Robert Mueller si è dimesso

| Per la prima e ultima volta dalla diffusione del rapporto sul Russiagate, il superprocuratore speciale spiega che non sarebbe mai potuto arrivare a incriminare il presidente. Ma soltanto a non scagionarlo

+ Miei preferiti
Robert Mueller, il granitico procuratore speciale che ha speso gli ultimi due anni della sua vita nelle complicate indagini del “Russiagate”, si è dimesso. Ma nel suo discorso finale, prima di “tornare alla vita privata”, spiega come leggere fra le righe il tanto discusso rapporto finale, quello che la Casa Bianca ha accolto con un sospiro di sollievo perché non c’era traccia di accuse verso il presidente Trump.

“Parlo adesso perché l’inchiesta è completa e gli atti sono pubblici. Se fossimo stati convinti che il presidente non avesse commesso alcun reato l’avremmo detto - esordisce Mueller - ma incriminare un presidente in carica non è fra le opzioni concesse dal dipartimento di giustizia. Sulla base dei fatti e delle leggi, non avremmo potuto arrivare a questa conclusione. Di conseguenza, per quanto questo rapporto non si concluda dicendo che il presidente ha commesso un reato, non lo esonera nemmeno. A questo punto, quelle pagine parlano da sole”.

Mueller sapeva fin dall’inizio del mandato di indagine, che in qualsiasi caso la conclusione non avrebbe potuto essere l’incriminazione. In pratica, la scelta possibile era fra scagionarlo completamente o lasciargli addosso almeno l’ombra del dubbio.

L’affondo di Mueller prosegue: “I tentativi del presidente di influenzare l’indagine sono stati quasi tutti vani, ma questo si deve soprattutto al fatto che le persone che lo circondavano si rifiutavano di eseguire i suoi ordini”.

Stati Uniti
Fauci: quando ero «Una puzzola al picnic»
Fauci: quando ero «Una puzzola al picnic»
Il New York Times è riuscito a confessare l’immunologo italoamericano, che ha raccontato le tante volte in cui si è scontrato a muso duro con Trump e i suoi consiglieri
Fuga da Mar-a-Lago
Fuga da Mar-a-Lago
Decine di soci del lussuoso resort in cui si è trasferito Trump hanno deciso di non rinnovare l’scrizione. E anche la cittadinanza “normale”, non vede di buon occhio la presenza ingombrante dell’ex presidente
Trump, spostato all’8 febbraio il secondo processo per impeachment
Trump, spostato all’8 febbraio il secondo processo per impeachment
Lo hanno stabilito Dem e GOP dopo aver raggiunto un accordo. Intanto dalla Florida, l’ex presidente prende tempo sul suo futuro: “Faremo qualcosa, ma non subito”
L’FBI ritrova 33 bambini considerati scomparsi
L’FBI ritrova 33 bambini considerati scomparsi
I federali indagavano da tempo su una rete del sud della California dedita al traffico e la tratta di esseri umani a scopo sessuale. Diversi bambini hanno tentato di tornare indietro: “Molti non si rendono conto di essere vittime”
Che ne sarà di Donald?
Che ne sarà di Donald?
L’oscuro futuro dell’ex presidente, che potrebbe resistere all'impeachment e alle tante inchieste per risorgere mostrandosi nuovamente come outsider della politica. Ma anche svanire, sommerso da problemi legali e finanziari
Anthony Fauci: punto e a capo
Anthony Fauci: punto e a capo
Il celebre virologo, chiamato a collaborare con l’amministrazione Biden, evita le polemiche ma ammette la piacevole sensazione di un approccio ben diverso dalle forti divergenze con Trump
Il primo giorno di Joe
Il primo giorno di Joe
Si è chiuso per due ore nello Studio Ovale per firmare 17 ordini esecutivi che cancellano alcune delle decisioni più odiose di Trump. Il capo della comunicazione detta l’agenda, con la promessa di affrontare un argomento al giorno
Il last minute di Trump
Il last minute di Trump
73 grazie e 70 commutazioni di pena: Donald Trump ricalca la tradizione, peccato che buona parte dei suoi atti di clemenza riguardino ex collaboratori e gente vicina ai suoi business. Fra loro il controverso Steve Bannon
La difficile eredità di Trump
La difficile eredità di Trump
Ci vorranno anni per eliminare i danni e le divisioni che in quattro anni hanno letteralmente diviso in due l’America. La presidenza di Biden sarà una delle più difficili della storia: lo attende una mole enorme di lavoro
Vendesi grazia (o perdono)
Vendesi grazia (o perdono)
Nell'ultimo giorno da presidente, Trump potrebbe concedere oltre 100 fra grazie, perdoni e commutazioni della pena verso gente che – secondo il New York Times – sta sborsando montagne di soldi ai suoi collaboratori più stretti