Disperazione Venezuela
mancano luce, acqua, gas e benzina

| La gente di Caracas costretta a bere e lavarsi con l'acqua inquinata del fiume Guaire. Centinaia di bambini portatori. Ma per Maduro, per cui i grillini invocano la "neutralità", la colpa è dei "gringos"

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MARIA LOPEZ

I seguaci italiani ed europei di Maduro sono serviti. Negli ospedali decine di persone, molti i bambini, muoiono per Il black out dell’energia. Il regime tenta, con una sfrontatezza ai limiti dell’assurdo, di dare la colpa agli yankee, dopo anni di continue interruzioni dovute alla mancanza di mantenzione, agli impianti ormai cadenti, alla fuga in massa dei tecnici dalla miseria di un Paese allo stremo. Ma ancora, qui in Italia, l'unico partner importante Ue che non ha riconosciuto il presidente ad interim Juan Guaidò, con la Turchia, qualcuno appoggia ancora un regime che non si può nemmeno definire chavista perché gli eredi del movimento creato da Chavez ora cercano di allearsi con Guaidò per abbattere un clan di incapaci, corrotti e in grado ormai solo di usare la violenza e la repressione per coservare il potere a tutti i costi. Ma i grillini e i loro epigoni, compreso un viceministro degli Esteri, uno dei tanti imbucati del “bar sotto casa”, continua imperterrito a predicare una neutralità che è solo una delle innumerevoli facce oscure del movimento5s. 

ITALIA, VERGOGNOSA NEUTRALITA'

Il grido del popolo venezuelano è rimasto in parte inascoltato, solo la Lega e le opposizioni si sono schierate con Guaidò, mentre il “Che Guevara de noantri”, Alessandro Di Battista, blaterava sul “coraggio della neutralità”. 

E dopo la crisi energetica, tutt’altro che risolta, di cui sono ovviamente responsabili gli “yankee” i “gringo”, ora manca l’acqua. In tutto il territorio nazionale il servizio non funziona più, o quasi. La maggior parte del territorio nazionale non ha più un servizio di acqua potabile decente, per cui le famiglie di Caracas hanno scelto di utilizzare le acque inquinate del fiume Guaire per sopravvivere. I media raccontano la disperazione di Ramón Pedraza, un padre di famiglia di 67 anni, che svuotava contenitori dalla benzina per rimpeirli di acqua, con un grande sforzo per trasportarli su e giù dalle scale di cemento che portano al quartiere di San Agustín a Caracas. Più di 50 gradini fino all'autostrada Francisco Fajardo e poi raggiungere il fiume Guaire, che pur essendo un canale con acqua contaminata, è l'unica fonte di aprovvigionamento che hanno segnato il paese per più di 90 ore. Poi un gruppo di persone disperate senaza acqua da due settimane. Qualsiasi veicolo per il trasporto dei contenitori viene usato, dai carrelli dei supermercati abbandonati nei bidoni dei rifiuti, alle corde che servono per legare i serbatoi al corpo ed essere in grado di correre ancora più velocemente per poter caricare l’acqua. L'acqua scorre sulla superficie scura e coperta dall'inquinamento che ha creato uno strato di muffe e alghe decomposte, neanche possono bollirla perché ormai in molte case anche ange il gas.

Il regime trova mille giustificazioni, lancia sospetti sull’opposizione “che sabota”, promette un rapido ritorno alla normalità. Ma quale normalità? Anche avere il gas è un privilegio. I camion che ancora circolano con le preziose bombole arrivano solo nelle prime ore del mattino e se le persone non hanno contanti, devono aspettare una settimana per comprare la fornitura, così poche persone hanno il gas nelle loro case per bollire l’acqua. E sono i bambini che fanno i portatori, riuscendo facilmente ad aggirare gli ostacoli e i controlli di una polizia priva di qualsiasi controllo. Riempiono i contenitori, scendono sugli argini e ingannano le guardie. La loro unica legge è quella di portare a casa l’acqua per sopravvivere un giorno, altri approfittano per fare il bagno sul posto, altri giocano. Il fiume Guaire è una fogna a cielo aperto è una grande fogna a cielo aperto che i rappresentanti ufficiali avevano promesso di bonificare anni fa. Il caos che il Venezuela sta vivendo a causa del crollo dei servizi pubblici, energia, telecomunicazioni e acqua potabile mette la popolazione in una situazione di sopravvivenza, più del 90% del paese è stato lasciato al buio a causa di un guasto del sistema elettrico che non è stato riparato nella sua interezza. Dopo giorni al buio, non è ancora chiaro quando sarà realizzato il completo ripristino dei servizi.

