Trump prova a ingannare anche il virus

| I media americani all’attacco: uscire dall’ospedale e costringere il suo staff medico a dare solo buone notizie è un errore che dimostra lo sprezzo per una malattia che in America ha ucciso più di 200mila persone

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Niente da fare, neanche il contagio riesce a convincere Trump sulla pericolosità della malattia. Non c’è media americano questa mattina che non metta sotto accusa la parata presidenziale che ieri il presidente ha preteso per salutare i suoi sostenitori, riuniti davanti al Walter Reed National Military Medical Center, dove è ricoverato da venerdì.

Un’incoscienza che ha esposto al rischio gli agenti dei servizi segreti di scorta sul suo SUV corazzato, nell’ennesimo spregio delle raccomandazioni per fermare la diffusione del virus che ha infettato 7 milioni di americani. È l’ultimo flagrante segnale di una corsa politica che ha sostituito i doveri del presidente come nume tutelare del benessere nazionale, a soli 29 giorni dalle elezioni e dalle votazioni che in molti Stati sono già in corso.

Il capriccio di Trump arriva in mezzo alla totale confusione sul suo reale stato di salute, dopo un fine settimana in cui la Casa Bianca si è impegnata a ridurre al minimo la gravità del caso. Ma i dettagli sul cocktail di terapie che sta prendendo suggeriscono qualche complicazione della malattia, anche se i suoi medici ribadiscono che potrebbe lasciare l’ospedale nel giro di poche ore. Il medico della Casa Bianca, il comandante Sean Conley, ha ammesso di non aver detto tutta la verità sulle condizioni di Trump - compresi due interventi con l’ossigeno - per evitare di offuscare la linea ufficiale dell’ottimismo “a qualsiasi costo”. Il medico ha riconosciuto che le sue risposte sono apparse evasive perché tentava “di nascondere qualcosa”.

Trump e i suoi assistenti hanno lavorato per far passare il messaggio di un miracoloso miglioramento che lo renderebbe in grado di continuare la sfida con il rivale Joe Biden, ma le evidenti contraddizioni del suo staff medico si stanno traducendo nella triste sensazione che la Casa Bianca non sia disposta ad offrire un quadro completo di ciò che sta accadendo. In più, la straordinaria attenzione mediatica che accompagna la malattia del presidente - in questo caso moltiplicata perché il comandante è stato contagiato da un male che ha ignorato e sminuito per mesi - ha di fatto oscurato la traiettoria allarmante raggiunta dalla pandemia negli ultimi giorni.

Venerdì, mentre Trump veniva trasportato con discreta urgenza all’ospedale in elicottero, gli Stati Uniti registravano altri 121.000 casi e 1.800 decessi. E solo poche ore fa, nella sua più recente apparizione in video, Trump ha detto di aver capito molte cose sul Covid-19 che intende condividere con il Paese, ma non è ancora chiaro se sta finalmente intuendo il pericolo del virus. “Ho imparato andando a scuola: questa è la vera scuola. E lo capisco”.

Gli ufficiali dei servizi segreti a bordo con Trump, che indossavano mascherine e schermi facciali, saranno messi in quarantena dopo essere stati a stretto contatto con un paziente affetto da Covid-19.

Il dottor James Phillips, medico al Walter Reed, non nasconde la sua disapprovazione: “Considerando i rischi di trasmissione del Covid-19, sappiamo che trovarsi in spazi chiusi è assai pericoloso, maschere o non maschere. Restare all’interno di un veicolo chiuso ermeticamente fa circolare il virus e mette potenzialmente a rischio le persone”.

Ma la Casa Bianca insiste: l’uscita in auto del presidente è stata autorizzata dal team medico del Presidente, eppure non esiste un solo protocollo medico che consigli ad un paziente affetto da malattia grave e contagiosa di lasciare l’ospedale fino a quando non sia guarito o comunque non più contagioso.

Il desiderio di Trump di dimostrare di essere in forma è tipico del personaggio: ha passato le ultime due campagne presidenziali attaccando la salute dei suoi rivali, Hillary Clinton e Joe Biden, e non può permettersi di apparire debole in questo momento delicatissimo.

Non è ancora chiaro come la malattia di Trump cambierà le ultime settimane di campagna elettorale: non è in grado di volare in giro per il Paese e il destino degli ultimi due dibattiti presidenziali - dopo l’imminente faccia a faccia di mercoledì tra Mike Pence e Kamala Harris - rimane in dubbio. A meno che non si inventi altro.

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