Lucusta, la killer dell’impero romano

| Arrivata giovane dalla Gallia dove aveva imparato dai sacerdoti druidi le proprietà delle erbe, nella Roma del I secolo dopo Cristo uccise con il veleno decine di persone. Nerone e sua madre Agrippina furono i suoi migliori clienti

+ Miei preferiti

di Marco Belletti

 

Giulia Agrippina Augusta (divenuta famosa come Agrippina minore per distinguerla dall’omonima madre) era tutto sommato una donna a cui non mancava nulla: nobildonna appartenente alla dinastia giulio-claudia, divenne imperatrice e fu la prima donna a governare l’impero romano durante i primi anni di regno del giovane figlio.

L’imperatore Claudio era suo zio e divenne il suo secondo marito: dal primo, il console Gneo Domizio Enobarbo, Agrippina aveva avuto Lucio Domizio Enobarbo, che sarebbe divenuto famoso come Nerone, una volta adottato da Claudio. Alla donna non mancava nulla per godersi la vita, ma aveva un cruccio: eliminare il marito e governare con il figlio al posto dell’altro erede dell’imperatore, Tiberio Claudio Cesare Germanico, soprannominato Britannico.

Un giorno Agrippina conobbe un’ex-schiava deportata a Roma dalla Gallia, che le permise di raggiungere i suoi obiettivi. Di questa donna si sa ben poco, se non che arrivò nell’urbe adolescente - dopo aver avuto modo di conoscere i segreti dei druidi celtici - e che aprì una bottega sul Palatino dedicandosi all’ambiguo commercio di pozioni e veleni. Le sue conoscenze in merito agli effetti che le erbe avevano sul corpo umano la fecero diventare rapidamente il riferimento per coloro (patrizi, senatori, matrone…) avevano bisogno di un piccolo aiuto per eliminare per sempre uno scomodo avversario.

Il suo vero nome è andato perduto, di lei resta soltanto il soprannome Lucusta con cui viene citata da alcuni autori contemporanei, tra cui Giovenale: ciò la rende la prima serial killer storicamente accertata. Lucusta divenne rapidamente “consulente” dell’imperatrice Agrippina che - avendo intuito come il talento della giovane avrebbe potuto esserle molto utile - le evitò il carcere in cui era finita, accusata di una mezza dozzina di omicidi con il veleno, portandola a corte. Da allora, Lucusta prestò le sue competenze sia come esperta guaritrice sia anche (e soprattutto) come sorta di serial killer ante litteram, per eliminare i nemici dell’imperatrice.

Prima di passare alla fase operativa, Lucusta si informava di salute e abitudini della possibile vittima e preparava pozioni personalizzate per sfruttare al massimo le caratteristiche fisiche, le abitudini, i vizi o le passioni della persona da sopprimere.

Obiettivo della coppia Agrippina-Lucusta fu Claudio. Poco stimato a corte e considerato da molti solo il fratello meno brillante di Germanico (morto in guerra prima di poter prendere il potere) a pochi venne in mente di verificare quali fossero davvero state le cause di morte dell’imperatore. E quei pochi restarono zitti. Claudio fu colto da un improvviso malore mentre mangiava funghi, che adorava: a Lucusta si aprirono le strade della ricchezza e di un grande successo, incassando la gratitudine dell’imperatrice e del suo Nerone. Il quale molto presto si rivolse alla donna a titolo personale, senza consultare mammina, per terminare rapidamente e definitivamente un impegno che riteneva fosse ora di sbrigare: eliminare il fratellastro quattordicenne Britannico, che per il Senato aveva i suoi stessi diritti a salire sul trono di imperatore.

Per questo omicidio, Nerone promise a Lucusta la perenne e totale impunità: la donna accettò. Il primo tentativo di avvelenamento non andò a buon fine e Britannico se la cavò con un forte problema intestinale, cosa che fece imbestialire Nerone. Lucusta allora sperimentò nuove tecniche su una capra, che morì in cinque ore, e su un maiale che invece spirò in pochi minuti: il destino di Britannico era segnato.

L’11 febbraio del 55, il figlio di Claudio fu avvelenato mentre partecipava a un banchetto, con un astuto trucco elaborato da Lucusta. Siccome un servo assaggiava tutti i cibi e le bevande destinate al giovane, per evitare di sollevare dubbi con la morte di entrambi, fu servita a Britannico una bevanda innocua ma bollente, che il giovane - dopo che l’assaggiatore l’aveva già bevuta - chiese fosse raffreddata: l’acqua fredda con cui fu diluita conteneva il veleno. Britannico perse i sensi accasciandosi sul triclinario, e tutti i presenti si rivolsero a Nerone il quale (con estrema calma) affermò che il fratellastro si sarebbe ripreso in fretta da uno dei soliti attacchi di epilessia di cui soffriva. Nel breve volgere di qualche minuto Britannico morì.

