Argentina, suicida un prete pedofilo

| Per padre Eduardo Lorenzo stavano per aprirsi le porte della galera, e lui ha scelto di farla finita. Diversi suoi ex allievi lo accusavano di violenza carnale

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Quando padre Eduardo Lorenzo ha capito che per lui si sarebbero spalancate le porte della galera, ha preferito farla finita. Si chiude con un colpo di pistola alla tempia, esploso nella parrocchia di Plata, a 60 km da Buenos Aires, la squallida vicenda del sacerdote 59enne, accusato di violenza carnale da cinque suoi ex allievi delle parrocchie in cui aveva servito. Anche se il sospetto è che siano molti di più.

Le testimonianze, nelle fasi del processo, non lasciavano dubbi sulla colpevolezza del sacerdote: una delle vittime ha raccontato di essere stato costretto con la forza da padre Eduardo. “Mi diceva sei di colore, quindi devi obbedire. Mi ha spinto, trascinato in una stanza e costretto a subire la violenza. Quando sono riuscito a uscire da quell’inferno ero alcolizzato e completamente sottomesso a livello sessuale”.

Ex cappellano del penitenziario di Buenos Aires, padre Eduardo era stato pastore di diversa parrocchie, da cui quasi sempre era stato allontanato per via di proteste e accuse. Nel 2008 la prima denuncia per abusi, presentata da un ex ufficiale di polizia per le violenze subite dal nipote, finita in un nulla di fatto per la lentezza della legge argentina. Di recente, un nuovo avvocato che difendeva il giovane abusato ha chiesto la riapertura del caso, a cui si sono aggiunti altri ex frequentatori degli oratori gestiti da padre Eduardo. E questa volta, il finale era stato diverso: la giudice Marcela Garmedia aveva appena respinto l’istanza di esenzione dal carcere presentata dai difensori del sacerdote, firmando invece il mandato di arresto a cui padre Eduardo non ha retto.

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