Scrive in chat alla fidanzata: arrestato ed espulso

| "..Mi trasferisco per starti vicino...". Gli agenti della polizia di frontiera hanno ritenuto "sufficiente" il messaggio romantico per ritenerlo un potenziale clandestino. Gettato in cella, mai più negli Usa

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Un cittadino inglese in visita alla sua ragazza americana negli USA per una vacanza di tre mesi  - il massino per il visto turistico - è stato rinchiuso in una cella per 24 ore e non potrà mai più fare ritorno dagli Stati Uniti per tutta la vita dopo che i funzionari di frontiera hanno trovato una sua frase sulla chat del suo telefono destinata alla sua fidanzata: "Mi trasferisco per stare vicino a te".

Isaac Roblett, 24 anni, (nella foto del Sun con la sua ragazza)  sostiene di aver trascorso tre mesi con la fidanzata Camila Iglesia con un permesso e quel messaggio lo aveva inviato un mese prima del suo volo per Chicago. Una volta in aeroporto, gli agenti della polizia di frontiera lo hanno fermato, sequestrato il telefono e infine richiuso in una cella senza finestre per 24 ore e infine espulso.

Isaac, di Hastings, nel Sussex orientale, è sotto choc: “Sono veramente fuori di testa, hanno analizzato il mio telefono, tutti i miei messaggi, e ne hanno trovato uno per loro sospetto, che sembrava annunciare l’intenzione di trasformarmi in un clandestino. Hanno detto che ci sono prove sufficienti per non farmi entrare”. Il messaggio aveva toni romantici: “Non riesco a dimenticarti… tra un mese mi trasferirò per stare con te”. Ma Isaac insiste che intendeva solo per la durata della vacanza. Ha aggiunto: "Stavo quasi piangendo, cercando di trattenere le lacrime. Uno degli agenti mi ha detto: "Alzati, dimentica e vattene”. E' stato gettato in una cella sempre illuminata con altre quattro persone prima di essere riportato ad un aereo in manette. "È stata la cosa peggiore che tu abbia mai visto. Il bagno era letteralmente un buco nel terreno”. Ha detto un portavoce del Ministero degli Esteri e del Commonwealth Office: "Il nostro staff ha offerto tutela a un nostro connazionale per l’atteggiamento delle autorità statunitensi per l'immigrazione riguardo al suo caso". gli inglesi non nascondono il loro malumore per il trattamento inflitto al giovane.

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