Brasile, il fenomeno delle «rapine da film»

| Nel giro di poche ore, due filiali del “Banco do Brasil” di Criciúma e Cametá, città a 3.500 km di distanza, sono state prese d’assalto da bande organizzate in modo paramilitare

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Non erano normali rapinatori, ma vere squadre addestrate e armate di tutto punto che sapevano esattamente cosa fare e quando farlo. Carlos Moisés da Silva, governatore dello stato di Santa Catarina, in Brasile, non può che ammettere l’impotenza di fronte ad azioni paramilitari che mettono in imbarazzo l’intero corpo di polizia brasiliano.

Tutto è accaduto nelle scorse ore a Criciúma, città nel sud del Paese di 220mila abitanti: da un convoglio composto di dieci furgoni scendono una trentina di uomini incappucciati ed equipaggiati con giubbotti antiproiettili, armati di fucili d’assalto ed esplosivi. Si dividono: la metà di loro entra nella filiale della “Banco do Brasil” che hanno di fronte facendo saltare gli ingressi mentre usavano diversi passanti come scudi umani, gli altri si occupano di tenere a bada la polizia che sopraggiunge poco dopo, tenendo sotto scacco il centro della città per almeno due ore. Scompaiono con la stessa velocità con cui erano arrivati, mentre la polizia ammette di non sapere da che parte iniziare le indagini, ed evita di indicare a quanto ammonta la refurtiva, forse per non aggiungere altro imbarazzo. Clésio Salvaro, sindaco di Criciúma, parla di situazione “surreale” e di “città abbandonata al panico”.

Neanche due ore dopo, a Cametá, 3.500 km a nord, la scena si ripete, praticamente uguale: una banda di rapinatori inizia a sparare all’impazzata per tenere lontana la gente e le forze dell’ordine dalla banca che stanno svuotando. Sono una ventina, e anche questa volta tutto sembra pianificato con un’attenzione ai dettagli di stampo paramilitare: prendono diversi ostaggi, lasciando a terra un morto e numerosi feriti. Quando finiscono scompaiono nel buio: gli elicotteri e le pattuglie della polizia di tutto lo stato tentano di bloccare ogni via di fuga ai rapinatori, ma poche ore dopo riescono solo a trovare i resti carbonizzati del camion usato per la rapina, completamente vuoto.

Il sindaco Waldoli Valente dichiara di avere piena fiducia nelle forze di sicurezza dello Stato per “riconquistare la pace e la sicurezza di Cametá, una città che è sempre stata pacifica: chiedo a tutti di rimanere nelle proprie abitazioni e di unirci nella preghiera per il giovane che ha perso la vita”.

Il fenomeno delle rapine “da film”, come le ha definite Samira Bueno, direttrice del Forum brasiliano sulla pubblica sicurezza, sembra prendere sempre più piede in Brasile: ad essere prese di mira sono filiali di località di provincia, dove la polizia locale è meno attrezzata e preparata per far fronte ad azioni di bande di professionisti.

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