Usa, pacchi-bomba ai Dem e a De Niro

| Ondata terroristica di matrice incerta (sospetti sull'estrema destra) contro l'ex presidente Obama, Hillary Clinton, l'ex vice Biden e altri esponenti democratici di rilievo. Polemiche tra media e Trump

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Il giorno dopo, passata la prima onda emotiva, è tempo di riflessioni e analisi. In Europa ma anche negli Usa l’invio di ordigni esplosivi via posta non è esattamente una novità. Come non ricordare il conflitto anti-sistema elaborato da Unabomber? E in Europa questo tipo di arma è utilizzato in particolare dall’area anarchica sempre come simbolo di lotta e contrasta contro il potere costituito e i suoi siboli, anche persone in carne ed ossa. . Ma adesso negli Astati Uniti è diventata una psicosi che rischia di condizionare le eleziuoni di Midterm, via via che aumentano i bersagli degli attentatori che gli analisti identificano nell’area di estema destra, quella che si batte contro il “deep State”. 



Un ordigno è stato recapitato anche all’attore Robert De Niro è arrivato ieri, intercettato in un grande centro di simistamento postale. Un poliziotto in pensione che vi lavorava lo aveva scoperto ieri, riservandosi di occuparsene l’indomani per l’inoltro all’indirizzo di uno dei ristoranti di proprietà dell’attore, schierato notoriamente supposizioni vicine ai Dem. Tutti i suoi locali ora sono stati posti sotto sorveglianza. Dopo aver visto i notiziari, si è reso conto che il pacco era simile alle altre bombe postali e ha chiamato il primo distretto della polizia di New York alle 4  del mattino. La polizia di New York ha inviato unità dei servizi di emergenza e gli artificieri. De Niro è stato subito informato dalle autorità.

Altri due pacchetti sono stati inviati all'ex vice presidente Joe Biden, simili agli altri dispositivi esplosivi. Agenti FBI stanno perquisendo gli uffici postali del Delaware, secondo un portavoce dell’FBIm nel blocco 1500 del viale di Lancaster Avenue a Wilmington, Delaware, con l’aiuto della polizia di Wilmington. Poi al 147 Quigley Blvd, a New Castle, Delaware. 



Gli ordigni, nel frattempo, erano stati inviati al finanziere Soros;  all'ex segretario di Stato Clinton; all'ex presidente Obama; all’ex ministro Brennan; al procuratore Holder; all’ex vicepresidente Biden e a De Niro. In tutto, nove pacchi-bomba. George Soros: pacco con ordigno esplosivo e detonatore, indirizzato nella sua casa di New York; Hillary Clinton: bomba indirizzata alla residenza di Chappaqua, New York, e intercettato martedì sera dai Servizi Segreti durante l'ispezione della posta ordinaria. Barack Obama: ordigno intercettato a Washington, D.C., durante le procedure di routine di screening della posta; John Brennan (inviato agli uffici della CNN): Il dispositivo è stato consegnato tramite corriere agli uffici della CNN a New York. Il NYPD ha detto che una busta contenente polvere bianca è stata trovata anche come parte dell'imballaggio originale del dispositivo.

Eric Holder: ordigno trovato presso l'ufficio del vice-procuratore Debbie Wasserman Schultz in Florida; Maxine Waters: pacco  inviato all'ufficio della deputata democratica a Washington, un secondo trovato in un ufficio postale di Los Angeles. Corrisponde alla descrizione di quelli inviati agli altri funzionari. Joe Biden: ordigni trovati da ispettori delle poste americane nei centri di smistamento. Robert De Niro: Il pacchetto ha contrassegni simili ai pacchetti di bombe a tubo recentemente spediti ai più importanti esponenti democratici.

Intanto la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders difende le critiche del presidente Trump ai media al di fuori della Casa Bianca, a proposito di una responsabilità indiretta da parte di chi organizza campagne d’odio”. Parlando con i giornalisti giovedì mattina, la segretaria della Casa Bianca Sarah Sanders ha difeso le critiche del presidente Trump ai media sulla scia dei pacchetti esplosivi che sono stati spediti alla CNN e ad alcuni dei suoi critici.

"Il Presidente ha condannato la violenza in tutte le sue forme, lo ha fatto dal primo giorno, continuerà a farlo", ha detto Sanders. Quando gli è stato chiesto da Abby Phillip della CNN se si pente di aver definito gli avversari politici "pessimi", Sanders ha detto che "dovremmo chiamare atti spregevoli, che è esattamente quello che ha fatto Trump nelle ultime 24 ore". Quando ha insistito sul fatto che il termine "male" fosse appropriato, Sanders si è scagliato contro la CNN: "È una parola che le persone hanno usato sulla vostra rete un certo numero di volte, non solo per descrivere il Presidente, ma anche molte persone che lavorano in questa amministrazione. Voi ragazzi continuate a concentrarvi solo sugli aspetti negativi. Ognuno ha il suo ruolo da svolgere", ha continuato. "Ieri, la prima cosa che la Presidente ha fatto è stata quella di condannare la violenza. La prima cosa che ha fatto la vostra rete è accusare il Presidente di esserne responsabile. Non va bene. La prima cosa che avrebbe dovuto essere quella di condannare la violenza".

Subito la replica della CNN: "Per prima cosa abbiamo riportato la notizia,  mentre la redazione veniva evacuata per l’allarme bomba”. La “gearra “ sui media tra Trump e gli organi di informazione Usa è solo all’inizio. Si intensificherà nell’imminenza del voto. Mentre gli investigatori affermano che potrebbero molto altri ordigni in circolazione. Per ora non è esploso nessuno.

 

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