Uno tsunami di droghe invade la Florida

| La Guardia Costiera sequestra 19 tonnellate di cocaina per un valore di mezzo miliardo di dollari. E la procura di Miami incrimina i market che vengono illegalmente milioni di pillole di oppioidi: 45 morti al giorno per overdose

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Le autorità statunitensi hanno sequestrato 19 tonnellate di cocaina con un valore di strada stimato di oltre 500 milioni di dollari da una serie di imbarcazioni utilizzate dai narcos per il contrabbando di droga nell'Oceano Pacifico. Le piccole navi del narcotico illegale sono statw confiscate in acque internazionali al largo delle coste dell'America centrale e meridionale, ha rivelato venerdì la guardia costiera americana.

Arrestati 49 trafficanti che saranno perseguiti nel sud della Florida. Rischiano l’ergastolo e pesantissime pene detentive. Il consumo di cocaina negli Usa è sempre altissimo, rivelano gli esperti della Dea. L’entità del sequestro dimostra le enormi dimensioni di un business che non sì è arrestato neanche dopo la fine dei cartelli colombiani e messicani. Un fenomeno che “alimenta la violenza delle gang".

E in Florida, diventata celebre per le "prescrizioni facili", scoppia lo scandalo degli oppioidi venduti con troppa facilità nei market, creando così legioni di tossicodipendenti. Nel mirino, in particolare, l'oppiaceo antidolorifico "OxyContin". Lo Stato sta citando in giudizio le due più grandi catene di drogastore della nazione, "Walgreens" e "CVS", sostenendo che hanno alimentato il fenomeno delle tissocdipendenze, non prendendo alcuna precauzione per fermare le vendite illegali. Il procuratore generale dello stato, Pam Bondi, ha annunciato l’incriminazione di "Purdue Pharma", produttore di OxyContin, e diversi altri distributori di oppiacei. In un comunicato stampa il procuratore ha sostenuto che CVS e Walgreens "hanno giocato un ruolo fondamentale nella diffusione degli oppioidi: le aziende non sono riuscite a fermare ordini sospetti di oppiacei e hanno erogato quantità irragionevoli dalle loro farmacie". In media, circa 45 persone muoiono ogni giorno negli Usa a causa di overdose di oppiacei, secondo le cifre del "Centers for Disease Control and Prevention".

"Continueremo a perseguire quelle aziende che continuano a vedere senza scrupoli le droghe nei market - ha detto Bondi - migliaia di cittadini hanno sofferto a causa delle loro azioni". Un portavoce di CVS, Mike DeAngelis, ha definito la causa “priva di fondamento": secondo lui, l’azienda americanna ha informato i farmacisti e i loro assistenti circa le responsabilità quando si distribuiscono sostanze controllate e dà loro gli strumenti per rilevare vendite potenzialmente illegali. Walgreens ha ploemicamente affermato di non voler commentare le cause pendenti.

Gli spacciatori di droga di tutto il paese invierebbero i loro affiliati nelle farmacie davanti alle cliniche dove medici senza scrupoli prescrivono oppioidi per lesioni e malattie fasulle: 90 fra i 100 farmacisti più prescrittori di oppioidi operano in Florida. Walgreens ha distribuito miliardi di dosi di oppiacei dalle sue farmacie della Florida dal 2006: è la più grande catena di farmacie della nazione e conta più di 13.200 negozi in tutto il mondo. L'azienda ha distribuito 2,2 milioni di compresse di oppiacei soltanto dal negozio di Hudson, una città dell'area di Tampa, e in un'altra città non identificata avrebbe venduto 285.000 pillole in un solo mese. In alcuni negozi, le vendite di oppiacei sono cresciute di sei volte in due anni. Ma le accuse contro la CVS toccano tutti gli States: il colosso del Rhode Island, con più di 9.800 negozi, avrebbe venduto 700 milioni di dosi di oppiacei tra il 2006 e il 2014, comprese vendite fuori misura a Hudson e in altre due città vicine.

 
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