Tunguska chiama Yosemite Valley

| Un meteorite, un’esplosione, uno scienziato ingiustamente accusato, due presidenti assassinati e un avvocato senza lavoro: la storia di un parco naturale negli Stati Uniti e di un mistero in Siberia si incontrano il 30 giugno

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di Marco Belletti

Tunguska è il nome di alcuni fiumi e di un altopiano che si trovano in Siberia: un toponimo che sarebbe rimasto per sempre sconosciuto al di fuori dei confini russi se non fosse diventato particolarmente famoso, soprattutto in ambito scientifico ed astronomico, esattamente 110 anni fa.

Infatti, il 30 giugno 1908, alle 7.14 ora locale, nei pressi del fiume Podkamennaya Tunguska ebbe luogo un’esplosione – una delle più violente mai avvenute sul nostro pianeta, equivalente a mille bombe atomiche di Hiroshima – che provocò un immane fragore avvertito a oltre mille chilometri di distanza con un’onda sismica percepita in buona parte del nostro pianeta. La deflagrazione abbatté 60 milioni di alberi in un’area di quasi 2.200 chilometri quadrati. Alcuni testimoni, a 500 chilometri di distanza dal luogo dell’impatto, dichiararono di aver visto una grande nube di fumo formarsi all’orizzonte (polveri scure hanno velato il cielo della Siberia per diversi giorni), mentre altri affermarono che il treno della Transiberiana su cui viaggiavano, lontano 600 chilometri, quasi deragliò per l’onda d’urto.

Le teorie sulle cause di questa esplosione sono numerose. La più accreditata scientificamente è l’arrivo di un meteorite (forse un asteroide o una cometa) del diametro di una settantina di metri, esploso prima dell’impatto a 5-10 chilometri di altezza. Altri invece propendono per una fuga di gas, escludendo la possibilità si tratti di un meteorite per la totale mancanza di frammenti sul luogo dell’impatto e per la presenza di una vasta area di foresta bruciata: fatto confermato, sembra, da alcuni cacciatori del posto.

E c’è chi parla dell’incidente di un’astronave aliena, chi ritiene che l’esplosione sia stata causata dagli esperimenti che il fisico Nikola Tesla svolgeva in quei giorni o dal passaggio radente di un buco nero… Se fosse giusta la teoria dell’impatto di un corpo celeste, si tratterebbe della maggiore collisione storicamente accertata di un oggetto in arrivo dallo spazio contro la Terra, urto che ha letteralmente devastato un’area quasi equivalente alla superficie dell’Umbria.

Una valle dell’oro

Mentre Tunguska in Siberia è un esempio evidente di devastazione della natura, la valle di Yosemite nella Sierra Nevada – la cui formazione, causata per erosione da un fiume, risale all’ultima era glaciale – è famosa per essere parte di un parco nazionale di cui costituisce la maggiore attrattiva turistica. Divenne area naturale protetta “per uso pubblico, per villeggiatura e svago” il 30 giugno 1864, dietro concessione dell’allora presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln. La Yosemite Valley sorge a 1.200 metri di altitudine a circa 240 chilometri a est di San Francisco, è lunga circa 13 chilometri e larga poco più di un chilometro e mezzo ed è circondata da alcune vette formatesi oltre 114 milioni di anni fa.

I nativi americani sono stati presenti in quest’area dal sesto millennio avanti Cristo e fino al XIX secolo sono stati gli unici abitanti. I primi non nativi americani che si addentrarono nella valle furono qualche esploratore spagnolo e, a metà Ottocento, i cercatori d’oro seguiti immediatamente dai soldati del “battaglione Mariposa”, creato per risolvere liti e contrasti riguardanti la corsa all’oro.

Gli scontri tra i minatori e le tribù locali furono decisamente violenti, sebbene fossero numerose le relazioni commerciali tra le due parti, con rapporti difficili e parecchi casi di omicidio. Inoltre, minatori, coloni, allevatori e pionieri introdussero nell’area malattie a cui i nativi americani non erano immuni. Il governo federale cercò di persuadere le tribù della Sierra Nevada a trasferirsi nelle riserve della California, provocando incidenti e ribellioni in seguito alle quali fu creata una milizia – composta per la maggior parte da cercatori e minatori – che si autodefinì battaglione di Mariposa e che invase la Yosemite Valley dove per rappresaglia rase al suolo e incendiò il villaggio degli Ahwahneeche, costringendo le tribù a ritirarsi nelle riserve e catturando il loro capo Tenaya.

Queste schermaglie – che in un secondo tempo furono esageratamente definite guerra di Mariposa – iniziarono nel maggio 1850 e l’ultimo intervento del battaglione è datato 30 giugno 1851. La decisione di Lincoln una dozzina d’anni più tardi di trasformare in area protetta il parco Yosemite, oltre a salvarlo dalla devastazione di contadini, allevatori e cercatori senza scrupoli, permise a molti nativi americani di tornare ad abitare nella valle, occupandosi – guardie forestali ante litteram – delle loro conservazione e salvaguardia.

