L’omicidio-suicidio che sconvolge l’America

| Un anno fa, Jennifer e Sarah Hart hanno deciso di uccidersi portando con sé i loro sei figli adottivi. L’ha appurato un’inchiesta che è riuscita a ricostruire le ultime ore della famiglia e alcuni terribili indizi

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La mattina del 26 marzo 2018, nella zona di Mendocino, nel nord della California, la polizia rinviene un Suv precipitato per oltre trenta metri da una scogliera affacciata sull’oceano. All’interno dell’auto, gli agenti ritrovano i corpi di due donne sposate fra loro, Jennifer e Sarah Hart, e quelli dei loro sei figli adottivi: Martin, 12 anni, Hannah, 16, Devonte, 15, Abigail, 14, Jeremiah, 14 e Sierra, 12.

Per lo sceriffo di Mendoncino, Tom Allman, qualcosa non torna: sull’asfalto non c’è traccia di frenata e neanche segni di sbandata. L’ipotesi dell’incidente stradale, dell’errore umano e del guasto meccanico lasciano nell’aria il sospetto peggiore: quello di un gesto volontario, un terribile omicidio-suicidio.

Proprio in queste ore, l’inchiesta è stata chiusa ufficialmente confermando quella che fino a quel momento era soltanto un’ipotesi: le due donne, entrambe di 38 anni, avrebbero drogato loro stesse e i figli per poi lanciarsi con l’auto dalla scogliera californiana. Lo hanno confermato le autopsie effettuate sui cinque corpi ritrovati all’interno dell’auto: di altri tre, quelli di Sienna, Hannah e Devonte non si sa più nulla, probabilmente ingoiati dall’oceano poco dopo lo schianto. Secondo le analisi, ognuno dei ragazzi aveva in corpo una ventina di dosi di Benadryl, un potente antistaminico che in dosi massicce porta sonnolenza e visione indistinta, mentre Sarah Hart aveva tenuto per sé altre 42 dosi e Jennifer – che era alla guida - aveva in corpo così tanto alcol che perfino camminare le sarebbe stato difficile. A ulteriore conferma della conclusione a cui è giunta l’inchiesta anche altri indizi: sui telefoni delle due donne sono state trovare ricerche che non lasciano molti dubbi: “500mg di Benadryl possono uccidere una donna adulta?”, o ancora “La morte per annegamento è indolore?”, “In quanto tempo si muore per ipotermia?”. Anche il percorso segnato dal Gps racconta molto: le due donne sono partite da casa e fatto una sosta di 18 minuti in un supermercato per acquistare parecchie confezioni di Benadryl. I dati dell’auto hanno permesso di capire che l’auto si è fermata per qualche minuto in un piazzale poco distante dal luogo della tragedia, per poi ripartire a forte velocità puntando contro il guard-rail.

Jennifer e Sarah Hart vivevano a Woodland, nello stato di Washington: sposate da dieci anni, avevano adottato uno dopo l’altro i sei figli, tutti con storie familiari pesanti alle spalle, vittime di violenze e con genitori tossicodipendenti morti o in galera. Devonte, uno dei loro figli, aveva vissuto un momento di celebrità quando durante una manifestazione a Portland aveva abbracciato un agente di polizia in lacrime, dichiarando di essere preoccupato per la violenza contro la gente di colore come lui.

Cosa abbia spinto le due donne a uccidersi portando con sé la propria famiglia resta un mistero. L’unica spiegazione era stata una visita dei servizi sociali avvenuta poche ore prima della tragedia, dopo alcune segnalazioni di abusi su minori fatte dai vicini di casa. Pare che alcuni dei ragazzi avessero bussato più volte alle abitazioni circostanti per chiedere un po’ di cibo, che gli era negato dalle due donne perché in punizione. Gli amici della coppia respingono ogni accusa: erano mamme attente, premurose e perdutamente innamorate dei loro figli.

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