Stephen, ucciso a 6 anni senza un perché

| Un bimbo è tra le vittime della tentata strage al Garlic Festival di in scena in California. Era in compagnia delle mamma e della nonna, entrambe ferite

+ Miei preferiti
È il piccolo Stephen Romero, 6 anni, la vittima più giovane dell’ultima giornata di follia negli Stati Uniti. Era al “Gilroy Garlic Festival” con la mamma e la nonna, entrambe ricoverate per ferite da arma da fuoco al Santa Clara Valley Medical Center di San Josè. Secondo quanto dichiarato da un portavoce del centro medico, le condizioni dei 15 feriti sono diverse, vanno dalle semplici escoriazioni procurate nel tentativo disperato di salvarsi ad altri in condizioni critiche che richiedono un intervento chirurgico.

La polizia è sulle tracce di un secondo sospetto coinvolto nella sparatoria che ha ucciso tre persone più l’attentatore, freddato dalla polizia mentre ancora continuava a sparare all'impazzata.

Il padre del piccolo Stephen, Alberto Romero, ha raccontato che era a casa quando sua moglie ha chiamato per dire che lei, sua madre e loro figlio erano stati coinvolti in una sparatoria al Gilroy Garlic Festival: “Non potevo credere a quanto stava succedendo, per qualche istante ho pensato fosse uno scherzo o un sogno”. Quando si riprende, Alberto Romero corre all’ospedale per sincerarsi delle condizioni dei suoi cari: “I medici i hanno detto che Stephen era in condizioni critiche e lo stavano operando. Cinque minuti dopo mi hanno fatto sedere per dirmi che era morto”.

Stati Uniti
Sfuggito all’11 settembre, muore di Covid-19
Sfuggito all’11 settembre, muore di Covid-19
Stephen Cooper, ripreso in una delle più celebri foto della tragedia di New York, è stato sopraffatto dal coronavirus in Florida, dove aveva scelto di vivere
Trump, la marcia verso il baratro
Trump, la marcia verso il baratro
Affossato da tutti i sondaggi, insultato, contestato e deriso ovunque, Trump si prepara ad una sconfitta di proporzioni abissali. E i Repubblicani sarebbero pronti a chiedergli un passo indietro (del tutto improbabile)
La figlia di un candidato: «Non votate per mio padre»
La figlia di un candidato: «Non votate per mio padre»
Stephanie Reagan, figlia di Robert, repubblicano in corsa per il distretto del Michigan, ha lanciato un appello perché il genitore non sia eletto: “Leggete i suoi programmi e spargete la voce, vi prego”
Chicago crime scene
Chicago crime scene
Ennesimo weekend nella metropoli dell’Illinois: 52 morti, fra cui un bambino di 20 mesi e una bimba di 10 anni. Polemica feroce con scambio di insulti fra il presidente Trump, il sindaco e il governatore
Il vuoto profondo dell’America
Il vuoto profondo dell’America
Da Paese guida del mondo a partner inaffidabile e rissoso: il ruolo dell’America nella politica internazionale è diventato confuso, di parte e per nulla autorevole
Vincere alla lotteria 2 volte in 3 anni
Vincere alla lotteria 2 volte in 3 anni
Per la seconda volta nella sua vita, Mark Clark ha acquistato il biglietto vincente della “Michigan Lottery”, intascando 4 milioni di dollari
Trump: la politica dell’autodistruzione
Trump: la politica dell’autodistruzione
In vistoso e preoccupante calo nei sondaggi, il presidente è inerme e senza idee di fronte alla recrudescenza di contagi e alle proteste razziali
Zombie, omicidi, Apocalisse: quando la cronaca supera la fantasia
Zombie, omicidi, Apocalisse: quando la cronaca supera la fantasia
Cinque morti, fra cui due fratellini di 7 e 17 anni, in una delle vicende più assurde di sempre, che da mesi tiene l’America con il fiato sospeso
Mary Trump, la vendetta della nipotina
Mary Trump, la vendetta della nipotina
È in corso un’altra battaglia per evitare la pubblicazione dell’ennesimo libro dedicato alla discussa figura di Trump. Questa volta l’ha scritto sua nipote, che promette di svelare 50 anni di arcani e porcherie finanziarie del presidente
L’imbarazzo di Tulsa e il futuro della campagna di Trump
L’imbarazzo di Tulsa e il futuro della campagna di Trump
Una furiosa resa dei conti pare abbia impegnato il presidente e il suo staff nel viaggio di ritorno alla Casa Bianca. Tutti sono al lavoro per studiare come proseguire nella campagna elettorale, senza rinunciare agli eventi