Risultati in bilico, la Casa Bianca si blinda

| Una robusta recinzione di sicurezza sta sorgendo intorno alla residenza presidenziale di Washington in queste ore: è il segnale che i servizi segreti temano una recrudescenza della violenza

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“L’onda blu” in cui sperava Biden non c’è stata: come cautamente invitavano a fare gli analisti, dare Trump per spacciato era un azzardo. Il risultato finale è in bilico, e chi vince lo farà per così pochi voti di scarto da lasciar presagire una coda lunghissima fatta di denunce e commissioni d’inchiesta. Mancano ancora i voti per posta, certo, che in forza dell’invito di Trump a farne a meno, lascia supporre si tratti di voti Dem, ma a questo punto le certezze sembrano essersi esaurite.

E mentre Trump e Biden si lanciano frecciate al curaro, c’è già chi pensa ad un “dopo” che non sembra affatto pacifico. Proprio nelle ore del voto e dello spoglio, i servizi segreti americani hanno firmato un contratto da un milione di dollari per blindare la Casa Bianca, temendo il peggio. È l’ennesimo favore di Trump alla cerchia di amici, visto che il contratto ha come protagonista la “Arcus Group”, società di sicurezza e di gestione eventi creata da alcuni ex membri del partito repubblicano. Una decisione che arriva in concomitanza con la crescente preoccupazione per le rivolte o altre forme di tumulto sociale che potrebbero portare gli Stati Uniti sull’orlo della guerra civile.

La Arcus Group sta mettendo in piedi una robusta cancellata perimetrale “per proteggere il complesso della Casa Bianca”: una linea di difesa che costerà al governo 988.788 dollari.

Non è la prima volta che il Gruppo Arcus fornisce sicurezza alla White House. L’estate scorsa, in seguito alle proteste scatenate dall’uccisione di George Floyd da parte della polizia, la stessa società era stata incaricata di fornire cancelli carrabili e pedonali, e altre soluzioni di recinzione per l’area presidenziale.

Secondo la NBC News, dallo scorso fine settimana diverse squadre di operai hanno iniziato a lavorare su una recinzione “non scalabile”, mentre i 250 uomini della Guardia Nazionale di stanza a Washington, sarebbero stati allertati per l’eventualità di dover di dover scendere in strada e dare supporto alle forze dell’ordine.

La Arcus Group è stata fondata da Anna Reahl e P.J. O’Neil, due ex collaboratori del partito repubblicano che hanno garantito la sicurezza alla Convention Nazionale Repubblicana nel 2016 e all’insediamento di Trump nel gennaio dell’anno successivo. Il curriculum di O’Neil elenca incarichi per diversi politici repubblicani tra cui gli ex presidenti George H.W. Bush e George W. Bush. Lo scorso giugno, l’azienda ha anche gestito il raduno di Trump a Tulsa, un momento che ha scatenato polemiche in quanto organizzato nel pieno della pandemia. I registri della Commissione Federale Elettorale mostrano che l’azienda ha ricevuto 673.905 dollari dallo staff elettorale di Trump, costati in totale circa 2,2 milioni di dollari.

I servizi segreti, che garantiscono protezione ai candidati presidenziali, sembrano anche fornire appalti di sicurezza anche per Joe Biden. Il mese scorso, l’agenzia ha stipulato un contratto da 1,6 milioni di dollari con la “Showcall Security Services”, un’altra società di gestione e sicurezza di eventi per garantire un perimetro invalicabile durante la notte delle elezioni nella città natale di Biden, Wilmington, in Delaware.

Quattro anni di divisioni politiche, una pandemia destabilizzante, un aumento della disoccupazione, diversi episodi di saccheggi e scontri violenti tra manifestanti e polizia negli ultimi cinque mesi, e un presidente in carica che ha anticipato di non essere certo di accettare il risultato elettorale in caso di sconfitta, rappresentano un potenziale ad alto rischio per possibili disordini. In tutto il Paese, i negozianti hanno blindato le vetrine nel timore di saccheggi di massa.

La nuova recinzione della Casa Bianca arriva dopo che i servizi di sicurezza sono stati colti di sorpresa dalle proteste sfociate dopo la morte di Floyd: Trump era stato accompagnato di corsa nel bunker sotterraneo d’emergenza, mentre centinaia di manifestanti si radunavano all’esterno dei cancelli della Casa Bianca. Trump, ovviamente, ha negato di essere corso al riparo, affermando che si trattava di “un breve giro di ispezione”.

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