Un blocco di marmo per il re Sole

| La reggia di Versailles è uno dei palazzi reali più rappresentativi del mondo. Morto il cardinale Mazzarino, il re stabilì che sarebbe stata la sua residenza e diede il via a lavori di ampliamento che terminarono solamente 54 anni dopo

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di Marco Belletti

Era il 14 maggio 1643 quando Luigi XIV divenne re di Francia, alla morte del padre Luigi XIII e pochi mesi prima di festeggiare il quinto compleanno: proprio per la giovane età del nuovo sovrano, fu nominato un consiglio di reggenza diretto dalla madre Anna d’Austria e composto dal duca d’Orléans, dal cardinale Giulio Mazzarino, dal cancelliere di Francia Pierre Séguier, dal segretario di stato Bouthillier e da suo figlio.

Di fatto fu Mazzarino – eletto primo ministro – a governare mentre la regina si occupava dell’educazione del giovane sovrano che (insieme con il fratello minore Filippo duca d’Angiò) fu costretto a vivere nel Palais-Royal a Parigi.

Ancora prima di essere re, nell’ottobre 1641 Luigi XIV aveva vissuto per un breve periodo nel castello di Versailles, sempre insieme con il fratello per evitare un’epidemia di vaiolo. Dopo la morte di Luigi XIII il piccolo padiglione di caccia di Versailles – con la sua architettura in mattoni e pietra ormai non più alla moda del tempo – era stato sostanzialmente dimenticato, diventando di fatto il raccoglitore dei prodotti agricoli provenienti dalle varie fattorie dei dintorni.

Il giovane Luigi tornò a Versailles in aprile, giugno e novembre 1651 per alcune partite di caccia e nell’aprile 1652 di ritorno da un soggiorno forzato a Poitiers a causa di tensioni politiche nella capitale. Le visite negli anni successivi si diradarono in quanto il re preferiva la tenuta di Vincennes per cacciare. Il castello attraversò un periodo segnato da litigi violenti tra il custode Henry de Bessay e il giardiniere Guillaume Masson: addirittura nel marzo 1655 de Bessay sparò un colpo di pistola (senza colpirlo) e minacciò con la spada Masson, in quanto sembra si fosse accorto che dirottava legname del parco e fieno dei campi a propri fini. La situazione non migliorò negli anni successivi nonostante il cambio degli amministratori, anzi Louis Lenormand, signore di Beaumont, nominato nel 1659 intendente e capitano delle cacce, fu assassinato il 3 maggio 1660.

In quegli anni Luigi XIV non risiedeva stabilmente in una reggia ma vagava tra il Palais-Royal, il Louvre e le Tuileries quando era a Parigi, da cui si allontanava (all’epoca la capitale francese era sporca e rumorosa anche per il re) recandosi a Vincennes, a Saint-Germain-en-Laye, dove era nato, e a Fontainebleau. Tutte residenze vecchie e scomode che iniziò a riammodernare ma poi si convinse che Versailles era la soluzione ideale.

Quando nel marzo 1661 morì il cardinale Mazzarino, Luigi decretò che avrebbe governato il regno da solo, stabilì che la sua reggia sarebbe stata Versailles e fece immediatamente iniziare i lavori di ampliamento investendo oltre un milione di luigi d’oro, circa venti volte il prezzo cui l’aveva acquistata suo padre. Incaricò l’architetto Louis Le Vau di ampliare la struttura, i pittori Charles Errard e Noël Coypel di decorare gli appartamenti e l’architetto del paesaggio André Le Nôtre a creare l’orangerie e la ménagerie.

Furono molte le critiche che suscitò la volontà di costruire una reggia al posto del piccolo castello che la corte considerava quasi una casa di campagna degna di un borghese. Anche il luogo fu criticato, in quanto tutto sabbie mobili e paludi. E invece la reggia di Versailles divenne una delle costruzioni reali più belle che ispirò altri grandi palazzi, come la reggia di Caserta e che dal 1979 è patrimonio dell’Unesco. 

