Più 82mila Boy Scout hanno denunciato abusi e violenze

| Dallo scandalo emerso dopo un’inchiesta del “NY Times”, si è aperta una voragine che ha letteralmente travolto la più antica organizzazione scoutistica del mondo. Ma secondo gli esperti è solo la punta dell’iceberg

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Era la primavera dello scorso anno, quando negli Stati Uniti esplode lo scandalo pedofilia dei “Boy Scout of America”, istituzione che dal 1910 può vantarsi di aver forgiato milioni di giovani americani. Lo scandalo, che travolge letteralmente la più grande e potente associazione scoutistica del mondo, ha preso forma trasformandosi in un’autentica slavina di denunce, presentate da 82.663 ex scout sparsi nei 50 Stati americani, che forniscono una mappa precisa e inquietante dei soprusi e le violenze subiti in silenzio da ignari ragazzini con i pantaloni corti e il foulard al collo.

Secondo il “New York Times”, si tratta di un numero di segnalazioni così alto da superare quelle contro i preti pedofili, e quasi certamente avranno effetto sulla decisione del tribunale fallimentare del Delaware, dove l’associazione aveva cercato rifugio nella speranza di sopravvivere alle migliaia di richieste di risarcimenti.

Secondo Paul Mones, un avvocato che ha lavorato sui casi dei Boy Scout per quasi due decenni, la prevalenza di abusi descritte in dettaglio nelle denunce toglie il fiato, ma potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg del fenomeno: “Sapevo che c’erano molti casi, ma non avrei mai immaginato un numero così alto”.

Fra i più attivi è “Abused in Scouting”, un team di avvocati che rappresenta vittime da tutti i 50 stati insieme a casi in cui l’abuso è avvenuto all’estero, in luoghi come le basi militari americane in Giappone e in Germania: i loro assistiti hanno un’età compresa tra gli 8 e i 93 anni e se la stragrande maggioranza sono uomini, non mancano le denunce di diverse donne.

L’organizzazione scoutistica no-profit disporrebbe di più di un miliardo di dollari in beni, secondo quanto riportato sulla richiesta di fallimento, rappresentati da centinaia di campi ed edifici affidati alle sedi locali. In una nota, i vertici di Boy Scout of America si dicono “devastati dal numero di vittime colpite dagli abusi” e assicurano che i propri legali sono al lavoro per istituire un fondo da cui poter attingere per i risarcimenti. “È stata una vera e propria strage e di questo siamo profondamente dispiaciuti”.

Fondati nel 1910, i Boy Scout of America sono cresciuti sotto l’egida di un documento del Congresso che descriveva in dettaglio i valori dello scoutismo, permeati di “patriottismo, virtù, coraggio e fiducia in se stessi”, obiettivi che avrebbero dovuto plasmare gli ideali di intere generazioni di giovani americani che, fin da piccoli, imparano l’obbedienza e la lealtà. Secondo l’organizzazione, 130 milioni di americani hanno partecipato ai programmi nel corso degli anni, compresi personaggi come John F. Kennedy, l’astronauta Neil Armstrong, l’icona dei diritti civili Ernest Green e il regista Steven Spielberg.

Attualmente, i Boy Scout of America contano circa 2,2 milioni di membri, un numero in forte calo rispetto al picco di circa cinque milioni di iscritti degli anni Settanta: a fronte del calo, nel 2017 l’organizzazione si è ampliata permettendo anche alle ragazze di entrare nei programmi.

Ma già dai primi anni dell’organizzazione, erano emersi episodi di abusi, regolarmente insabbiati: nel 1935, secondo un articolo del New York Times dell’epoca, l’organizzazione aveva dovuto ammettere di avere nelle proprie file centinaia di “degenerati” che avevano servito come capi scout.

Sebbene molti dei casi di abuso si siano verificati nei decenni passati, alcuni Stati negli ultimi anni hanno approvato leggi che danno alle vittime più anziane la possibilità di perseguire le responsabilità nei tribunali. Tra questi c’è New York, che ha concesso una finestra temporale di un anno, dando vita ad un flusso di nuove cause verso scuole, parrocchie e, appunto, i Boy Scout of America.

Terry McKiernan, il presidente di BishopAccountability.org, un gruppo di sorveglianza che segue gli abusi nella Chiesa cattolica, ha detto che più di 9.000 vittime si sono fatte avanti nel corso degli anni, anche se è convinto che questo numero rappresenti solo una piccola parte di coloro che hanno subito abusi nella Chiesa Cattolica.

Frank Spinelli aveva 11 anni quando nel 1978 si è unito alla sezione dei Boy Scout di Staten Island: il suo capo, un poliziotto di nome Bill Fox, iniziò a stargli sempre più addosso fino a riuscire a introdursi nel suo letto. Un incubo durato tre anni, concluso quando Bill Fox fu condannato per violenza, abuso e pedofilia, morendo in prigione anni dopo.

Spinelli, che grazie alla finestra ha potuto presentare denuncia contro l’organizzazione scoutistica, ha detto di non essere sorpreso nel vedere così tanta gente farsi avanti per ottenere un risarcimento, ma è anche convinto che non esista quantità di denaro sufficiente per cancellare quello che è successo. “Solo la giustizia può tentare di dare un po’ di pace a chi ancora oggi si sveglia ogni notte in preda agli incubi”.

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