Mamma risolve il delitto della figlia, innocente in carcere per 22 anni

| Angie Dodge muore 22 anni fa: da allora, sua madre Carol non ha mai smesso di indagare per rintracciare l’omicida. L’ha trovato per caso, scagionando anche un innocente che ha scontato decenni di galera

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Per la giustizia, il caso della morte di Angie Dodge, una ragazza di 18anni di Idaho Falls, violentata e uccisa nel 1996, era praticamente chiuso: Christopher Tapp, sospettato di aver fatto parte del branco, dietro le sbarre per concorso in omicidio, anche se la traccia di Dna sul corpo di Angie non era la sua: quanto basta per salvagli la vita evitando la pena capitale. Ma per Carol Dodge, la mamma delle giovane, la morte di sua figlia era tutt’altro che risolta: all’appello mancava ancora il nome dell’omicida.



Per 22 anni, Carol ha indagato, consumando i nastri dei processi e degli interrogatori alla ricerca di qualche appiglio da cui iniziare. Si accorge che durante un interrogatorio di Tapp, “chi faceva le domande si dava anche le risposte”. Non sapendo da che parte iniziare si rivolge a “Innocence Project”, una ong che segue gli errori giudiziari che dal 1989 ad oggi è riuscita a far riaprire quasi 400 casi grazie alle nuove tecniche forensi di analisi del Dna. Per tentare di dare un nome all’assassino, Carol Dodge entra in contatto con un personaggio alquanto improbabile: CeCe Moore, 50 anni, californiana, ex attrice di musical a Broadway che ha mollato tutto scoprendo la passione per gli alberi genealogici. CeCe fa le sue ricerche, incrocia database e ricostruisce parentele e generazioni fin quando non individua sei individui: solo uno vive in Idaho, gli altri in stati diversi. Il nome viene passato alla polizia, ma il Dna prelevato da un mozzicone di sigaretta non torna. Un mistero che l’ex attrice risolve in fretta: un uomo figlio di una donna che si era risposata quando lui era piccolissimo, che l’aveva adottato. Si chiama Brian Dripps, nel 1992 non solo viveva in Idaho, ma dal lato opposto della strada in cui vivevano i Dodge. L’uomo viene pedinato, gli agenti recuperano un mozzicone di sigaretta che finalmente risolve il caso: è lui, il Dna coincide perfettamente.



Arrestato, Dripps confessa mentre Christopher Tapp, dopo 22 anni, esce di galera totalmente scagionato. Aveva confessato sotto fortissima pressione della polizia, che gli aveva garantito un trattamento di riguardo. Angie Dodge ha avuto giustizia.

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