New York, in aumento i casi di violenza

| Una preoccupante impennata di sparatorie, morti e feriti nella Grande Mela, ormai ex città “più sicura d’America”. Fra le cause povertà, disoccupazione e rabbia

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Fino alla metà degli anni Novanta, New York era considerata una città estremamente pericolosa: la “tolleranza zero” voluta dall’ex sindaco Rudy Giuliani, che non ammetteva nemmeno il mancato pagamento del biglietto della metropolitana, aveva dato la svolta alla “Grande Mela”, fino a conquistarsi il titolo di città più sicura d’America.

Ma il lockdown per la pandemia, che si è portato appresso una crisi economica devastante, e le proteste antirazziali scatenate dalla morte di George Floyd, hanno nuovamente cambiato la prospettiva. In soli tre giorni, fra il 10 ed il 13 luglio, 53 persone sono finite in ospedale con ferite d’arma da fuoco e altre quattro sui tavoli dell’obitorio. Degna continuazione del weekend del 4 luglio, quello dell’Indipendence Day, “celebrato” – secondo i dati ufficiali – con 64 sparatorie. In totale, dal 1 gennaio al 12 luglio dello scorso anno i crimini violenti in città erano stati 394, saliti a 634 nello stesso arco di tempo di quest’anno. Ed è una violenza che non conosce limiti e pietà: Davell Gardner, un bimbo di un anno, è stato ucciso da un colpo di pistola durante un barbeque con la famiglia interrotto dall’arrivo di due killer che hanno iniziato a sparare all’impazzata sul gruppo. Episodi quasi uguali ad altri due, avvenuti a Brooklyn e ad Harlem, questa volta a danni di due ragazzini di 12 e 15 anni, feriti in modo grave e trasportati in ospedale, dove lottano fra la vita e la morte.

Bill De Blasio, il sindaco, ha tentato di stigmatizzare l’ondata di violenza parlando di un aumento esponenziale di povertà, rabbia, disoccupazione e timori verso il futuro, ma il capo della polizia Dermot F. Shea ha puntato invece il dito sulla nuova legge sulla cauzione che permette a molti delinquenti di pagare e tornare in libertà. Ma sul tavolo degli imputati è finito lo stesso capo della polizia, accusato di aver smantellato una divisione che si occupava di indagini sul possesso di armi e crimini violenti che ha tolto dalle strade di New York pattuglie che presidiavano il territorio.

E non è solo New York ad assistere ad un’impennata della violenza: anche Chicago, Philadelphia, Houston, Atlanta, Denver, Milwakee e Los Angeles vivono lo stesso preoccupante aumento dei casi di violenza.

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