La porta alchemica del marchese Palombara

| Riposizionato al centro di piazza Vittorio a Roma – nel quartiere Esquilino – l’ingresso secondario della villa demolita a fine 800 era l’accesso a un laboratorio alchemico seminterrato

+ Miei preferiti
Di Marco Belletti
Piazza Vittorio a Roma è la più grande delle piazze romane (è di circa 10 mila metri quadrati più estesa di piazza San Pietro), a poca distanza dalla stazione Termini nel quartiere dell’Esquilino, il cui nome sembra derivare da “ex colere” ossia abitare fuori (dalle mura) in contrapposizione a “in colere” che indicava chi abitava in città e di cui rimane traccia nel termine italiano inquilino.

Originariamente zona adibita alla sepoltura dei morti, l’Esquilino ha conosciuto due importanti bonifiche. La prima in epoca romana, quando la città si espanse al di fuori delle prime mura costruendo abitazioni sopra la precedente necropoli, la seconda in epoca umbertina – a fine Ottocento – quando la struttura viaria e degli edifici è stata impostata così come è ancora oggi, in parte con le strade perpendicolari a imitazione dei castrum romani e delle città edificate su quelle basi, come per esempio Torino.

Piazza Vittorio è il cuore di questa zona, realizzata da Gaetano Koch una decina d’anni dopo il trasferimento della capitale da Firenze a Roma, circondata da palazzi con ampi portici di stile ottocentesco e ufficialmente inaugurata il 19 giugno 1882. Koch, di origine tirolese, è uno dei più celebri architetti che ha lavorato a Roma alla fine dell’Ottocento, dove ha realizzato la sede dell’ambasciata americana di via Veneto, quella della Banca d’Italia e i palazzi dell’Esedra nell’attuale piazza della Repubblica.

I portici di piazza Vittorio disegnati da Koch hanno ospitato fino agli anni Novanta del Novecento un caratteristico mercato che vendeva ogni genere di merce, compresi pezzi di ricambio per le biciclette, come raccontato da Vittorio De Sica nel suo “Ladri di biciclette” del 1948. Al centro della piazza è presente un giardino con i resti del ninfeo di Alessandro e la cosiddetta “porta magica”, l’ingresso di villa Palombara, residenza dell’alchimista Massimiliano Palombara.

Massimiliano Savelli Palombara è stato un alchimista e poeta italiano nato a Roma il 14 dicembre 1614 da Oddone V marchese di Pietraforte (un ramo cadetto dei Savelli) e dalla nobildonna romana Laura Ceuli.

Non si sa molto della sua gioventù, ma in considerazione del ceto elevato molto probabilmente riceve una formazione scolastica classica. Le prime notizie “certe” su Massimiliano Palombara risalgono al 1648, quando 34enne decide di diventare soldato di ventura nell’esercito francese di stanza in Abruzzo, presentandosi con credenziali false. Smascherato, viene arrestato ma riesce a fuggire e mentre torna a Roma viene catturato dal brigante Giulio Pezzola che chiede un ingente riscatto alla famiglia. Ma una volta ricevuto il denaro, il brigante non tiene fede alla parola data e Massimiliano per tornare a casa deve fuggire un’altra volta.

Divenuto amico della regina Cristina di Svezia nel suo soggiorno romano nel 1655-56, il marchese Palombara condivide con la donna la comune passione per l’alchimia, e fa realizzare nella sua villa sull’Esquilino un laboratorio alchemico seminterrato – al quale si accede attraverso un ingresso secondario, detto “porta alchemica”, l’unica parte oggi sopravvissuta della villa – frequentato da vari personaggi tra cui, oltre alla sovrana di Svezia, il gesuita Athanasius Kircher, l’astronomo Cassini, il medico Giuseppe Francesco Borri e il poeta Francesco Maria Santinelli, tutti alchimisti.

Palazzo Palombara viene espropriato e demolito a partire dal 1882 (insieme alle vicine ville Altieri e Astalli) per lasciare spazio alla nuova piazza Vittorio Emanuele II dell’architetto Koch. Solo la porta sopravvive alla demolizione forse per l’alone di mistero e le leggende che la circondano. Nel 1890 viene spostata nel giardino della piazza di fianco a due statue recuperate dalle rovine del tempio di Serapide che raffigurano il dio egizio Bes.

Secondo la leggenda riportata nel 1802 dall’erudito Francesco Cancellieri, un pellegrino – da alcuni identificato con l’alchimista Francesco Borri – venne ospitato nella villa per una notte, che trascorre nel giardino alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l’oro. Sembra che il mattino successivo alcuni testimoni abbiano visto Borri scomparire per sempre attraverso la porta, lasciando dietro di sé alcune pagliuzze d’oro e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici: la formula della pietra filosofale.

