Ucciso e fatto a pezzi il guru delle start-up

| Fahim Saleh, giovane e geniale imprenditore di origini bengalesi, è stato ritrovato smembrato nel suo appartamento di New York. Per la polizia è la mano di un killer professionista

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La drammatica e cruenta fine dell’imprenditore Fahim Saleh sta scuotendo la Silicon Valley. Saleh, 33 anni, bengalese naturalizzato in America, era considerato un vero guru delle start-up: il suo maggior successo si chiama “Gokada”, una app apprezzata dagli amanti delle due ruote nata nel 2017 e diventata popolarissima in tutto il mondo. Chi lo conosceva, oltre a definirlo un uomo intelligente, ambizioso, gentile e molto simpatico, ne apprezzava le enormi capacità che l’avevano portato a scalare tutti i gradini del successo ma senza dimenticare le sue origini: amava aprire le sedi di aziende tecnologiche nei Paesi più poveri del mondo, per portare un aiuto concreto sotto forma di lavoro.

Motivi che hanno reso la notizia della sua morte un vero shock, anche e soprattutto per le modalità. È stata la sorella a ritrovare il cadavere di Fahim Saleh nel suo lussuoso appartamento di New York, dov’era andata a cercarlo dopo alcuni giorni di uno strano silenzio: qualcuno l’aveva fatto a pezzi con una sega elettrica, impacchettando con cura ogni parte del corpo e ripulendo la scena del delitto per non lasciare tracce.

Una delle telecamere di sorveglianza del palazzo avrebbe inquadrato quello che la polizia ritiene possa essere il killer, descritto come “una persona irriconoscibile dall’aria elegante coperta con occhiali, guanti e mascherina, che trasportava una valigia. Solo un killer professionista poteva fare qualcosa di simile”.

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