Pace eterna per le cavie umane del doktor Stieve

| Attraverso l'esame di piccoli frammenti di tessuto prelevati dai cadaveri di donne assassinate dai nazisti, è stato possibile dare un nome a persone usate come cavie. Commovente cerimonia a Berlino

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La spaventosa e criminale figura del famoso medico ginecologo tedesco Hermann Stieve, morto libero e stimato nella Germania dell'Est nel 1952, torna tristemente alla ribalta perchè, in questi giorni, sono stati celebrati i funerali di alcune delle persone assassinate dai nazisti di cui sezionò i cadaveri per macabri esperimenti: 184 corpi consegnati al “medico” aguzzino e docente di anatomia all’Università. Attraverso l’analisi del DNA è stato possibile, per ora, dare un nome alle sue vittime, attraverso l’analisi dei reperti di laboratorio conservati anche dopo la fine del Terzo Reich da questo criminale in camice bianco che ebbe la sfrontatezza di stilare, nel 1946, una lista dettagliata delle sue cavie che ha in parte consentito di risolvere almeno una parte del caso. E 304 frammenti di tessuto sono stati finalmente sepolti in una cerimonia inter-religiosa (ebraica, cattolica e protestante) al Dorotheenstädtische Friedhof a Berlino. 

Tra questi, anche i poveri resti di Liane Berkowitz, impiccata dalla Gestapo a 19, arrestata nel 1942 mentre attaccava dei manifesti di protesta contro una mostra della propaganda di regime. Era incinta, e fu uccisa dopo il parto. Il suo bimbo finì in un orfanotrofio.  Poi Libertas Schulze-Boysen con il marito Harro, fece parte della Resistenza. Anche lei fu assassinata dalla Gestapo. I loro corpi finirono nella sala di dissezione di Stieve, con altri 182.

I resti, spesso di pochi millimetri, li aveva trovati per caso un lontano parente del “medico” in uno scantinato all’interno di una villa, custodito in un classificatore di metallo chiuso a chiave. Tanti piccoli contenitori di cartone nero, talvolta con il nome della vittima scritto ordinatamente con la stilografica su etichette bianche, infine consegnati al policlinico della Charité, dove lavorava aveva lavorato Stieve, e infine al Centro per la memoria della Resistenza tedesca Stieve conduceva ricerche sull’influenza della paura e degli stress psicologici sul ciclo mestruale e sugli apparati genitali maschili. I cadaveri se li faceva arrivare dalla prigione di Ploetzensee e dai lager tedeschi. Venivano caricati pochi minuti dopo l’esecuzione su un furgone che dall’esterno sembrava un’ambulanza. Una volta nella sua sala anatomica, Stieve li sezionava e prelevava gli organi necessari ai suoi esperimenti. Ultime meta. Il forno crematorio dove venivano inceneriti. 

Tanto sicuro dall’impunità da non nascondere le tracce dei suoi crimini. Non era iscritto al partito nazista, mai venne neppure indagato. Cittadino della Germania comunista, ebbe ruoli di prestigio e conservò la sua cattedra e stimato socio onorario della Società Tedesca di Ginecologia, «La Stieve’s list ci ha permesso di identificare le sue vittime e raccontare le loro storie», spiega Sabine Hildebrandt, studiosa di anatomia alla Michigan University. Compresa quella di Midlred Harnack, cittadina USA, nata ne Wisconsin e sposata al leader tedesco del gruppo resistente Orchestra Rossa. Arrestata nel 1943, fu impiccata su ordine di Hitler, proprio perché americana.

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