Manette & forchette

| Souljia Boy, Bill Cosby, Suge Knight e Jared Fogle: quattro nomi noti di celebrità finite dietro le sbarre. Ecco cosa hanno ordinato per celebrare la Pasqua nelle loro celle

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Il sito “TMZ”, secondo qualcuno quelli che riescono a sapere chi ha dei problemi a Hollywood e dintorni ancor prima che li abbia davvero, ha dedicato qualche ora del proprio tempo a scoprire il menù di Pasqua per un ristretto numero di detenuti celebri. Gente dello spettacolo finita dietro le sbarre di recente.

Il primo è Soulja Boy, pseudonimo di DeAndre Cortez Way, ovviamente rapper e altrettanto ovviamente dalla vita in bilico fra il sapore del successo e l’odore della polvere da sparo. Almeno quattro arresti in carriera, l’ultimo dei quali per violazione della libertà vigilata su un arresto precedente. Nella prigione della contea di Los Angeles, dove conta di restare fino al 30 aprile, per il menù di Pasqua Soulja Boy è stato perfino morigerato: spaghetti, insalata, pane e succo di frutta.



Decisamente più clamoroso, e per di più non appartenente alla categoria “rapper”, è il nome di Bill Cosby, il celebre dottor Cliff del telefilm “I Robinson”, un successo mondiale fra gli anni Ottanta e Novanta. Accusato da oltre 50 donne di stupro, sta scontando una pena che va dai tre ai dieci anni di galera (la legge americana recita così), in un carcere di Phoenix, in Arizona. Anche per lui una Pasqua francescana: pollo allo spiedo, carote, pane e una mela.



Suge Knight, nome d’arte del produttore discografico Marlon Hugh Knight, un tempo motore della “Death Row Records”, quella che produceva gli album del compianto Tupac Shakur, sconta 28 anni presso il centro di correzione “Richard J. Donovan” di San Diego. Per la sua terza Pasqua dietro le sbarre hamburger, patate al forno, mais al vapore, insalata di cavolo e una vaschetta di gelato.



Per finire con Jared Scott Fogle, ex responsabile della catena di fast-food “Subway”, condannato in via definitiva per abusi sessuali su minori e pornografia infantile. Riconosciutosi colpevole, è stato condannato a 15 anni di reclusione, di cui otto mesi da trascorrere in un carcere federale, con pena minima da scontare di 13 anni prima di poter richiedere il rilascio. Dalla sua cella del “Colorado FCI” di Englewood, ha ordinaro tacos di manzo, riso messicano, fagioli neri, mais, formaggio e salsa guacamole.



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