Michael Cohen: tutti gli inganni di Donald Trump

| L’ex avvocato personale del presidente ha dato alle stampe un volume, l’ennesimo, dedicato all’ingombrante figura del presidente. Il ritratto impietoso di un “corrotto, imbroglione, razzista, truffatore, predatore e bugiardo”

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Dopo ex collaboratori, membri dello staff e parenti-serpenti, a chiudere il cerchio dell’editoria contro Donald Trump arriva nientemeno Michael Cohen, l’ex avvocato personale del presidente - “per oltre un decennio la prima telefonata del mattino e l’ultima della sera” - finito in galera con una condanna a tre anni di reclusione per otto capi d’accusa tra cui finanziamenti illeciti della campagna elettorale, frode fiscale, frode bancaria e l’ammissione di aver mentito davanti al Congresso. Come da copione, è stato scaricato e coperto di insulti da Trump quando ha deciso di collaborare con il superprocuratore Robert Mueller: “Lo conosco: avrebbe preferito sapermi morto”, ammette lui.

Così Michael Cohen, 54 anni, due figli, lo scorso maggio assegnato agli arresti domiciliari per i timori del coronavirus, tornato in galera il 9 luglio come ritorsione dell’amministrazione Trump e nuovamente autorizzato da un giudice a terminare la condanna nella sua casa di Manhattan, ha approfittato della permanenza in una cella del carcere federale di Otisville per mettere ordine fra i ricordi degli anni trascorsi tentando di mettere una pezza ad ogni colpo di testa dell’allora tycoon. Il libro, “Disloyal: A Memoir”, si annuncia come l’ennesimo maremoto di rivelazioni sulla discutibile vita privata di Trump, e come di consueto è bollato dalla Casa Bianca come una “sequenza di bugie fatte da un imbroglione e un bugiardo”, dopo aver inutilmente tentato di impedirne la pubblicazione.

Al pari degli altri volumi che ormai compongono una fitta letteratura dedicata alla figura del presidente più discusso della storia americana, anche il libro di Cohen parte spedito e soprattutto deciso a non fare alcuno sconto: “È finalmente arrivato il giorno che ho atteso per molto tempo di condividere la mia verità. È una storia che non è mai stata letta sui giornali, sui social o in televisione: sono i racconti che solo chi ha lavorato per anni al fianco di Trump 24 ore su 24 poteva conoscere”.

Il contenuto, in parte anticipato dal “Washington Post”, che è riuscito ad ottenere una copia in anticipo sull’uscita, è una carica esplosiva doppia, visto che piomba dritto sulla corsa alle presidenziali.

Trump, confida Cohen, non sopporta afroamericani e ispanici, ma neanche fa nulla per nasconderlo: “I neri non sono la mia gente”, e ancora “Gli ispanici sono troppo stupidi per votare per me”. Parole dolci anche all’indirizzo del suo predecessore, Barack Obama (“Dimmi un Paese guidato da un afroamericano che non sia un cesso”) e giudizi caustici perfino su Nelson Mandela, accusato di aver “rovinato il Sudafrica”. In compenso Trump subisce la fascinazione verso Vladimir Putin, “capace di guidare la Russia come fosse una sua società”.

Ma tutto questo, per quanto imbarazzante, è nulla rispetto alle cariche di profondità che Cohen lancia fra le pagine del suo libro, definendo l’attuale presidente un uomo senza amici, “corrotto, imbroglione, razzista, truffatore, predatore e bugiardo”. Trump, svela l’ex legale, ha barato nelle elezioni del 2016: “Farebbe qualsiasi cosa, e intendo qualsiasi cosa, per vincere. Essere un vincente è sempre stato il suo stile di vita”.

Ed è inutile anche pensare che Trump, in caso di sconfitta, lascerà la Casa Bianca facendo semplicemente le valigie: I tipi di scandali che sono emersi negli ultimi mesi continueranno a uscire mostrando livelli sempre maggiori di tradimento e inganno. E se Trump conquistasse un altro mandato, questi scandali si rivelerebbero solo la punta dell’iceberg: sa bene che, in caso di sconfitta, dovrebbe affrontare il carcere”.

Quella di Cohen è la confessione a cuore aperto di un uomo che aveva raggiunto l’apice senza però rendersi conto del prezzo da pagare. “Dalle piogge dorate in un sex club di Las Vegas alla frode fiscale, dagli accordi con funzionari dell’ex URSS alle finte cospirazioni per mettere a tacere le amanti clandestine di Trump come Stormy Daniels e Karen McDougal: su suo ordine ho ingannato dei suoi soci in affari, mentito a sua moglie Melania per coprire le sue infedeltà, ho fatto il prepotente e urlato contro chiunque osasse mettersi sul cammino di Trump verso la conquista del potere. Non ero solo un testimone della sua ascesa, ero un partecipante attivo”.

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