Guaid˛ all'Italia: perchÚ sostenete Maduro?

| Dura lettera aperta del presidente ad interim del Venezuela, riconosciuto da 50 Paesi ma non dal governo giallo-verde. colpa dei grillini "neutrali" che cosý appoggiano Maduro. Ma la Lega Ŕ schierata con Guaid˛

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Da una parte “l’esperto” di Sudamerica, Alessandro Di Battista che ha scelto di abbandonare il popolo venezuelano e la comunità italiana nelle mani di Maduro con il pretesto della “neutralità coraggiosa” (o infame?), dall’altra Salvini e la Lega  schierati invece con il presidente ad interim Juan Guaidò, riconosciuto nel frattempo da oltre 50 nazioni. Con Di Battista, il “Che Guevara de noantri”, anche il vicepremier Di Maio che, appena reduce da un incontro con i Gilet Jaune francesi che ogni sabato devastano Parigi e le città francesi in vista di un accordo elettorale per le Europee, aveva pensato bene di fare il “neutrale” pure lui, senza dimenticare il viceministro agli Esteri, il sempre grillino Manlio Di Stefano. Mai la politica estera è stata così debole, minata da un dilettantismo e da un’incompetenza  mai vista prima. Ogni passo è determinato dai riflessi politici, dall’andamento dei sondaggi. In questa fase gli adepti di Grillo, ora storditi dalla mazzata abruzzese (perso il 20 per cento dei voti in sette mesi di governo), devono tentare di recuperare l’elettorato di sinistra che li aveva scelti il 4 marzo per affossare un pd troppo “governativo” ma ora assai scontento per le politiche immigratorie del governo. I poveri venezuelani e gli italiani emigrati sono finiti in mezzo ai bizantinismi della politica romana, vittime innocenti dello scontro continuo in atto tra le due componenti del governo. 

E Guaidò ha scritto una lettera aperta gli italiani: “Con profondo sconcerto non comprendiamo le ragioni della posizione politica italiana. Non capiamo perché il Paese europeo a noi più vicino non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro e non chieda, con forza, libere elezioni sotto l'egida della comunità internazionale e lo sblocco degli aiuti umanitari. Sono sicuro che il popolo italiano è dalla nostra parte, dalla parte della democrazia, della libertà e della giustizia”. Guaidò ha parlato al telefono con Salvini e gli ha confermato la sua posizione anti-Maduro. Oggi si vota in Parlamento, dopo che il ministro Enzo Moavero Milanesi, sempre più seccato per le posizioni ballerine della maggioranza, divisa tra la Lega che vuole l'uscita di scena del presidente chavista e i 5S che non vogliono schierarsi con nessuno ma che, in realtà, offrono un appoggio diretto proprio a Maduro. Salvini è stato chiaro con la sua “dura presa di posizione contro Maduro e il sostegno al percorso costituzionale che il presidente del Parlamento per convocare nuove elezioni, con la necessità di salvaguardare l'incolumità di Guaidò e della sua famiglia". La delegazione venezuelana è stata poi accolta da Moavero, "anche a nome del premier Giuseppe Conte", ha fatto sapere una Farnesina sempre più imbarazzata, con un premier continuamente in ostaggio dei suoi suoi azionisti divisi ormai quasi su tutto. Il governo, o almeno una parte, non è affatto contro Guaidò, Lo ha detto in modo molto esplicito il sottosegretario Ricardo Merlo: "Non riconoscendo la legittimità di Maduro, indirettamente riconosciamo l'Assemblea nazionale come organo che deve portare il Venezuela al più presto a nuove elezioni libere presidenziali ma crediamo che non sia il momento di fare nomi di presidenti”. Un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma ora il peso di Salvini sul governo, dopo il trionfo in Abruzzo, è più rilevante che in passato. E i filo chavisti dovrebbero finire - si spera - in minoranza.

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