I lavori di costruzione durarono 54 anni e terminarono nel 1715, anno della morte di Luigi XIV che nel frattempo era diventato il re Sole. La reggia fu il pretesto per il monarca di allontanarsi da Parigi – ritenuta pericolosa per l’incolumità della famiglia reale – e controllare l’aristocrazia, costretta ad abbandonare i loro possedimenti pur di restare vicino al re e non perdere così i privilegi. Nacque a Versailles la vita di corte con il re Sole che poteva controllare tutti, eliminando i poteri politici e offrendo incarichi onorifici e pensioni. La reggia fu costruita per esaltare la figura del monarca (basti pensare che la sua camera da letto era al centro della struttura) e vi abitarono anche i due successori Luigi XV e Luigi XVI prima di essere abbandonata a causa della rivoluzione francese.

Numerose le curiosità che si raccontano sulla reggia di Versailles. Furono alcune decine i morti durante la costruzioni, molti per infortuni ma la maggior parte a causa della malaria che infestava le vicine paludi. Tutta la residenza fu circondata da un muro lungo 40 chilometri, lungo il quale sorgono 26 porte monumentali, e al suo interno furono realizzati due parchi. Complessivamente sono 364 le stanze nelle ali sud e nord mentre al centro sono stati costruiti gli appartamenti reali, gli uffici e le sale da ballo. Molto caratteristica la galleria degli specchi, dove a ogni finestra affacciata sul giardino corrisponde uno specchio sulla parete opposta. Nonostante il lusso la reggia di Versailles non era riscaldata e non era dotata di strutture igieniche. E molto spesso tutta la corte si riuniva nella sala del re attendendo il sovrano e, pur di non perdere il turno per parlargli, non si allontanavano espletando sul pavimento o in vasi da notte i bisogni corporei. Ovviamente solo il re poteva disporre di una toilette personale.

Luigi XVI, ultimo re a vivere a Versailles, fece costruire un corridoio segreto per raggiungere la stanza da letto della moglie Maria Antonietta, in quanto preferiva mantenere il riserbo su quando si recava dalla regina per fare sesso. Lungo una settantina di metri, il corridoio fu essenziale per la salvezza di Maria Antonietta che la notte del 6 ottobre 1789 percorrendolo riuscì (temporaneamente) a sfuggire ai rivoluzionari grazie all’aiuto di due cameriere.

Un’altra storia particolare legata alla reggia risale a pochi giorni fa. In un bosco nei pressi di Caunes – città del meridione della Francia che in passato con il marmo rosso dei suoi dintorni contribuiva alla costruzione di castelli, palazzi e monumenti – è stato ritrovato un grande blocco di marmo: cercando informazioni negli archivi delle cave e del comune, si è scoperto che i carpentieri che costruivano la reggia di Versailles lo avevano ordinato nel 1670 ma, non si sa per quale ragione, non era mai stato consegnato.

Il gestore della cava Khalid Massoud ha così deciso di onorare l’ordine, provvedendo alla spedizione nelle stesse condizioni dell’epoca, ossia con un trasporto secondo le modalità del XVII secolo.

L’enorme blocco di marmo pesante oltre tre tonnellate impiegherà almeno 4 anni per giungere a destinazione. Inizialmente sarà trasportato su un carro di legno trainato da cavalli verso il Canal du Midi, dove sarà imbarcato su una zattera trainata da terra, passando attraverso diverse città: Carcassonne, Tolosa, Bordeaux e Rouen. E infine, lungo la Senna, giungerà fino a Parigi e quindi a Versailles.

In pratica, 349 anni dopo essere stato ordinato, il blocco di marmo – che nel XVII secolo sembra dovesse essere trasformato in colonne per una cappella – partirà finalmente per la sua destinazione dove, forse, sarà tagliato e troverà una sistemazione adatta nella reggia.

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