San Francisco, la rivoluzione delle statue

| Troppo poche quelle dedicate a donne che meriterebbero un monumento, per questo il consiglio comunale ha deciso di applicare una quota matematica per celebrare le figure femminili

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Abramo Lincoln, Benjamin Franklin, Ludwig van Beethoven, Simon Bolivar, Robert Emmer, il Pioneer Monument, il California Volunteers, i Guardians of the State e l’Admission Day Monument: dati alla mano, a San Francisco le statue non mancano. Ma qualcuno si è messo d’impegno e ha tirato giù due conti, trovando un’evidente disparità di genere: solo tre statue su 84 monumenti pubblici, sono dedicate alle donne: Florence Nightingale, l’infermiera considerata la fondatrice dell’assistenza sanitaria moderna, la pittrice Georgia O’Keeffe e Dianne Feinstein, ex sindaco della città ed oggi senatore della California.

Il calcolo è finito sui banchi del consiglio comunale che ha preso una decisione di portata storica: rimediare all’ingiustizia. Il nuovo piano urbanistico ha stabilito che d’ora in poi, almeno un terzo delle nuove statue, sculture e nomi delle vie dovrà essere dedicate a donne che ovviamente in vita si siano distinte per opere meritevoli dell’eterna riconoscenza.

La prima sarà dedicata a Maya Angelou, poetessa, attrice e ballerina di colore, prima donna a lavorare come autista dei tram premiata nel 2011 con la “Presidential Medal of Freedom” e scomparsa tre anni dopo a 86 anni.

Ma quella di riportare la parità dei sessi fra i marmi è una problema che anche a New York sta pensando di risolvere: soltanto cinque statue onorano donne realmente esistite contro le 150 dedicate a qualche maschio a cavallo e con la spada sguainata. Nell’attesa degli esiti della “She Built New York”, una consultazione popolare in cui votare il personaggio femminile a cui dedicare una delle prossime statue, dovrebbe arrivare quella dedicata a Elizabeth Cady Stanton e Susan B. Anthony, le due “suffragette” più celebri della storia.

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