Trump chiude la campagna tra polemiche e accuse

| Il presidente ne ha per tutti, a cominciare da Anthony Fauci, definito “un idiota”, mentre il suo staff protesta per la decisione di microfoni chiusi a turno durante il prossimo dibattito

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8,2 milioni di contagi e i 220mila morti registrati negli Stati Uniti dall’inizio della pandemia: aggiungere altro sarebbe difficile per tutti, ma non per Donald Trump, che si avvia a chiudere una frenetica e convulsa campagna elettorale senza cambiare di una virgola il suo mantra: “Abbiamo fatto tantissimo”.

Gli ultimi strali della rabbia del presidente hanno come protagonista assoluto Anthony Fauci, il super-epidemiologo a capo della task force della Casa Bianca, scaricato sulla dirittura d’arrivo: “La gente è stanca di ascoltare questi idioti e di Fauci, ogni volta che appare in televisione c’è sempre una bomba pronta ad esplodere. È un disastro, e se lo avessi ascoltato avremmo 500mila morti di Covid”. A far perdere le staffe a Trump è stata un’intervista rilasciata da Fauci alla CBS in cui si diceva “per nulla sorpreso”, quando ha scoperto che Trump era risultato positivo. Il medico evita qualsiasi commento pubblico, ma è chiaro che i rapporti tra i due – difficili fin dall’inizio – sembrano arrivati all’epilogo finale.

Il resto degli epiteti di Trump si concentrano su Biden, definito corrotto, noioso e nientemeno “pronto a cancellare il Natale”. Laconico lo sfidante Dem, che poco dopo commenta: “Signor presidente, su una cosa ha ragione: gli americani sono stanchi, ma di lei, delle sue bugie, di vedere persone morire e perdere il lavoro”.

E cresce anche la febbre per l’ultimo dibattitto, quello del 22 ottobre, per cui la commissione per i dibattiti presidenziali ha annunciato la novità: microfoni spenti a turni alterni nei 2 minuti concessi ai candidati in ognuno dei 6 segmenti di 15 minuti di discussione. Al termine dei due minuti, piena libertà di discutere. Una decisione resa necessaria per evitare la penosa rissa del primo dibattito, con Trump che dava sulla voce di Biden e la confusione che regnava sovrana. Una scelta che ovviamente non è piaciuta allo staff elettorale di Trump, che attraverso il campaign manager Bill Stepien parla di “faziosità per avvantaggiare il candidato Dem”. Dall’ultimo dibattito, sempre per decisione della commissione, sarà esclusa la politica estera.

Stati Uniti
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