Guaidó: io non ho paura

| Mentre Maduro tenta di raccogliere volontari che combattano gli usurpatori, il giovane presidente del Parlamento auspica un cambio di rotta dell’Europa: “Non temo per me, ma che la dittatura sopravviva”

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L’appello di Maduro è arrivato durante una manifestazione di piazza a Caracas: “Unitevi alle mie milizie per scacciare l’usurpatore” Juan Guaidó, il presidente del parlamento venezuelano riconosciuto da oltre 50 paesi come nuovo presidente della Repubblica, ma non dall’Italia per il costante rifiuto del M5S. Nicolas Maduro, spiegano gli analisti, teme sempre di più di perdere il sostegno dei militari, e si dice convinto di poter arrivare ad un milione di volontari entro la fine dell’anno per “difendere armi in pugno la pace, la sovranità, l’integrità territoriale, l’indipendenza e la vita del Venezuela”.

Ma Guaidó, in un’intervista concessa al quotidiano “il Messaggero”, racconta un’altra verità, quella di un paese ormai al collasso: “Ogni giorno migliaia di bambini e anziani muoiono negli ospedali pubblici per malattie prevenibili o malnutrizione: la povertà è aumentata del 90% e il 65% dei venezuelani soffre la fame. Ogni giorno per le strade si registrano 70 omicidi: tutto questo perché lo Stato non è più in grado di garantire la sicurezza e neanche di fornire beni essenziali come acqua ed elettricità”.

Guaidó, che parla di una lotta con risorse limitate, senza accessi alla televisione nazionale e un’organizzazione affidata ai social network, ai media internazionali e al coraggio de giornalisti locali, si dice pronto a invocare l’articolo 187 della Costituzione, che consente al Parlamento di “autorizzare missioni militari straniere nel paese”, così come commenta la revoca dell’immunità nei suoi confronti perché è uscito dal paese malgrado il divieto: “Fin dal primo giorno ho corso dei rischi per l’integrità e la libertà mia, della mia famiglia e dei miei collaboratori. Ma la più grande paura che ho è che la dittatura continui. Non escludo di la possibilità di andare in Europa, abbiamo forti legami storici con l’Italia, la Spagna e il Portogallo: il sostegno delle democrazie europee per noi è molto importante, e mi auguro che dopo le elezioni ci sia un cambio di rotta in blocco, perché Maduro avverta il peso politico, diplomatico ed economico dell’Europa”.

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