Sulle strade di San Francisco

| Storie di cittadini che a forza di tweet stanno cercando di scuotere il sindaco della città californiana, assediata da senzatetto, tossicodipendenti e rifiuti

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A pochi passi dalla Corte d’Appello nel centro di San Francisco, una donna piscia sul marciapiede mentre fuma una pipa di crack. Nella sua borsa ci sono una dozzina di siringhe usate: si spara eroina in vena almeno 10 volte al giorno, dice. Neanche 50 metri dopo, un uomo sta iniettando nel collo una dose ad una donna: lei si mette il pollice in bocca e soffia per rendere la vena più visibile. Il braccio destro è incrostato di sangue rappreso.

Mid-Market è il quartiere di San Francisco che ospita le sedi di colossi come “Uber”, “Twitter” e “Salesforce”, una zona che da tempo la città sta tentando di rilanciare con iniziative che naufragano una dopo l’altra. Passeggiare qui è impossibile: è un tappeto di siringhe, spazzatura, escrementi e gente buttata a terra.

L’abuso di droghe e la mancanza di una casa non sono problemi nuovi per la città di San Francisco, ma chi ci vive dice che la situazione è molto peggiorata: lo scorso mese di ottobre, nei pochi block del quartiere, sono state segnalate 7.500 siringhe abbandonate, in aumento rispetto alle 6.363 dell’anno scorso. Nel 2015, il numero era inferiore a 3.000.

Alcuni locali, i cosiddetti “video vigilantes”, si sono organizzati per documentare il degrado, nel tentativo di attirare l’attenzione del municipio. Fra questi c’è Adam Mesnick, un ristoratore che vive e lavora a South of Market (SoMa): ha iniziato a pubblicare quotidianamente foto e video di persone che fanno uso di droghe alla luce del sole, che urinano vicino al suo ristorante o passano le giornate sdraiate sull’asfalto. Una foto mostra un uomo a faccia in giù sul marciapiede, ha i pantaloni abbassati che gli lasciano scoperto il culo, ma non se ne accorge. In un’altra si vedono feci umane davanti all’ingresso di un palazzo. Con i suoi post su Twitter, Adam Mesnick non sta cercando di colpevolizzare i senzatetto: “Per niente: piuttosto vorrei riuscire ad aiutare queste persone”. Negli ultimi dieci anni ha sempre donato il cibo avanzato dal suo ristorante ai senzatetto. “È un girone dantesco, lo squallore di un nuovo terzo mondo: ho una piccola impresa che cerca di esistere e resistere, ma sono circondato da una decadenza che continua a peggiorare sempre di più”.

In molti temono che la situazione finirà per avere un impatto negativo sul turismo che da sempre ama San Francisco, per tutto quello che la città ha rappresentato nei decenni: “Se non riusciamo a trovare una soluzione al problema - ha assicurato Joe D’Alessandro, CEO del San Francisco Convention and Visitors Bureau - l’immagine della città sarà offuscata, e qui non verrà più nessuno”.

Un altro residente racconta il degrado del quartiere dall’account @cleanupwestsoma: chiede di poter conservare l’anonimato. “Spesso torno a casa e sotto ai miei occhi vedo gente che compra e vende droga, mentre pochi metri dopo ci sono altri che fanno i loro bisogni per strada, incuranti di chi passa, dei bambini e degli adulti”.

Mesnick e @cleanupwestsoma sono due dei tanti cittadini di San Francisco che stanno cercando mandare un messaggio ai funzionari della città su ciò che realmente accade nei loro quartieri. Spesso twittano direttamente sul profilo del sindaco London Breed. 

Breed, 44 anni, ha fatto della lotta contro i senzatetto e la tossicodipendenza una firma della sua campagna elettorale. Dice che la città ha apportato cambiamenti da quando lui ha assunto l’incarico, e che le nuove norme stanno lentamente iniziando ad avere un impatto: “Non è un problema irrisolvibile”, continua a ripetere.

La scorsa settimana, il sindaco ha annunciato un piano dettagliato per destinare i 181 milioni di dollari che la città ha ricevuto dallo stato per fronteggiare il problema dei senzatetto. La proposta include quasi 20 milioni di dollari da spendere in letti per i pazienti che hanno problemi di dipendenza e di salute mentale, mentre altri 4 milioni andrebbero a finanziare la pulizia delle strade. E Breed dice che sono già stati fatti progressi visibili: “Fatevi un giro e vedrete la differenza: vedrete più agenti di polizia e squadre di soccorso per i senzatetto: vedrete persone che raccolgono la spazzatura”.

Ma Kevin Schwing, che lavora in zona, ne è certo: malgrado gli sforzi del comune, non si vede un cambiamento fra coloro che vivono sulle strade. “Vedo rifiuti umani e siringhe almeno 10 volte al giorno. A volte ci sono persone che sembrano morte”.

Il sindaco Breed ha proposto la creazione di strutture in cui i tossicodipendenti possono iniettarsi la dose sotto la supervisione di operatori sanitari: “I siti non sarebbero solo un modo per togliere le persone e i loro rifiuti dalle strade, ma anche per curarle”. Poi ha lodato il lavoro dei “video vigilantes”, che con le loro segnalazioni stanno aiutando la città ad affrontare le sfide che ha di fronte.

Il Dipartimento di Sanità Pubblica della città ha recentemente collaborato con la “San Francisco AIDS Foundation”, assumendo lavoratori a contratto per raccogliere siringhe usate. Le squadre di intervento hanno anche intensificato i loro sforzi per fornire ai tossicodipendenti “buprenorfina”, un narcotico che aiuta a ridurre la dipendenza dall’eroina e da altri oppiacei. “Andiamo dalle persone che fanno uso di droghe e offriamo loro un trattamento al posto del modello tradizionale che prevede l'ingresso in ospedale”, ha detto la dottoressa Naveena Bobba, vicedirettore del dipartimento.

La città ha anche lanciato il cosiddetto “pattugliamento della cacca”, una squadra che risponde alle segnalazioni di feci per le strade.

San Francisco può anche vedere un afflusso di denaro per risolvere la crisi, dopo una controversa misura di voto approvata in novembre. Conosciuta come “Prop C”, definita una “tassa per i senzatetto”, punta a raccogliere 300 milioni di dollari all’anno tassando le grandi imprese.

Nel frattempo, Mesnick e @cleanupwestsoma continuano a pubblicare: e San Francisco affonda.

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