USA, record di richieste di disoccupazione

| 3,3, milioni in una sola settimana: il record assoluto dal 1967. L’incubo della pandemia ha costretto diverse aziende a chiudere e licenziare, avvicinando lo spettro della recessione

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È proprio questo, l’effetto della pandemia che Donald Trump teme di più: l’ondata di disoccupazione dilagante che metta la parola fine all’economia galoppante promessa ai suoi elettori. Nel giro di una sola settimana dall’esplodere della pandemia su tutto il territorio degli Stati Uniti, centinaia di aziende sono state costrette alla chiusura, licenziando o mettendo in aspettativa i dipendenti, e le richieste di indennità di disoccupazione hanno raggiunto la cifra record di 3,3 milioni.

È il numero più alto da quando il Dipartimento del Lavoro ha iniziato a tracciare i dati, nel 1967: il record precedente era fermo a 695mila richieste presentate il 2 ottobre 1982. “La maggior parte dei confronti storici di questa scala sono inadeguati: i più vicini sarebbero i disastri naturali come i grandi uragani. Tuttavia, come dimostra il rapporto di oggi, l’epidemia di coronavirus è economicamente simile a un uragano di grandi dimensioni che blocchi il paese per settimane e settimane”, ha commentato Daniel Zhao, economista senior di “Glassdoor”.



Il balzo della scorsa settimana ha segnato un enorme aumento rispetto alle 282mila richieste di quella precedente, che prima della pandemia si aggiravano intorno a 200mila ogni settimana. Questa è la differenza fondamentale tra lo shock del coronavirus rispetto ai periodi di crisi economica del passato: è improvviso e ha un impatto devastante praticamente su ogni settore e modello di business in circolazione, facendo predire agli economisti il rischio di milioni di posti di lavoro andati persi nelle prossime settimane.

Heidi Shierholz, ex capo economista del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti che ora lavora per l’Economic Policy Institute, ha definito l’aumento della disoccupazione come la punta dell’iceberg: “Stimiamo che entro l’estate, 14 milioni di lavoratori perderanno il lavoro a causa dello shock del coronavirus”. Inevitabile, per gli esperti, l’avvio verso una fase di grave e velocissima recessione nel secondo trimestre dell’anno, prima di assistere ad una lenta salita dei dati nel corso dell’anno, ma comunque soltanto dopo il rallentamento della diffusione del virus. Al momento, i dipartimenti del lavoro di tutto il paese faticano ad affrontare l’improvviso afflusso di richieste di sussidi di disoccupazione. Il Dipartimento del lavoro di New York, ad esempio, è stato costretto a potenziare i server e ad assumere più di 65 persone per gestire il fiume di richieste, mentre la scorsa settimana, il Dipartimento per le pari opportunità della Florida ha annunciato l’assunzione di 100 dipendenti per rispondere alle chiamate e accompagnare i richiedenti nell’iter delle richieste.

Il Segretario del Tesoro Steven Mnuchin ha minimizzato l’aumento, definendo i numeri “non rilevanti” perché hanno preceduto un progetto di legge sul sollievo economico approvato dal Congresso mercoledì che include un forte sostegno ai lavoratori, compresi gli assegni del governo e l’estensione dei sussidi di disoccupazione. Ma ha aggiunto sibillino: “Speriamo però che presto o tardi, possano riassumere molte di queste persone”.

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