Ore decisive per il destino di Kavanaugh

| Mentre le porte di Capitol Hill si aprono per un faccia a faccia con una delle tre donne che lo accusano di violenza, spunta una quarta accusatrice. E Trump confida che potrebbe cambiare idea

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A Washington sono ore convulse: si decide il destino di Brett Kavanaugh, il giudice designato da Donald Trump alla Corte Suprema. Proprio oggi, l’avvocato 53enne, cattolico, sposato e padre di tre figli, è atteso a Capitol Hill per un confronto con Christine Blasey Ford, la professoressa che lo accusa di stupro ai tempi del liceo. È la terza donna che nelle ultime settimane ha puntato il dito contro il potente candidato trumpiano, dopo Julie Swentnick, che ai tempi delle superiori subì uno stupro di gruppo da Kavanaugh e i suoi amici, e Deborah Ramirez, costretta ad un gioco e a bere alcolici, fino a ritrovarsi il pene di Brett Kavanaugh a poca distanza dalla faccia.

Ma la lista si allunga, mettendo ormai in forte imbarazzo la Casa Bianca e lo stesso Trump, costretto ad ammettere che potrebbe anche “cambiare idea sulla nomina”.

La nuova segnalazione, la quarta, è stata svelata da Sheldon Whitehouse, senatore democratico del Rhode Island, contattato da un elettore che gli avrebbe raccontato di un’aggressione ad una sua conoscente da parte di due ragazzi ubriachi, uno riconosciuto proprio come Brett Kavanaugh.

L’accusato, ancora una volta, ha negato tutto. Ma la dichiarazione scritta della professoressa violentata nel 1982, che aprirà il confronto di oggi alla Commissione Giustizia del Senato americano, rischia seriamente di travolgerlo. L’esito del faccia a faccia vivrà il suo epilogo venerdì mattina (ora della costa est), quando la commissione si esprimerà con un voto sulla conferma o la respinta del nome di Brett Kavanaugh alla guida della Corte Suprema.

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