«Perché mi hanno sparato così tante volte?»

| Jacob Blake, l’afroamericano colpito da 7 colpi d’arma da fuoco in Wisconsin, non riesce a capire cosa sia successo. Mentre fuori infiammano le proteste

+ Miei preferiti
Quando si è svegliato, dopo il lungo intervento per estrargli le pallottole conficcate nella schiena, Jacob Blake ha stretto la mano di suo padre mormorando fra le lacrime una domanda ancora senza risposta: “Perché mi hanno sparato così tante volte?”.

La vicenda, che in America ha riacceso le proteste “Black Lives Matter”, è quella di Jacob Blake, 29enne di Kenosha, Wisconsin, colpito alla schiena con sette colpi di pistola da Rusten Sheskey, un poliziotto bianco che tentava di trattenerlo. “Non avrebbero dovuto spararti affatto”, gli ha risposto il padre.

I tre figli di Jacob, bimbi tra i 3 e gli 8 anni, hanno assistito alla sparatoria dall’interno dell’auto, e il più grande dei tre, che quel giorno festeggiava il compleanno, ancora non si capacita: “Perché hanno sparato alla schiena a mio padre?”.

Blake è ricoverato al Froedtert Hospital di Wauwatosa, e i familiari hanno raccontato che è ammanettato al letto: “È solo cattiveria, mancanza di umanità, perché non potrebbe alzarsi neanche se volesse: è paralizzato dalla vita in giù”. Perfino il governatore del Wisconsin Tony Evers, quando ha letto delle manette si è detto perplesso, “non riesco a immaginare un motivo valido perché sia bloccato al letto”.

Le immagini video dell’ennesimo caso che sta squarciando gli Stati Uniti, finite in tutto il mondo attraverso i social, hanno trasformato la tranquilla Kenosha nel nuovo fronte delle proteste contro la brutalità della polizia, piaga che nessun regolamento sembra poter fermare. I funzionari locali, che hanno preferito non divulgare molti dettagli sulla sparatoria, devono vedersela con le proteste, soprattutto dopo che due persone sono state uccise e una terza è rimasta ferita da Kyle Rittenhouse, un diciassettenne armato come Rambo.

La vicenda di Jacob Blake è iniziata quando una donna ha chiamato la polizia dicendo che “il suo fidanzato non voleva andarsene da casa sua”. Circa cinque minuti dopo, la centrale ha ricevuto la segnalazione di alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi allo stesso indirizzo della telefonata iniziale. Gli agenti intervenuti tentano di arrestare Blake usando un taser nel tentativo di fermarlo, ma lui “ha aperto la porta del conducente e si è chinato in avanti”. Poco prima aveva ammesso di avere un coltello nell’auto: forse proprio in quel gesto si nasconde la chiave per capire l’accaduto. A quel punto Rusten Sheskey, otto anni di servizio presso il dipartimento di polizia, ha aperto il fuoco, ma non è ancora chiaro se Blake avesse minacciato gli agenti. E più che altro perché fosse necessario scaricargli addosso sette colpi di pistola.

Sheskey e un altro agente sono stati messi in congedo, mentre il Dipartimento di Giustizia del Wisconsin ha reso noti i nomi degli altri due agenti coinvolti: Vincent Arenas e Brittany Meronek. Arenas - che ha usato il Taser nel tentativo di fermare Blake - è entrato nel Dipartimento di Polizia di Kenosha nel febbraio dello scorso anno dopo aver prestato servizio presso la Capitol Police di Washington, mentre Meronek si è unito al dipartimento lo scorso gennaio.

Galleria fotografica
«Perché mi hanno sparato così tante volte?» - immagine 1
«Perché mi hanno sparato così tante volte?» - immagine 2
Stati Uniti
Sparatoria a Rochester: 16 feriti e due morti
Sparatoria a Rochester: 16 feriti e due morti
Si teme una nuova strage, avvenuta nella città dove la polizia ha ucciso Daniel Prude soffocandolo. Il bilancio resta provvisorio, mentre sono ancora in corso i rilievi
Addio a Ruth Bader Ginsburg, giudice icona delle donne
Addio a Ruth Bader Ginsburg, giudice icona delle donne
Si è spenta a Washington dopo una lunga malattia la seconda donna ad essere ammessa alla Corte Suprema. Paladina delle minoranze silenziose, incorruttibile e schietta, ha chiesto di essere sostituita dal nuovo presidente
Amy Dorris, l’ex modella che accusa Trump di molestie
Amy Dorris, l’ex modella che accusa Trump di molestie
Dopo 23 anni di silenzio, ha raccontato l’aggressione dell’allora tycoon nella suite agli US Opend i Tennis del 1997. “Lo dovevo alle mie figlie, che stanno diventando donne”
La Boeing colpevole degli incidenti del 737 Max
La Boeing colpevole degli incidenti del 737 Max
Un rapporto dettagliato inchioda il colosso aeronautico, accusato di aver creato un “culmine di errori, leggerezze, difetti e cattiva gestione”. Sotto accusa anche l’ente aeronautico americano
Trump in California: «Con gli incendi non c’entra il climate change»
Trump in California: «Con gli incendi non c’entra il climate change»
Il presidente in visita alle zone martoriate della West Coast, non perde occasione per rimbrottare i governatori e negare l’evidenza scientifica. Biden all’attacco
Samantha Cohen, la ragazzina che piaceva a Trump
Samantha Cohen, la ragazzina che piaceva a Trump
Figlia maggiore di Michael Cohen, l’ex avvocato personale del tycoon, ha raccontato un episodio in cui Trump era rimasto colpito dal suo fisico da quindicenne
Agguato a Los Angeles: una taglia sull’aggressore dei due agenti
Agguato a Los Angeles: una taglia sull’aggressore dei due agenti
Una task force della polizia al lavoro per dare volto e nome all’aggressore di due vice sceriffi ricoverati in fin di vita. L’ira di Trump che chiede “pena di morte”
L’ennesimo ritratto di Trump, impietoso
L’ennesimo ritratto di Trump, impietoso
Esce “Rage” (Rabbia), secondo libro che Bob Woodward dedica alla figura del presidente. Questa volta ha raccolto 18 interviste sufficienti per mostrare un modo di fare confuso, improvvisato e immerso nel culto di se stesso
Tredicenne autistico ferito dalla polizia
Tredicenne autistico ferito dalla polizia
È successo a Salt Lake City, dove Linden Cameron è stato ferito a colpi d’arma da fuoco da due agenti, intervenuti dopo una chiamata della madre, che non riusciva a calmarlo
Trump contro il Pentagono
Trump contro il Pentagono
“Non mi amano, perché pensano solo a fare la guerra”: durissimo affondo del Presidente contro il Dipartimento della Difesa. L’ultimo atto di una guerra di nervi che va avanti da tempo