Saturday Night Virus

| L’ultima follia americana sono i “Covid-party” delle feste in cui persone sane si mescolano ad altre infette, nella speranza di essere contagiate e sviluppare volontariamente l’immunità di gregge

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Due sono le cose: o gli americani sono più avanti rispetto al resto del mondo, oppure sono completamente e irrimediabilmente degli incoscienti. L’ultima trovata dei giovani statunitensi, che sta mettendo in allarme gli apparati sanitari dei 50 stati, sono i “Covid-Party”, delle feste clandestine sul modello dei rave, solo che al posto degli sballi, la musica è accompagnata dalla promessa di prendere parte al più energico e spontaneo tentativo di immunità di gregge della storia. In pratica persone infette, con coronavirus conclamato e che per questo dovrebbero restare in strettissimo isolamento, fanno da untori autorizzati a migliaia di altri ragazzi, che sperano nel contagio per uscire dall’incubo del lockdown.

Il fenomeno, che ovviamente è descritto come estremamente pericoloso dalle autorità, si è diffuso a macchia d’olio nello stato di Washington, considerato il punto del primo focolaio degli Stati Uniti, con 15mila casi e quasi 900 morti. Ad alimentarlo sono le voci del passaporto di immunità che diversi governi sembrano valutare come ipotesi di libertà per chi fosse riconosciuto ormai immune al coronavirus. Ma la certezza di uscirne a fronte di qualche sintomo lieve è pari a quella di finire nei reparti di terapia intensiva attaccati ad una macchina, sempre che si abbia la fortuna di trovarne una a disposizione.

Meghan DeBolt, direttrice sanitaria della contea di Walla Walla, città a quattro ore di macchina da Portland e Seattle, è perentoria: “Una pratica irresponsabile e inaccettabile: esporsi deliberatamente al contagio è rischioso per se stessi e per gli altri”. Eppure, andando indietro nel tempo, non è la prima volta che gli americani scelgono di giocare a rimpiattino con un virus: anni fa si era diffusa la mania dei “chickenpox party”, le feste della varicella in cui portare i propri figli a giocare in compagnia di bambini che in quel momento erano infetti. Giusto per non essere da meno, qualche allegra festicciola simile era stata segnalata anche in Italia.

In allarme anche John Wiesman, segretario alla salute dello stato di Washington: “Non è ancora chiaro se le persone che si riprendono dal Covid-19 sviluppino un grado di protezione a lungo termine. C’è ancora molto che non sappiamo di questo virus, compresi eventuali problemi di salute che possono insorgere successivamente. Fra l’altro, l’effetto dei Covid-party è esattamente il contrario di quello sperato: la possibilità di un aumento dei casi non fa che rallentare ulteriormente la capacità del Paese di riaprirsi con gradualità”. Parole e avvertimenti che non sembrano fare alcun effetto: notizie di Covid-party arrivano da tutti gli Stati.

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