Demolita la residenza di Escobar

| “Monaco”, il celebre quartiere generale del signore del cartello di Medellín, è stato abbattuto: al suo posto un parco in cui ricordare le migliaia di vittime della guerra al narcotraffico

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A Medellín, capoluogo del dipartimento di Antioquia, seconda città per popolazione solo dopo Bogotà, la sinistra fama regala da Pablo Escobar non è mai piaciuta. Ai turisti interessano poco eventi come il “Festival Internacional del Tango” o quello del Jazz: tutti vogliono i “narco-tour”, per toccare i luoghi del re della droga, uno dei più noti e ricchi trafficanti della storia, ucciso dai “Bloque de Bùsqueda” in un conflitto a fuoco il 2 dicembre del 1993, a 44 anni.

Nel fastidio di essere abbinati per sempre alle imprese poco piacevoli di Escobar, è nata l’idea di demolire “Monaco”, il nome del palazzo di otto piani nel cuore del quartiere El Poblado che per lungo tempo ha rappresentato la residenza e il quartier generale dell’ex signore della droga colombiana che nel momento di massimo splendore avrebbe fornito l’80% di cocaina che circolava negli Stati Uniti.

Da ieri, con 200 kg di esplosivo, una delle ultime tracce di Escobar non esiste più. L’ha deciso il comune, annunciando di voler realizzare nella stessa area “Inflexión”, un parco pubblico di 5.000 mq dedicato alle 46.612 vittime della guerra al narcotraffico, molte delle quali uccise su ordine del boss. Una demolizione in diretta tivù, con 1.600 persone ad assistere, molti dei quali parenti di agenti di polizia, politici, giornalisti e avversari che avevano osato opporsi al temibile cartello di Medellin. “Non si tratta di demolire un edificio ormai in rovina, ma di costruire un memoriale per coloro che devono essere i nostri veri eroi, perché questo non accada mai più”, ha commentato con soddisfazione Federico Gutiérrez, sindaco di Medellín.

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Demolita la residenza di Escobar - immagine 1
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