Trump VS Biden, l’ultimo duello

| Da entrambe le parti il consiglio era di evitare la rissa, ad ogni costo: il risultato è stato un dibattito decisamente più pacato, che si è acceso a tratti quando i due hanno affondato sugli argomenti più caldi

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A 11 giorni dalle elezioni, i consiglieri e gli sparring partner elettorali sono riusciti a convincere Trump ad adottare una linea più morbida. E un presidente così stranamente calmo e pacato di fronte al suo avversario non è uno spettacolo a cui gli americani sono abituati.

Da parte di Trump, il “leit motiv” dell’ultimo dibattitto è stato l’infallibile potere della “fifa” di non farcela a recuperare quelle fasce di elettorato perse per strada in quattro anni, da quella di Biden la consapevolezza che sia sufficiente giocare in difesa ed evitare le celebri gaffe, per mantenere il distacco che lo conforta nei sondaggi. Il risultato è stato un dibattito insolitamente civile sul palco della “Belmont Univertsity” di Nashville, in Tennessee, che però ha privato Trump della consueta aggressività, arma necessaria per tentare di mettere Biden alle corde. Secondo il sondaggio finale della CNN, “Sleepy” Joe avrebbe vinto per 53 a 39, ma per altri osservatori internazionali Trump è apparso più incisivo. Forse non basterà, e se ora qualcuno dei suoi teme di rimetterci la testa, il presidente in carica inizia seriamente a vedere la rielezione allontanarsi a passo spedito.

Trump appare in affanno quando la conduttrice Kristen Welker, corrispondente dalla Casa Bianca per la “NBC”, lo incalza sulla pandemia ricordandogli gli 8 milioni di contagi e i 220 mila morti: “Mi sono ammalato anche io, e anche se non posso garantirlo, siamo vicini alla meta: il vaccino sarà distribuito a breve”. Una domanda che permette a Biden il primo affondo: “Chiunque sia responsabile di un simile disastro non può essere presidente degli Stati Uniti. Hai mentito al Paese e il virus non se ne sta andando: non hai alcun piano, e non ti assumi neanche le tue responsabilità”. Trump abbozza una difesa addossando la colpa alla Cina ricordando che è impossibile chiudere un grande Paese come l’America, ma Biden lo silura: “Col virus non si convive, si muore”.

Trump passa al contrattacco tirando ancora una volta fuori la questione di Hunter Biden, il figlio di Joe, che anticipa l’accusa allo rivale di aver preso soldi dalla Cina. Ma è un boomerang, viste le recenti rivelazioni del “New York Times” secondo cui Trump abbia pagato più tasse in Cina di quelle che ha versato in America.

In attesa dell’Election Day del 3 novembre, con 47 milioni di americani che hanno già votato, la partita resta ancora aperta, con Stati chiave come Florida e Arizona in cui si gioca un testa a testa, mentre Wisconsin, Pennsylvania e Michigan sembrano già aver scelto Biden. Ma Trump è un velocista che sa scegliere il momento giusto per scattare: l’ha dimostrato quattro anni fa.

Stati Uniti
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