Lisa Montgomery morirà l’8 dicembre prossimo

| Sarà la prima donna detenuta in un braccio della morte giustiziata da 53 anni a questa parte. Nel 2004 aveva ucciso una giovane mamma incinta all’ottavo mese per strapparle la bimba dal grembo

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Il prossimo 8 dicembre, nella “Death Room” del Federal Complex di Terre Haute, nell’Indiana, a Lisa Montgomery sarà iniettata la dose letale che metterà fine alla sua esistenza. In un anno assai difficile come questo, letteralmente lastricato dalle migliaia di morti per il virus assassino e le furiose violenze anti-razziali, gli Stati Uniti mettono a segno un altro poco invidiabile primato: Lisa Montgomery diventerà l’ottavo detenuto mandato a morte da quando il Dipartimento di Giustizia ha ripreso le esecuzioni, dopo una moratoria di quasi 20 anni, ma a Lisa spetta il record di prima donna ad essere giustiziata dal lontano 1953. L’ultima, proprio quell’anno, era stata Bonnie Heady, morta nella camera a gas di un carcere del Missouri.

Lisa Montgomery è stata dichiarata colpevole dell’efferato omicidio di Bobbie Jo Stinnet, 23 anni, e della bimba di otto mesi che portava in grembo. La donna era partita dal Kansas per raggiungere Skidmore, nel Missouri, con il pretesto di un adottare un cucciolo di cane. Ma giunta in casa della povera Bobbie, l’aveva strangolata con il guinzaglio e mentre ancora tentava di difendersi, con un coltello da cucina le aveva aperto l’addome per rimuovere la bimba, co cui aveva poi tentato la fuga.

Nel 2007, una giuria ha condannato a morte Lisa Montgomery, ma nel tentativo di evitarle il patibolo gli avvocati della donna hanno presentato prove e referti medici dei danni cerebrali della donna, probabilmente causati dalle percosse subite quand’era una bambina e causa di una situazione psichiatrica fortemente compromessa, motivazioni che dovrebbero evitarle la pena di morte per manifesta incapacità di intendere e di volere. “Lisa Montgomery ha da tempo ammesso la piena responsabilità del crimine che ha commesso ed è cosciente di meritare la condanna a vita, ma la grave malattia mentale di cui è affetta rende l’esecuzione una profonda ingiustizia”, ha commentato Kelley Harry, l’avvocato della donna. A meno di una grazie dell’ultimo momento, il destino di Lisa Montgomery sembra segnato.

Per il prossimo dicembre è fissata anche l’esecuzione di Brandon Bernard, membro di una gang di Killeen, in Texas, che il 20 giugno del 1999 aveva trucidato Todd e Stacie Bagley, 26 e 28 anni. Per il duplice omicidio, Christopher Andre Vialva, 40 anni, è stato giustiziato a Terre Haute il 24 settembre di quest’anno.

Secondo i dati raccolti dal Death Penalty Information Center, 78 detenuti sono stati condannati a morte per casi federali tra il 1988 e il 2018, ma solo tre sono stati giustiziati. Contro le due condanne del prossimo dicembre si sono mosse le associazioni umanitarie, che accusano l’amministrazione Trump di aver riaperto le Death Room perché passasse il messaggio di un presidente forte, a tutela del doppio concetto “law e order”, legge e ordine tanto caro alla sua retorica. “Dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie l’obbligo di portare avanti la sentenza imposta dal nostro sistema giudiziario”, ha commentato in una nota il Dipartimento di Giustizia americano.

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