Nancy Pelosi invoca il 25esimo emendamento per Trump

| Rimuovere il presidente per evidente incapacità fisica o mentale di amministrare il Paese e mantenere i doversi del suo incarico. Dopo l’impeachment, il più discusso dei presidenti americani torna nell’occhio del ciclone

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L’ultima volta che alla Casa Bianca qualcuno aveva osato sventolare lo spettro del 25esimo emendamento era il 1987, quando nello staff della White House iniziava a serpeggiare il timore che a 76 anni suonati, Ronald Regan iniziasse a dare segni di squilibro: di colpo era diventato scostante, nervoso e maldestro. Partì un’indagine interna, finita nel nulla poco dopo, ma che qualcuno avrebbe ricordato anni dopo, quando l’Alzheimer ha fatto la sua comparsa.

Ma fin dai primi mesi dell’insediamento di Trump, quattro anni fa, il 25esimo emendamento che permette la rimozione d’ufficio di un presidente per evidente o sopraggiunta incapacità, è tornato più volte a riecheggiare nei corridoi del potere di Washington, e ogni volta mosso dal serio dubbio che il presidente possa soffrire di disturbi mentali o comportamentali.

A rimettere in piedi l’eventualità ci ha pensato nelle scorse ore la Speaker della Camera Nancy Pelosi, che sembra decisa a chiedere una commissione che faccia finalmente chiarezza sulle reali capacità del presidente di esercitare i suoi doveri. Ultima in ordine di tempo, a preoccupare è la spavalda velocità – non è chiaro quanto reale – con cui Trump avrebbe contratto il Covid-19 sconfiggendolo nel giro di una manciata di ore. “La forma fisica del presidente Trump e la sua capacità di portare avanti l’incarico dev’essere valutata dalla scienza e dai fatti”, ricorda la Pelosi.

Ma i sospetti ci sono da tempo. Secondo molti analisti politici, Donald Trump ha scambiato l’elezione alla presidenza americana come una sorta di incoronazione accompagnata da un potere sconfinato che gli permette di fare, disfare, eludere la legge e pretendere nuove regole che gli permettano di fare tutto ciò che vuole. Proprio in questi giorni, il presidente ha rifiutato il confronto a distanza con lo sfidante Biden pretendendo che sia fissata una nuova data. E mentre resta avvolto nel mistero più fitto l’esito dei tamponi a cui è stato sottoposto, Trump ha scelto ancora una volta di fare di testa propria organizzando un comizio alla Casa Bianca e un altro in Florida per lunedì.

Il 25esimo emendamento fu introdotto nel 1967 per mettere una pezza ad un vuoto normativo assai pericoloso: se un presidente fosse morto mentre era in carica, la legge stabiliva che entrasse in carica il suo vice. Ma al contrario, non esisteva alcuna procedura in caso di grave malattia. Kennedy – ad esempio - fu ucciso nel 1963, morendo mezzora dopo l’attentato a Dallas, ma se al contrario fosse rimasto ricoverato con gravi problemi cerebrali, il problema sarebbe stato più complesso, perché non c’era al momento alcun metodo legale per trasferire i poteri ad altri, essendo il presidente tecnicamente ancora in vita.

Va da sé che stabilire l’incapacità di un presidente non è operazione così semplice per via di un paio di questioni mai del tutto chiarite: a chi spetta stabilire se il presidente sia idoneo, e qual è il limite dell’incapacità sufficiente a rimuoverlo d’ufficio.

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