Le ombre scure del massacro di Sonoma

| Faide familiari, guerre con i cartelli della droga, vendette trasversali e perfino una setta segreta che riduceva le donne in schiavitù: i misteri intorno alla strage del Messico sono tanti

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Gli Stati Uniti e il Messico sono ancora sotto shock per i dettagli che emergono sulla drammatica fine delle 9 persone, fra cui 6 bambini, vittime di un’imboscata nei pressi di Sonoma. Le indagini proseguono a ritmo serrato e secondo la polizia messicana, convinta sempre di più che dietro al massacro ci sia la mano del cartello di Los Jaguares, nato da una violenta scissione di quello di Sinaloa dopo la condanna di “El Chapo”, nelle scorse ore un uomo sarebbe stato arrestato sulle alture di Agua Priests. Secondo alcuni media locali, al momento della cattura l’uomo aveva sé due ostaggi legati e imbavagliati, e ambedue sarebbero fra le persone che risultavano scomparse dopo la strage. Sull’auto anche un vero arsenale, con armi e munizioni di grosso calibro.

Ma le indagini stanno iniziando a gettare diverse ombre inquietanti sulla vicenda. Le vittime di Sonora facevano parte della “Comunità LeBaron”, un gruppo mormone nato dopo lo scisma dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi dell’Ultimo Giorno, quando quest’ultima aveva scelto di ripudiare la poligamia. Secondo un’inchiesta della “NBC”, i figli del fondatore della comunità, Alma Dayer LeBaron Senior, erano precipitati in una sanguinosa faida familiare. Ervil, detto il “Charles Manson dei Mormoni”, facendo riferimento alla setta che 50 anni fa ucciso l’attrice Sharon Tate nel massacro di Cielo Drive, aveva trasformato la sua famiglia in una vera accolita di assassini, pronti a uccidere chi voleva allontanarsi o persone scomode, che mettevano in giro strane voci sulla sua comunità. Era stata Anna LeBaron, una dei 51 figli avuti dalle 13 mogli di Ervil, a raccontare tutto in un libro dal titolo inquietante: “The Polygamist’s Daughter”, la figlia del poligamo.

Oggi, di quei tempi pare non resti nulla: Ervil LeBaron è morto negli anni Ottanta in carcere negli Stati Uniti, dove scontava l’ergastolo per omicidio, la poligamia è stata bandita e i sospetti che si tratti di una setta anche. In compenso, da anni i LeBaron si oppongono con forza alle gang, denunciando la violenza che imperversa nella zona. Nel 2002, Erik LeBaron era stato rapito, ma la famiglia aveva scelto di opporsi fermamente a qualsiasi tipo di trattativa. Un muro contro muro che aveva portato alla liberazione dell’uomo dopo appena una settimana, ma non senza conseguenze: qualche mese dopo suo fratello Benjamin, 31 anni, era stato ucciso in un agguato, così come il cognato, Luis Widmar Stubbs. Omicidi che avevano spinto la comunità a chiedere l’autorizzazione di poter creare una propria milizia di sicurezza.

Ma c’è un’altra pista, non meno agghiacciante, che sembra fare capo a “NXIVM”, una setta fondata dal santone Keith Raniere che ufficialmente vendeva corsi motivazionali, e ufficiosamente reclutava schiave da marchiare a fuoco, obbligate a soddisfare ogni fantasia della guida spirituale. Il sospetto che fra la NXIVM e i LeBaron possa esserci un collegamento è la lunga presenza in zona proprio di Raniere, l’ex santone condannato il 19 giugno scorso dopo essere stato arrestato in Messico nel 2018. Una casualità molto strana e sospetta per gli agenti dell’FBI, che annunciano indagini lunghe e complicate.

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