XJL, i normali supereroi di San Diego

| I membri della "Xtreme Justice League" pattugliano il centro della città californiana per sedare risse, aiutare i senzatetto e prevenire i reati. Ma lo fanno con addosso costumi da supereroi

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San Diego è la città dei californiani ricchi. Servono parecchi soldi per assicurarsi sole, palme e surf tutto l’anno, senza neanche il fastidio di volare ai Caraibi. Ma la vita della regina della “SoCal”, abbreviazione di Southern California, non è solo quello: da anni, San Diego ospita “Comic-Con”, la più grande convention annuale dedicata ai fumetti e al cinema. Quattro giorni in cui la città si riempie di star del cinema e appassionati “cosplay”, l’arte di vestirsi come personaggi immaginari, presi a prestito dai fumetti.

Un mix di denaro & fantasia che ha finito per mescolarsi, creando un caso unico al mondo: la “Xtreme Justice League”. Non è il lancio dell’ennesimo film dedicato ai supereroi, e neanche un gioco per bambini troppo cresciuti, ma una vera associazione di controllo e vigilanza del territorio, formata da supereroi senza armi e poteri.

Semplici cittadini che hanno deciso di travestirsi con costumi, mantelli e maschere, con lo scopo di aiutare le forze dell’ordine nel controllare la città e assicurare alla giustizia i delinquenti.

L’idea della Xtreme Justice League è iniziata nel 2006 come risposta all’impennata di violenza delle gang in perenne lotta per dividersi il territorio, e da pochi volontari oggi i membri sono oltre 60, molti dei quali ex militari o marine in servizio attivo. “Non siamo nerd in cerca di riscatto e neanche appassionati di Cosplay, siamo cittadini stanchi della violenza”.

Le squadre della XJL pattugliano il “Gaslamp”, l’antico e trafficato quartiere centrale, meta di turismo e della movida cittadina, aiutando a sedare risse nei bar, proteggendo i senzatetto e dando una mano a chi ha bevuto troppo a tornare a casa prima di mettersi nei pasticci. Tutto questo, ovviamente, senza l’appoggio della polizia di San Diego, un po’ imbarazzata a trattare con gente vestita come Spiderman e Superman.

Iniziano a pattugliare Gaslamp intorno a mezzanotte, proprio quando le baldorie del fine settimana raggiungono l’apice: il loro obiettivo è garantire la sicurezza degli altri, il che comporta compiti vari e spesso difficili come ficcarsi in mezzo ad una rissa, prestare cure mediche e assistenza in caso di overdose, dare una mano a chi è sbronzo e aiutare i senzatetto a sopravvivere a fame, violenza e freddo. “Fondamentalmente, tutto ciò che possiamo fare per essere dei buoni vicini”, spiegato “The Grim”, uno dei membri più longevi. 

La Xtreme Justice League fa parte di un movimento internazionale in forte crescita chiamato “real-life superheroes”, i supereroi della vita reale, che conta affiliati nelle principali città del mondo. Pesantemente immersi nella tradizione dei fumetti, i supereroi della vita reale scelgono il proprio personaggio, si danno un nome da supereroe e promettono di combattere per la giustizia, la pace e la sicurezza della loro comunità attraverso il servizio pubblico.

Clark Stark di giorno, ma “Mr. Xtreme” di notte, è il presidente e membro fondatore della “Xtreme Justice League”, ad oggi la prima e unica associazione di San Diego dedicata ai supereroi della vita reale. Il suo nickname si ispira a Mr. Fantastic, il leader dei Fantastici Quattro: “Capivo che la mia idea in quel momento era un po’ estrema, nessuno stava facendo qualcosa di simile”.

Quando Stark ha lanciato la lega, nel 2006, aveva già 12 anni di esperienza nella prevenzione del crimine nella comunità, lavorando per i “Guardian Angles”, le pattuglie di volontari con il basco rosso. La Xtreme Justice League sembrava un passo ovvio, che combinava le due passioni che hanno scolpito la sua vita fin dall’infanzia: l’amore incondizionato per i nobili personaggi dei fumetti e il desiderio di aiutare il prossimo.

