Miami sotto assedio

| Sono le settimane dello “Spring Break” e la celebre città della Florida è invasa da giovani in cerca di trasgressione: risse, pestaggi, violenze e abusi di ogni tipo sono all’ordine del giorno. La polizia assicura pugno di ferro

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South Beach, ovvero i 23 isolati più celebri di Miami: una delle location più celebri del mondo, costellata dalle luci di Ocean Drive, Collins Avenue ed Española Way. Un’infilata di alberghi art déco e di locali che trasudano musica e cocktail serviti in bicchieri che da altre parti del mondo usano come insalatiere. È lì che la scorsa settimana, un party si è trasformato in una rissa enorme che ha coinvolto centinaia di giovani: a farne le spese è stata una ragazza, presa di mira da un gruppo di coetanei. Mentre qualcuno la picchiava fino a mandarla in ospedale, altri incitavano filmando tutto con il loro smartphone. Due giorni prima, un’altra ragazza era stata tirata fuori a forza da un’auto e presa a botte in mezzo alla strada.

Sono solo due episodi del caos che in queste settimane si è impossessato di Miami, capitale della Florida, una delle località più celebri e apprezzate del mondo, un posto dove quelli che contano hanno messo su casa e da tempo entrata nei sogni dell’americano medio, che accoppia la Florida alla pensione. Ma anche, e questo è peggio, una delle destinazioni predilette dai giovani americani durante lo “Spring Break”. La vacanza di primavera, tradizione accademica tipica del mondo anglosassone che negli Stati Uniti ha perso da tempo il significato di pausa di riflessione per trasformarsi in una settimana senza freni, fra sesso, alcol, droga ed ogni tipo di eccesso.

Miami, in questi giorni, è nel caos, letteralmente. Migliaia di giovani - 10mila, si calcola - sciamano lungo Ocean Drive, perennemente imbottiti di alcol e chissà che, e basta una scintilla anche minima perché tutto degeneri, passando dalle risate alle risse. Nulla che non si sapesse: la più celebre città della Florida è da sempre una delle mete predilette dalle orde di giovani dello Spring Break, e se un tempo le località di mare facevano a gara per attirare i giovani e i loro dollari, quest’anno Miami ha speso 300mila dollari in un marketing al contrario, in cui si sconsigliava la città agli spring breakers, perché le regole valgono sempre e per tutti.

La polizia fa quel che può, assicura che ogni reato sarà perseguito e non ci sarà pietà per nessuno. Secondo Daniel Oates, capo del dipartimento di polizia di Miami Beach, la violenza è in deciso aumento e non c’è più alcun rispetto per le regole e l’autorità. Negli ultimi tre anni, 2.000 giovanissimi sono finiti in manette, tornando a casa con una denuncia. I registri raccontano più di 560 arresti soltanto lo scorso marzo, rispetto ai 400 dell’anno precedente, quando le autorità hanno chiuso la McArthur Causeway, arteria di ingresso in città, vietando l’ingresso a South Beach per la troppa folla. Da mesi, Oates scrive lettere a college, istituti e confraternite per avvisare tutti: “Se avete intenzione di venire a Miami Beach per lo spring date sappiate che dovrete rispettare le nostre leggi. Chi non lo farà, sarà arrestato”. Ne ha mandate più di 350, ma sono servite a poco.

Gli spring breakers sono come i barbari, e quando passano non lasciano nulla com’era prima. Il caos va avanti senza sosta, di giorno e di notte, con risse che scoppiano all’improvviso, ubriachi che si sdraiano in mezzo alla strada bloccando il traffico, gente che si accoppia all’ombra delle palme o espleta i propri bisogno dove capita. E tutto questo andrà avanti fino al 2 aprile, quando gli studenti torneranno nelle proprio scuole con un sacco di ricordi, e qualche denuncia.

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