Non si sa quante furono le persone avvelenate da Lucusta da allora alla morte di Nerone, che avvenne tredici anni dopo. Di documentato c’è soltanto il fatto che dopo il suicidio del suo protettore, la donna fu arrestata per volontà del nuovo imperatore Galba e all’inizio del 69 fu condannata per tutti gli omicidi che aveva commesso. Lo scrittore e filosofo Apuleio affermò che fu trascinata in catene per tutta Roma, quindi fu fatta stuprare da una giraffa e infine dilaniata da belve feroci. Più probabilmente fu “soltanto” strangolata e in seguito il suo corpo dato alle fiamme.

Sembra risalga allora la decisione di Galba di cancellare il nome della donna da qualsiasi documento in modo da poterla dimenticare per sempre. Comunque sia morta e vera o falsa che fosse la decisione dell’imperatore, Lucusta da allora è rimasta nella memoria collettiva come la principale protagonista di complotti e omicidi nella Roma antica.

Nel frattempo, una decina d’anni prima, anche Agrippina era andata incontro al suo destino: fatta uccidere dal figlio Nerone che non sopportava le sue ingerenze nelle decisioni di governo, temendo anche di poter essere ucciso a sua volta, magari proprio avvelenato da Lucusta.

L’imperatore fece affondare la nave che trasportava la madre, ma Agrippina sopravvisse e fece sapere di essersi messa in salvo al figlio, il quale la fece prelevare da alcuni sicari che - secondo lo storico Tacito - l’avrebbero dapprima ferita picchiandola con una mazza, quindi uccisa colpendola numerose volte al ventre con le loro spade.

Storia
Le due facce del movimento hippy
Le due facce del movimento hippy
Da un lato la “family” di Manson che sfruttò l’ingenuità dei giovani nel dare vita a una comune, dall’altro l’entusiasmo di centinaia di migliaia di ragazzi che alla quattro giorni di Woodstock credettero di poter cambiare il mondo
La Luna ha 50 anni
La Luna ha 50 anni
Mezzo secolo fa, Neil Armstrong e Buzz Aldrin camminavano sul satellite più amato e temuto. Un traguardo enorme, pazzesco e inimmaginabile dell’intelligenza umana, che ancora oggi qualcuno ritiene una bufala storica
25 giugno 1678, la laurea si fa donna
25 giugno 1678, la laurea si fa donna
Esattamente 341 anni fa si laureava la prima donna al mondo, in filosofia all’università di Padova. Ottenne questo risultato grazie al ricco e nobile padre che l’appoggiò contro il mondo accademico e clericale assolutamente contrari
Pace eterna per le cavie umane del doktor Stieve
Pace eterna per le cavie umane del doktor Stieve
Attraverso l'esame di piccoli frammenti di tessuto prelevati dai cadaveri di donne assassinate dai nazisti, è stato possibile dare un nome a persone usate come cavie. Commovente cerimonia a Berlino
Brest, 750 corpi di ebrei nelle fosse comuni
Brest, 750 corpi di ebrei nelle fosse comuni
I resti umani di bambini, donne e anziani erano stati sepolti dopo le esecuzioni di massa in grandi fosse comuni scoperte in Bielorussia. Li uccisero le Ss tedesche anche con l'aiuto di collaborazionisti locali tra il '40 e il '42
Morto Loinger, il partigiano di Exodus
Morto Loinger, il partigiano di Exodus
Aveva 108 anni, con lui altri partigiani italiani ed europei aiutarono l'esodo dei profughi ebrei sopravvissuti alla Shoah in Palestina su navi mercantili partite anche dai porti di Marsiglia, Nizza, Savona e Genova
Il conte di Moriana morì avvelenato?
Il conte di Moriana morì avvelenato?
Dopo 200 anni i medici legali effettueranno l'analisi del capello per individuare eventuali tracce di veleno. L'esame dei resti ritrovati nel Duomo di Sassari
Donne di carattere, tra Medioevo e Rinascimento
Donne di carattere, tra Medioevo e Rinascimento
Chiara, Iolanda, Margherita, Anna Maria e Carlotta hanno in comune tra loro l’11 agosto e in periodi difficili per il sesso femminile hanno dimostrato di avere coraggio per difendere (anche davanti ai potenti) interessi, figli, idee
Popolo di beate, anarchici e ingegneri…
Popolo di beate, anarchici e ingegneri…
L’8 agosto nel nome di chi aiuta le persone in difficoltà: da un istituto religioso alla legge Bacchelli, attraverso la tentata rivolta di un rivoluzionario russo. Sullo sfondo un mulino su un fiume e quello su un canale
Louella ed Hedda: vetriolo a Hollywood
Louella ed Hedda: vetriolo a Hollywood
Due giornaliste dagli stili molto differenti hanno raccontato per anni ogni tipo di pettegolezzo e cattiveria sui divi del cinema americano. Anche nascondendo alla opinione pubblica omicidi e morti imbarazzanti