L’inizio di Mr. Extreme non è stato facile: ha faticato a trovare altri membri, e ancora di più ad essere preso sul serio, specialmente quando ha raccontato la sua iniziativa agli agenti del dipartimento di Polizia, che continuavano a guardarsi, indecisi se avvisare i reparti psichiatrici o meno. L’impatto dei cittadini di San Diego è andato allo stesso modo: se in molti hanno lodato l’idea, molti di più sono convinti che i costumi sminuiscano il valore sociale. Ma loro insistono: quelli sono parte integrante della loro missione perché per cominciare sono una garanzia di sicurezza. E poi attenzione, perché per loro non si tratta di “costumi”, ma uniformi, studiate per essere appariscenti e coreografiche, ma soprattutto per rappresentare una forma di difesa dalle aggressioni. “Esattamente come per un agente di polizia o un paramedico, quando indossiamo l’uniforme abbiamo un aspetto professionale che spiega senza parole cosa stai facendo e perché”.

L’obiettivo è di essere notati per incoraggiare la comunità a partecipare: “Se sporgo un panino ad un senzatetto con addosso una felpa e dei jeans la gente mi passa accanto senza farci caso, ma se sono vestito come Superman, tutti rallentano chiedendosi chi è quello?”.

Di giorno, i supereroi senza superpoteri sono persone normali: Mr. Xtreme lavora part-time come addetto alla sicurezza, The Grim è un tecnico impiantista, Nyght un insegnante d’asilo e Nyghtingale un infermiere ospedaliero. “È facile pensare che siamo sotlanto bambini troppo cresciuti che giocano a fare i cosplay: nella realtà io ho otto cinture nere in otto diverse arti marziali e un addestramento da paramedico. Ho servito il mio paese per 10 anni, sono andato in guerra e ho combattuto”, commenta Nyght.

Generalmente le uniformi sono un modo per annunciare intenzioni pacifiche, visto che i supereroi sono un simbolo di pace riconosciuto a livello internazionale: “Nessuno ci ha mai urato “allontanati da me”, cosa che è successa quando abbiamo cercato di prestare aiuto in borghese”.

In 14 anni di attività, i supereroi faticano a ricordare la cosa più folle che sia mai capitata loro: Mr. Xtreme e Grim ricordano quando sono riusciti a bloccare un’aggressione sessuale immobilizzando il colpevole fino all’arrivo della polizia. “Non abbiamo mai avuto una pistola puntata contro, a parte quelle della polizia, ma noi non violiamo mai i diritti civili delle persone, non infliggiamo punizioni: se vediamo una situazione difficile chiamiamo la polizia”.

La XJL ha fatto molta strada dai tempi in cui Mr. Xtreme finanziava la squadra in proprio, finendo per vivere sulla sua auto. Il gruppo è stato riconosciuto come organizzazione no-profit, status che ha portato ad un sostegno economico utile per finanziare i programmi per i senzatetto, che ricevono sacchi a pelo, acqua, calze, fazzoletti, cibo, e d’estate creme protettive e occhiali da sole.

Ai membri della Xtreme Justice League è richiesto di essere in ottima forma, con tre sessioni di allenamento settimanali obbligatorie: “Le regole sono severe: se non si passa, non si può venire in pattuglia, e l’esame per accedere alla squadra è piuttosto duro: un mix di esercizi di agilità, sprint e mosse base di arti marziali. In realtà non ci interessa quante flessioni si riescano a fare, ma dobbiamo sapere chi è in grado di sollevare una persona di 90 kg per spostarla di 100 metri”.

Considerando il tempo, l’energia e l’impegno profuso, nasce spontanea una domanda: perché non diventare semplicemente un agente di polizia? “Non è che siamo contro la polizia – rispondono - è che attualmente essere un poliziotto è uno dei lavori più ingrati e di merda che ci siano, significa mettere a rischio la propria vita per gente che sogna di vederti morto o è pronta a denunciarti”.

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