Lo scoop su Bezos era un ricatto

| È stato lo stesso magnate a ingaggiare un investigatore per capire come il materiale osè sulla sua relazione extraconiugale fosse arrivato nelle mani del National Enquirer. Lo scoop del Wall Street Journal

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Anche se non si può definire una nuova tegola sospesa sul ciuffo di Donald Trump, è comunque in modo indiretto una magra figura. Il “Wall Street Journal” rivela che il “National Enquire”, tabloid specializzato in gossip di proprietà dell’American Media, società di David Pecker, editore da sempre molto vicino al presidente, avrebbe sborsato 200mila dollari per assicurarsi foto piccanti e messaggi scambiati fra Jeff Bezos e Lauren Sanchez, la sua presunta amante. Bezos, vale la pena ricordarlo, è il proprietario unico del colosso “Amazon”, secondo tutte le classifiche possibili, l’uomo più ricco del pianeta, mentre Michael Sanchez, la persona che avrebbe intascato la somma e è il fratello della donna, quasi suo cognato. A Dio piacendo.

Era stato lo stesso Bezos, deciso a non cedere ai ricatti, a svelare al mondo il tentativo del National Enquire, arrivando perfino ad ipotizzare un coinvolgimento diretto di Trump, con cui i rapporti non sono mai stati idilliaci. La rivelazione del rapporto extraconiugale, strategicamente, era arrivato nel pieno della separazione fra Bezos e la moglie McKenzie. Il magnate aveva raccontato di una telefonata dal National Enquire in cui gli assicuravano di essere in possesso ben altro materiale scottante: non ci fu richiesta di soldi. Per evitarne la pubblicazione sarebbe bastata la dichiarazione pubblica che lo scoop non avesse finalità politiche. Per tutta risposta, Bezos aveva incaricato GFavin de Becker, star della sicurezza di personaggi di spicco americani, di aiutarlo a capire come la rivista fosse entrata in possesso del materiale. 

Stati Uniti
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