Sante, visioni e segale cornuta

| Dalla patrona degli emigranti alla pulzella di Francia, che hanno il 7 luglio come punto in comune: la prima antesignana dello stato civile, l’altra soggetta ad allucinazioni probabilmente per colpa del pane di segale

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di Marco Belletti

 

La stazione Centrale di Milano oggi è lo snodo ferroviario più trafficato d’Italia dopo Roma Termini, con il passaggio di 600 treni al giorno e con circa 120 milioni di viaggiatori all’anno. È stata inaugurata nel 1931 e ha sostituito la vecchia stazione che aveva lo stesso nome, la cui struttura non era più sufficiente a gestire il traffico ferroviario in forte crescita di quegli anni e che era stata inaugurata l’11 febbraio 1864 dal re d’Italia Vittorio Emanuele II, il primo ad entrarci arrivando su un treno proveniente da Torino.

La progettazione della prima stazione Centrale iniziò negli anni Quaranta dell’Ottocento quando sorse la necessità di avere uno snodo moderno e più adatto alla gestione del crescente traffico su rotaia rispetto alle numerose piccole stazioni, sorte sostanzialmente in “barriera” nella direzione da dove provenivano le diverse linee ferroviarie. Tuttavia, già prima dell’inizio del Novecento la Centrale era insufficiente a gestire il sempre crescente numero di passeggeri: stime decisamente errate avevano previsto per il 1925 circa 4 milioni e mezzo di passeggeri, valore che fu superato già nel 1903…

E così nel 1906 – in occasione dell’esposizione universale a Milano – il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra della nuova stazione, nell’area dove in precedenza sorgeva il campo sportivo del Milan. Fu anche indetto un concorso architettonico per il disegno delle facciate che tuttavia, a causa dei numerosi ripensamenti dei committenti, non vide nessun vincitore.

Un nuovo concorso nel 1912 fu vinto dall’architetto Ulisse Stacchini, ma i lavori si interruppero presto per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e in seguito sospesi a lungo per la difficile situazione economica post bellica.

La costruzione riprese nel 1924 e la stazione fu inaugurata il 1º luglio 1931: la costruzione è stata restaurata e riqualificata tra il 2005 e il 13 novembre 2010 quando fu dedicata a santa Francesca Cabrini, patrona degli emigranti.

 

Un’assistente sociale ante litteram

Nata a Sant’Angelo Lodigiano (allora in provincia di Milano, ora di Lodi) il 15 luglio 1850, Francesca Cabrini era l’ultima di undici fratelli. Diventata maestra elementare, si fece religiosa nel 1874 e nel 1880 fondò la congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Fu allora che aggiunse Saverio al suo il cognome, in onore di san Francesco Saverio – sacerdote missionario nell’estremo oriente – diventando così Francesca Saverio Cabrini. La congregazione, inizialmente dedicata all’assistenza degli orfani, diventò presto un istituto per l’apostolato missionario a favore degli emigrati italiani. Infatti, già nel 1889 la religiosa aprì la prima sede a New York, dove prestò assistenza ai connazionali che si erano trasferiti, viaggiando anche verso il cosiddetto Far West, convertendo al cattolicesimo alcune tribù di nativi. Imparò lo spagnolo e a cavalcare, costruì asili, scuole e convitti per studentesse, orfanotrofi, case di riposo per laiche e religiose, ospedali… Nel 1909 prese la cittadinanza statunitense e morì nel dicembre 1917. Quando il 7 luglio 1946 – esattamente 72 anni fa – fu proclamata santa da Pio XII, divenne la prima cittadina americana a essere canonizzata mentre nel 1950 diventò patrona degli emigranti.

 

Le visioni della pulzella

Sempre il 7 luglio di qualche secolo prima (esattamente nel 1456), la Chiesa cristiana – rappresentata dal papa spagnolo Callisto III – al termine di una lunga inchiesta, dichiarò nullo il processo, risalente al 1431, con cui Giovanna d’Arco era stata condannata al rogo per eresia. Quella che oggi è un’eroina nazionale francese, santa per la Chiesa cattolica e conosciuta anche come pulzella d’Orléans, durante la guerra dei cent’anni contribuì a risollevare le sorti della sua nazione, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle britanniche. Catturata e venduta agli inglesi, il 30 maggio 1431, a soli 19 anni, fu arsa viva a Rouen.

Nata in una famiglia di contadini della Lorena, a 13 anni aveva iniziato ad avere visioni dell’arcangelo Michele, di santa Caterina e di santa Margherita e a udire “voci celestiali” che la spinsero a consacrarsi a Dio facendo voto di castità e che – secondo quanto la giovane affermò durante il processo – l’avevano incitata a guidare l’esercito francese contro gli invasori, cosa che fece dopo aver rifiutato una proposta di matrimonio.

Tra il 1428 e la fine di maggio del 1430 quando fu arrestata, Giovanna divenne un vero e proprio simbolo per l’esercito francese che, sembra grazie a lei, ottenne alcune significative affermazioni. Rinchiusa nel castello di Beaulieu-les-Fontaines fino al 10 luglio di quell’anno e quindi trasferita nel castello di Beaurevoir, la pulzella fu trattata come una prigioniera d’alto rango e il suo processo iniziò formalmente il 3 gennaio 1431. Gli interrogatori si svolsero in modo piuttosto confuso, in quanto la giovane era continuamente interrotta e sembra che i segretari addetti alla trascrizione omettessero le affermazioni a lei favorevoli. Giovanna fu interrogata in seguito a porte chiuse sulla sua vita religiosa, sulle apparizioni, sulle “voci”, sui fatti di guerra e fu condannata a morte sul rogo. La sentenza fu applicata nella piazza del mercato vecchio di Rouen. Vestita con un lungo abito bianco fu incatenata a un palo posto sopra una gran quantità di legna: il fuoco salì velocemente, Giovanna chiese dell’acqua da bere e quindi – investita dalle fiamme – gridò “Gesù!” e morì arsa viva.