Il marchese Palombara cerca a lungo e inutilmente di decifrare il manoscritto e i suoi simboli e, non riuscendoci, alla fine decide di rendere pubblico il documento, facendone incidere il testo sulle cinque porte e sui muri della sua villa, nella speranza che in futuro qualcuno riesca a comprenderli e decifrarli.

Fin qui la leggenda, in realtà nel 1659 Borri è accusato dalla Santa Inquisizione di eresia e veneficio e pertanto si dà alla fuga per essere poi arrestato e imprigionato nelle carceri di Castel Sant’Angelo tra il 1671 e il 1677. Quando gli viene concesso il regime di semilibertà, frequenta nuovamente Palombara che lo ospita fino al 1685, quando il marchese muore 71enne. Borri è nuovamente arrestato nel 1691 e recluso a Castel Sant’Angelo dove sembra sia morto nel 1695.

I simboli incisi sulla porta alchemica non sono del tutto originali e sono comuni sui libri di alchimia e filosofia esoterica che circolavano verso la seconda metà del Seicento e che presumibilmente il marchese Palombara conosce. Per esempio, il disegno con i due triangoli sovrapposti e le iscrizioni in latino sul frontone, compare quasi uguale sul frontespizio del libro “Aureum Seculum Redivivum” di Henricus Madatanus” (pseudonimo di Adrian von Mynsicht morto 35enne nel 1638) nell’edizione postuma del 1677. Inoltre, compare anche il triangolo con l’oculus, simbologia adottata dagli “Illuminati di Baviera”, nati circa cento anni dopo la pubblicazione del testo esoterico in Germania nel 1677.

I simboli alchemici sugli stipiti della porta rappresentano i pianeti associati ai metalli: Saturno-piombo, Giove-stagno, Marte-ferro, Venere-rame, Luna-argento, Mercurio-mercurio. Questa sequenza viene ripresa dal testo “Commentatio de Pharmaco Catholico” del 1666. A ogni pianeta è associato un motto ermetico, quindi la porta può essere considerata il primo esempio in cui i simboli del cristianesimo essoterico vengono trasformati nel nuovo modello spirituale che si sta sviluppando nel Seicento.

Negli anni Ottanta del Novecento lo stipite destro viene danneggiato e il simbolo cabalistico di Venere rubato: forse gli alchimisti che cercano di creare l’oro con la pietra filosofale non esistono più, ma sicuramente sono attivi altri personaggi attratti dagli stessi simboli.

Galleria fotografica
La porta alchemica del marchese Palombara - immagine 1
Stories
Gli svolazzi di lenzuola della Casa Bianca
Gli svolazzi di lenzuola della Casa Bianca
Un libro di prossima uscita, “Sex with Presidents: The Ins and Outs of Love and Lust in the White House”, racconta i segreti piccanti dei presidenti americani. Fra amanti selvaggi, stupratori e sadomasochisti, da lì è passato di tutto
Il mago delle auto d’epoca
Il mago delle auto d’epoca
Per i collezionisti, Jonathan Ward è quasi una divinità: è in grado di trasformare l’anima tecnologica di vetture d’epoca lasciandole però intatte all’esterno. Perché ogni graffio è una storia
Dua Lipa per Jaguar
Dua Lipa per Jaguar
Un’inedita collaborazione fra l’artista del momento e il marchio inglese, darà il via ad una serie di eventi in tutta Europa
120 candeline per il Bibendum
120 candeline per il Bibendum
Proclamato il miglior logo della storia, il personaggio di fantasia fatto di pneumatici accompagna da oltre un secolo gli automobilisti di tutto il mondo
La Porsche 919 Hybrid Evo conquista il Nürburgring
La Porsche 919 Hybrid Evo conquista il Nürburgring
Dopo 35 anni, il prototipo ibrido polverizza il record di velocità scendendo di quasi un minuto sul precedente
Lamborghini chiama Hollywood
Lamborghini chiama Hollywood
Una mostra ospitata al Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese, ripercorre le pellicole in cui le supercar marchiate con il toro hanno fatto da coprotagoniste
I 60 anni della Maserati Eldorado
I 60 anni della Maserati Eldorado
È stata la prima auto al mondo con sponsor proprio: una rivoluzione epocale, nata dalla fantasia di un marchio di gelati confezionati
Una Jaguar da rockstar
Una Jaguar da rockstar
Dopo essere passata attraverso le modifiche del reparto vetture storiche del marchio di Solihull, è stata ribattezzata XJ “Greatest Hits”. Un modello creato appositamente per Nicko McBrain, batterista degli Iron Maiden
Torna la Volvo 1800 S di Simon Templar
Torna la Volvo 1800 S di Simon Templar
L’esemplare, appartenuto a Roger Moore e protagonista della serie televisiva “Il Santo”, sarà esposto a Techno-Classica di Essen
Ferrari Portofino in tour
Ferrari Portofino in tour
Un lungo giro che toccherà oltre 60 località europee, dalla Scandinavia alla Costa Azzurra