Da un asteroide a una setticemia

Tra la teorie più bizzarre che sono state formulate per spiegare quanto accaduto a Tunguska ve ne sono state alcune davvero bizzarre. Due professori dell’Università del Texas ipotizzarono che la causa del disastro sia stato il passaggio di un buco nero di piccolissime dimensioni, che avrebbe attraversato la Terra entrando a Tunguska e uscendo non si sa bene dove.

Nikola Tesla – genio incompreso che “inventò” la luce elettrica, che costruì la prima stazione al mondo di energia idroelettrica, che inventò la radio e scoprì l’illuminazione a fluorescenza, la sismologia e ipotizzò una rete di comunicazione di dati su scala mondiale – fu chiamato in causa come responsabile in quanto alcuni mesi prima dell’impatto affermò: “Il mio non è un sogno. Si possono realizzare impianti senza fili in grado di rendere inabitabile qualsiasi zona della Terra, senza esporre la popolazione di altre parti a seri danni o avere inconvenienti collaterali”.

Uno scrittore siberiano ipotizzò che i danni fossero stati causati dall’esplosione di una nave spaziale aliena, di passaggio nei cieli della Russia…

Il toponimo è il nome proprio di un luogo geografico e deriva dal greco τόπος (tòpos cioè luogo) e ὄνομα (ònoma, nome). Alcuni di questi nomi restano sostanzialmente invariati nei secoli – come per esempio Roma o Verona… – altri invece si modificano di generazione in generazione, con l’evolversi della lingua parlata, anche se più lentamente di altri termini. Per esempio dal termine latino “fanum” (che significa luogo sacro) derivano i nomi della città marchigiana Fano e delle due Fiano, una nel Lazio l’altra in Piemonte. In altri casi ancora, occupazioni da parte di popoli e imposizioni dei colonizzatori mutano radicalmente i toponimi: Fiume che diventa Rijeka, Yangon che diviene Madras.

“Alvin and the Chipmunks” sono stati creati nel 1958 da Ross Bagdasarian senior. Si tratta di un immaginario gruppo musicale a cartoni animati composto da tre scoiattoli: Alvin, ribelle star della band, l’intellettuale Simon e Theodore il cicciottello. Prima di immaginare i personaggi, Bagdasarian aveva già creato le voci e – mentre percorreva in auto la Yosemite Valley riflettendo a quale animale accoppiarle – si fermò davanti alla vettura un chipmunk, come vengono chiamati negli Stati Uniti gli scoiattoli scavatori di terra con guance e strisce chiare e scure, molto numerosi nel parco. Da allora i tre scoiattoli hanno “interpretato” migliaia di canzoni e (oggi ancora attivi) sono diventati il gruppo musicale più longevo nella storia della musica.

Yosemite Sam è un personaggio a cartoni animati della Warner Bros. È un pistolero dai grandi baffi e basso, irascibile e focoso, sempre pronto a sparare, uno degli antagonisti più irriducibili di Bugs Bunny. A crearlo – ispirandosi per il nome allo Yosemite National Park e per l’aspetto a se stesso – è stato Isadore “Friz” Freleng, regista e produttore cinematografico padre di molti personaggi della Warner: oltre a Bugs Bunny, anche Porky Pig, Titti, Gatto Silvestro e Speedy Gonzales.

Meno di un anno dopo aver stabilito che la Yosemite Valley era un parco naturale a disposizione di tutti, Lincoln morì, primo dei quattro presidenti degli Stati Uniti a essere assassinati. Dopo di lui furono uccisi James Garfield (1881), William McKinley (1901) e John F. Kennedy nel 1963 [leggi qui l’articolo di Italia Star Magazine dedicato alle morti di Lincoln e Kennedy].

James Garfield è il ventesimo presidente degli Stati Uniti d’America e il suo mandato è stato uno dei più brevi poiché era in carica da quattro mesi quando fu colpito a morte con alcuni colpi di pistola il 2 luglio 1881 a Washington. Più che per essere stato alla guida degli Stati Uniti, Garfield è famoso per la dimostrazione – che porta il suo nome – del teorema di Pitagora, in seguito alla quale sembra abbia affermato: “Ecco qualcosa su cui i due rami del parlamento potranno essere d’accordo”. Morì neppure cinquantenne dopo oltre 75 giorni di agonia, il 19 settembre 1881: causa della morte fu la setticemia, quasi certamente causata per le infezioni trasmesse dai medici i quali – senza nessuna precauzione igienica – cercarono di estrarre i proiettili dal corpo del presidente infilando le mani nelle ferite senza neppure lavarle. A sparare a Garfield fu Charles Julius Guiteau, un avvocato disoccupato che, rimasto orfano da adolescente, aveva ereditato da un nonno una consistente cifra (mille dollari del 1855, pari a quasi 30 mila dollari di oggi) grazie alla quale aveva potuto laurearsi. Subito dopo aver colpito il presidente, Guiteau fu arrestato e – condannato a morte per impiccagione – fu giustiziato alcuni mesi dopo: era il 30 giugno 1882…

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