 

Il pane delle streghe

Nel medioevo furono molte le persone che affermarono di avere avuto visioni e di sentire voci provenienti dal nulla. Per lungo tempo la Chiesa considerò queste esperienze veri contatti con il divino, mentre più recentemente la scienza ha trovato una spiegazione a questi comportamenti nell’alimentazione del periodo. Molto spesso – soprattutto tra i ceti più poveri – si coltivavano grano e segale di qualità scadente e probabilmente non ci si accorgeva che le piante erano infette da un parassita che generava escrescenze a forma di corna, da cui il nome di “segale cornuta”. La specie più conosciuta di questi parassiti è la ‘claviceps purpurea’, che contiene alcaloidi velenosi e psicoattivi (come l’acido lisergico, il famoso LSD) che hanno numerosi effetti su chi li assumono. Per esempio, questi alcaloidi sono vasocostrittori e quindi compromettono la circolazione, e inoltre agiscono sul sistema nervoso centrale alterando i recettori della serotonina. Tra i loro effetti anche le allucinazioni che la gente metteva in relazione con forze demoniache, soprannaturali o divine. Sembra che l’ondata di allucinazioni manifestatesi alla fine del Seicento a Salem nel Massachusetts – che diedero origine alla più grande caccia alle streghe negli Stati Uniti – fosse causata proprio dagli alcaloidi della segale cornuta che, resistenti anche alle alte temperature, restavano attivi anche nel pane. Gli effetti allucinatori più comuni causati da questi alcaloidi sono proprio apparizioni e “voci”, che avevano luogo quasi sempre in contesti socio-economici di povertà e di scarsa alfabetizzazione, in cui il cibo più comune era proprio il pane di segale quasi certamente infetto.

 

Il santo più forte degli alcaloidi

L’architetto fiorentino Ulisse Stacchini (nato il 3 luglio 1871, anche se alcune fonti – meno attendibili – affermano il 7) svolse tutta la sua carriera professionale a Milano con la progettazione di un gran numero di opere e palazzi privati, ma divenne famoso ed ebbe successo solo dopo essersi aggiudicati i concorsi per la realizzazione della stazione Centrale di Milano (1912) e per il cimitero di Monza (1912 e 1914): entrambi i progetti furono realizzati anni dopo, tra il 1925 e il 1931. Nel primo dopoguerra collaborò alla progettazione dello stadio San Siro (ora Meazza), che fu inaugurato il 19 settembre 1926 con una partita amichevole tra Inter e Milan (vinta dai nerazzurri per 6-3) mentre la prima partita ufficiale fu l’esordio del Milan nel campionato 1926-1927 contro la Sampierdarenese, che i rossoneri persero per 2-1.

Avrebbe dovuto essere Mussolini in persona a inaugurare la nuova stazione Centrale di Milano nel 1931, ma quando il duce fu informato che l’arcivescovo di Milano Alfredo Ildefonso Schuster avrebbe delegato il vicario Giacinto Tredici in segno di protesta contro le persecuzioni fasciste nei confronti dell’Azione Cattolica, decise che il Governo sarebbe stato rappresentato dal ministro delle Comunicazioni, Costanzo Ciano, padre di Galeazzo che aveva sposato la figlia del duce Edda e quindi suo consuocero.

Santa Francesca Cabrini fu una viaggiatrice instancabile, con ben ventotto traversate atlantiche in meno di 15 anni. Inoltre raggiunse Buenos Aires partendo da Panama attraversando le Ande a dorso di mulo. Per le molte iniziative che ha avviato e lo spirito con cui prestava la sua opera, è oggi considerata uno dei punti di riferimento del moderno servizio sociale.

Papa Pio XII (nato Eugenio Maria Giuseppe Pacelli) è stato il primo papa a essere nato nell’Italia unita. Diventato pontefice nel 1939 alla vigilia della seconda guerra mondiale, Pio XII fu spesso accusato di connivenza con i regimi nazi-fascisti, per la firma del concordato con la Germania nazista, per il suo “colpevole silenzio” di fronte all'Olocausto e per il suo possibile contributo ad aiutare la fuga di gerarchi nazisti al termine della guerra. Terminato il conflitto mondiale, Pacelli fu uno dei più feroci antagonisti dell’ideologia comunista, nemico intransigente di Stalin e dei Paesi oltre la cosiddetta cortina di ferro.

Il vero nome di papa Callisto III era Alfonso Borgia e fu zio del più celebre Rodrigo Borgia, papa a sua volta come Alessandro VI e padre di numerosi figli tra cui Lucrezia Borgia. Callisto III fu nominato pontefice a 78 anni (morì dopo tre anni) e fu molto poco interessato alla cultura, tanto che vendette le copertine d’argento di importanti volumi della Biblioteca Apostolica Vaticana per finanziare una Crociata. Ebbe il solo merito di scagionare post mortem Giovanna d’Arco.

Uno degli spiacevoli effetti degli alcaloidi contenuti nella segale cornuta era il manifestarsi del cosiddetto “fuoco di sant'Antonio”. Chi contraeva questa malattia nell’Europa del Nord – dove comunemente il pane era prodotto con la segale – spesso era invitato a recarsi in pellegrinaggio verso i santuari di sant'Antonio in Italia: scendendo nel nostro Paese, dove il pane era prodotto con il grano, i sintomi dell’intossicazione sparivano o si attenuavano e molti gridavano al miracolo per opera del santo!

 

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