USA: 15esima esecuzione dall’inizio dell’anno

| Mark Anthony Soliz è morto per iniezione letale: insieme ad un complice condannato all’ergastolo, era accusato di essere l’esecutore materiale di un duplice omicidio del 2010

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Mark Anthony Soliz, 37 anni, è stato ucciso da iniezione letale nel penitenziario di Huntsville, in Texas. È la quindicesima condanna a morte eseguita nel 2019, la sesta in Texas.

Durante il processo, i pubblici ministeri hanno ricostruito gli otto giorni di follia del giugno 2010 di Mark Soliz e un suo complice, Jose Ramos, costellati da almeno 13 crimini, tutti compiuti nella zona di Fort Worth.

Intorno alle 6 del mattino del 6 giugno 2010, i due sparano a Ruben Martinez, un fattorino a cui avevano deciso di rubare il furgone. Si dirigono verso l’abitazione di Nancy Weatherly, un’anziana signora che viveva da sola in una casa di campagna a Godley, nei dintorni di Fort Worth: entrano sfondando la porta e iniziano a saccheggiare l’abitazione portando via il televisore, un telefono cellulare e le carte di credito. L’anziana donna implora i due di prendere tutto, ma di risparmiare la scatola dei gioielli dove conservava quelli di sua figlia, morta anni prima. Per tutta risposta i due l'hanno uccisa sparandole in testa.

Jose Ramos è stato condannato all’ergastolo per duplice omicidio, mentre per Soliz, considerato l’autore materiale delle due morti, è scattata la pena di morte. A nulla sono valsi i ricorsi della difesa, presentati nella speranza di ottenere la semi-infermità mentale. Le corti d’appello e il Texas Board of Pardons and Paroles hanno respinto l’ultima richiesta di sospensione dell’esecuzione.

“Rappresento il signor Soliz da molti anni. Ogni strumento legale possibile è stato utilizzato per scongiurare questa esecuzione”, ha commentato Seth Kretzer, uno degli avvocati di Soliz. Secondo i legali, l’uomo soffriva di un ritardo mentale dovuto al troppo alcol bevuto dalla madre in gravidanza che gli aveva causato numerosi problemi come impulsività, difficoltà di apprendimento e un QI di 75. A questo, si era aggiunta un’infanzia caotica e travagliata, fra droga e prostituzione. Ma i pubblici ministeri hanno ritenuto Soliz un individuo spietato e socialmente pericoloso, una teoria avvalorata dal detective della polizia che aveva dato la caccia e catturato i due: Soliz era “più sofisticato, furbo e calcolatore” del suo complice. “La persona più pericolosa con cui sono stato in contatto in 16 anni di carriera nella polizia”.

La notizia dell’esecuzione ha acceso numerose polemiche, poiché nel 2002 la Corte Suprema ha vietato la pena di morte su persone mentalmente disabili, lasciando però a vari stati una certa discrezionalità nel decidere come determinare la disabilità mentale.

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