”, un libro in uscita che si annuncia come uno dei più macabri resoconti degli ultimi tempi, in cui vengono alla luce aspetti nuovi e inediti di un crimine odioso che fino ad oggi erano noti soltanto agli investigatori.

In realtà si tratta anche di una nuova testimonianza che va contro le affermazioni rilasciate dallo stesso Watts durante il processo, secondo cui il giorno dell’uccisione aveva agito d’istinto. La sera prima della strage, nei panni di padre amorevole, Chris confessa di aver dato la buonanotte alle sue ragazze, ripetendosi a mente: “Questa è l’ultima volta che rimbocco le coperte delle mie bambine. Sapevo perfettamente cosa sarebbe successo e non ho fatto nulla per fermarmi”.

Watts continua a raccontare di come abbia trascinato il cadavere della moglie Shanann avvolto in un lenzuolo fino alla sua auto, mentre le bambine urlavano e piangevano a dirotto: cercava di calmare, raccontando loro che “la mamma era malata”. In una conversazione dai contorni agghiaccianti, Watts ricorda: “Il corpo di Shannon è atterrato a faccia in giù nella fossa che avevo scavato, ricordo che ero così furioso con lei che non avevo neanche intenzione di girarla”. Dopo aver scaricato il corpo della moglie, Watts è tornato dalle sue bambine: “Ho preso la coperta che Celeste aveva in mano, gliel’ho messa sopra la testa e l’ho soffocata”.

Watts spinge il corpo di Celeste in una delle cisterne attraverso un portello: “Non riuscivo a credere a quanto fosse facile lasciarla semplicemente cadere attraverso il buco. Ricordo uno schizzo quando il corpo ha colpito l’olio”. Poi è stata l’ora di Bella, una fine ancora una volta raccontata con una freddezza agghiacciante: “Di tutte e tre, è l’unica che ha lottato, voleva vivere. Sentirò la sua vocina per il resto della mia vita mentre mi diceva “Papà, no!”. Sapeva cosa le stavo facendo, aveva capito che la stavo uccidendo”.

Una strage spaventosa e senza pietà, messa in atto perché Chris Watts aveva deciso di sbarazzarsi del suo passato e vivere con la sua amante, Nichol Kessinger. Una donna che ha immediatamente preso le distanze, affermando che non aveva idea degli intenti omicidi dell’uomo che diceva di amarla.

Lui di Oklahoma, lei del New Jersey, Chris e Shannan si erano conosciuti nel 2010 e sposati due anni dopo. Lui lavorava alla “Anadarko Petroleum”, lei nel marketing: al momento della morte era incinta di 15 settimane.

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