Brasile, una catastrofe umanitaria

| Mentre cresce il numero di chi vorrebbe processare Bolsonaro per genocidio, un tribunale autorizza una commissione che accerti le responsabilità, le lacune e la mancanze del governo

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Contro il caos, la parola più ricorrente in Brasile, resta ben poco: stabilmente ai primi posti per numero di contagi e di morti, il Paese sudamericano paga sulla pelle il testardo negazionismo del presidente Bolsonaro, incapace di cercare soluzioni ma abilissimo a scaricare la colpa su ben quattro ministri della salute, silurati uno dopo l’altro da quando è iniziata la pandemia.

Gli indizi del disastro, dicono gli esperti, il governo li ha resi ben visibili: mancanza totale di strategia, di visione, di obiettivi e di priorità. Come se non fosse sufficiente si aggiungono un tira e molla dagli effetti tragici nelle trattative per acquistare i vaccini e notizie drammatiche che giungono dagli ospedali di tutto il Paese, dove i pazienti sono intubati senza anestesia, fra atroci tormenti.

Cresce di ora in ora, la schiera di chi vorrebbe incriminare Bolsonaro di genocidio, accusato di minimizzare e negare anche di fronte ad un’evidenza che parla di 370mila morti e 14 milioni di contagi. Fra i dati ufficiali, anche quelli agghiaccianti di una vera strage silenziosa di bambini: 2.060 morti sotto i 9 anni, più 1.300 neonati, ma secondo qualcuno potrebbero essere più del doppio, tutti morti per crisi respiratorie legate al Covid-19, anche se non è stato possibile fare neanche un tampone per accertarlo.

Il Supremo Tribunale Federal ha appena autorizzato una commissione parlamentare d’inchiesta che dovrà accertare le responsabilità del governo. Ma il dramma vero, come sempre in questi casi, va in scena per le strade, dove la situazione non accenna a migliorare e secondo gli esperti c’è ancora ampio margine per un deciso peggioramento. Il sindaco di San Paolo ha deciso di modificare le disposizioni cimiteriali chiedendo agli addetti turni di 24 ore su 24 per arrivare a 600 nuove tombe al giorno, appena sufficienti per coprire il fabbisogno.

“Milioni di vite sono a rischio a causa di oltre 90 varianti del virus attualmente in circolazione, nonché di eventuali nuove che potrebbero emergere - tuonano le organizzazioni umanitarie – e il rischio concreto di una vera catastrofe umanitaria si fa ogni giorno più concreto”.

Sudamerica
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