COMMERCIO, INDUSTRIA E AGRICOLTURA IN DEFAULT

La direzione aziendale statale di Zulia ha presentato un bilancio della situazione produttiva dell'entità dopo più di 100 ore senza elettricità. "La situazione è molto critica in tutto lo Stato e in tutti i settori, soprattutto nel settore alimentare e dei beni di prima necessità. La mancanza di elettricità, acqua, cibo e meccanismi per acquisire i beni di consumo più elementari, ha portato la popolazione a compiere atti di vandalismo e furti in vari stabilimenti. Ci sono code alle stazioni di servizio maggiori di quelle generate durante lo sciopero del petrolio, i supermercati sono per lo più chiusi e i pochi aperti sono deserti. Molti commercianti con i frigoriferi senza energia hanno regalato ai passati cibo e derrate alimentari destinate a marcire in poche ore. "L'attività di strada è limitata alle persone in cerca di cibo, cibo, acqua, ecc. con l'aggravante che i prezzi sono impazziti, si paga solo in dollari, il demenziale progetto del Bolivar Forte è finito in una farsa tragica.

Durante la giornata sono stati segnalati saccheggi e forti scontri nei supermercati come Centro 99, Paga Poco e Fiorella, così come nei panifici come Don Pepe. Nel settore Los Haticos, le aziende Hielo El Toro, Upaca, Servipork, Servipork, Café Imperial, Centro 99, Distribuidora Disprocher de Occidente e Distribuidora Bigott, oggetto di vandalismo.  In totale sono stati saccheggiati 11 supermercati: 4 dal Centro 99 (Los Haticos, La Limpia, Delicias Norte e La Coromoto), 2 da Fiorella (La Limpia e Cumbres de Maracaibo), 2 dalla NASA, 2 dal Grupo De Cándido (Circunvalación dos y el Milagro), 2 da Paga Poco (La Limpia e Cumbres de Maracaibo) e il Milenium al Km 9 via Perijá.  Il settore della panificazione riferisce di saccheggi di Don Pepe Bakeries a La Rotaria, City Pan in Avenida Fuerzas Armadas, Virgen de Coromoto a La Coromoto e El Gallo Francés nel Gallo Verde.  Dal canto suo, il settore agricolo segnala l'assenza di combustibile per le piante per la protezione dei fattori di produzione e del latte. I camion non possono andare a caricare il latte per mancanza di benzina. Le perdite sono incalcolabili. E questo accade nel Paese con le più grandi riserve di petrolio. Il grasso continua a mobiltiarei militari con le camice rosse sopra la mimetica per fare massa ai suoi raduni. I macelli sono paralizzati, nei celle frigorifero non c’è niente. Il poco che si trova ancora nei supermercati e nelle macellerie con impianto elettrico. Il settore alberghiero è alla disperazione: manca l’acqua, l’energia, i turisti non possono nemmeno ricaricare i telefoni. E’ l’ora degli scuipero, la gente scende in strada battendo le pentole, la polizia si incattivisce sempre di più. C’è rabbia e anche rassegnazione. I morti negli ospedali rimasti al buio non si contano più.

USA SVUOTANO AMBASCIATA

Gli Usa ritirano ambasciatore, i displomatici e svuotano gli uffici di Caracas. Lo rende noto il Dipartimento di stato americano. Maduro ha esteso anche a martedì la sospensione delle classi e del lavoro, a causa del blackout elettrico iniziato nel pomeriggio dello scorso giovedì, che non è ancora stato risolto, il ministro della Comunicazione, Jorge Rodriguez spiega che i lavori per ristabilire l'erogazione dell'elettricità "stanno procedendo ad ampio raggio" e che sono cinque gli "attacchi criminali sferrati contro il nostro sistema elettrico nazionale", senza fornire ulteriori dettagli sulla loro natura. Insomma, è un'altra vittoria: "Ci sentiamo profondamente commossi ed orgogliosi al vedere il coraggio con il quale i nostri compatrioti stanno affrontando questa atroce aggressione contro il sistema elettrico nazionale", ha detto il ministro, sottolineando che questa è "un'altra vittoria che rivendichiamo, in attesa della vittoria finale contro questo attentato". E i morti negli ospedali? "Mai avvenuti, una fake news", replicano finti governative, citando anche alcuni medici. Ma i dati delle organizzazioni sindacali raccontano un'altra storia, infinitamente più tragica.

(fonte El Nacional ed El Universal)

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