Si uccide sopravvissuta alla strage in Florida

| Sydney Aiello, che nella strage di Parkland aveva perso la sua migliore amica, si è tolta la vita perché “si sentiva in colpa per essersi salvata”

+ Miei preferiti
Un filo di sottile emozione attraversa la Florida, e da lì il resto degli Stati Uniti: Sydney non ce l’ha fatta. Aveva 19 anni, e poco più di un anno fa, il 14 febbraio 2018, era scampata alla strage della sua scuola, la “Marjory Stoneman Douglas High School” di Parkland, quando Nikolas Cruz aveva massacrato 17 persone fra cui Meadow Pollack, la sua migliore e inseparabile amica.

Sydney Aiello si era unita al movimento spontaneo dei giovani americani che da quel giorno chiedono (per lo più invano) una stretta sulla facilità con cui negli Stati Uniti è possibile procurarsi un’arma da fuoco.

Ma quando tornava a casa e restava sola, Sydney quelle immagini, quel sangue e il volto della sua amica non riusciva a toglierseli dalla mente. L’hanno trovata senza vita: ha deciso di uccidersi per “il senso di colpa di essere sopravvissuta”. L’hanno comunicato al “Miami Herald” i genitori, solo dopo aver dato sepoltura a Sydney.

Il padre della sua migliore amica, Andrew Pollock, sconvolto per la notizia almeno quanto i genitori di Sydney, ha lanciato un appello pubblico, esortando i giovani a trovare il modo per andare avanti: “Uccidersi non è la risposta giusta”.

Stati Uniti
Trump, spostato all’8 febbraio il secondo processo per impeachment
Trump, spostato all’8 febbraio il secondo processo per impeachment
Lo hanno stabilito Dem e GOP dopo aver raggiunto un accordo. Intanto dalla Florida, l’ex presidente prende tempo sul suo futuro: “Faremo qualcosa, ma non subito”
L’FBI ritrova 33 bambini considerati scomparsi
L’FBI ritrova 33 bambini considerati scomparsi
I federali indagavano da tempo su una rete del sud della California dedita al traffico e la tratta di esseri umani a scopo sessuale. Diversi bambini hanno tentato di tornare indietro: “Molti non si rendono conto di essere vittime”
Che ne sarà di Donald?
Che ne sarà di Donald?
L’oscuro futuro dell’ex presidente, che potrebbe resistere all'impeachment e alle tante inchieste per risorgere mostrandosi nuovamente come outsider della politica. Ma anche svanire, sommerso da problemi legali e finanziari
Anthony Fauci: punto e a capo
Anthony Fauci: punto e a capo
Il celebre virologo, chiamato a collaborare con l’amministrazione Biden, evita le polemiche ma ammette la piacevole sensazione di un approccio ben diverso dalle forti divergenze con Trump
Il primo giorno di Joe
Il primo giorno di Joe
Si è chiuso per due ore nello Studio Ovale per firmare 17 ordini esecutivi che cancellano alcune delle decisioni più odiose di Trump. Il capo della comunicazione detta l’agenda, con la promessa di affrontare un argomento al giorno
Il last minute di Trump
Il last minute di Trump
73 grazie e 70 commutazioni di pena: Donald Trump ricalca la tradizione, peccato che buona parte dei suoi atti di clemenza riguardino ex collaboratori e gente vicina ai suoi business. Fra loro il controverso Steve Bannon
La difficile eredità di Trump
La difficile eredità di Trump
Ci vorranno anni per eliminare i danni e le divisioni che in quattro anni hanno letteralmente diviso in due l’America. La presidenza di Biden sarà una delle più difficili della storia: lo attende una mole enorme di lavoro
Vendesi grazia (o perdono)
Vendesi grazia (o perdono)
Nell'ultimo giorno da presidente, Trump potrebbe concedere oltre 100 fra grazie, perdoni e commutazioni della pena verso gente che – secondo il New York Times – sta sborsando montagne di soldi ai suoi collaboratori più stretti
La fittissima agenda di Biden
La fittissima agenda di Biden
Fin dal primo giorno di insediamento, il presidente eletto ha intenzione di firmare decine di ordini esecutivi: “Lui e Kamala Harris hanno il difficile compito di rimediare in breve tempo ai danni fatti da Trump in quattro anni”
Una parte dell’America si sta radicalizzando
Una parte dell’America si sta radicalizzando
Gli esperti di terrorismo temono che l’attacco al Campidoglio sia solo l’inizio di un periodo preoccupante. Oltre ai rischi per l’Inuaguration Day, maggiori sono quelli per le azioni future dei gruppi che continuano a ribollire di rabbia