Guaidò: 'Soldati, abbandonate il regime'

| L'opposizione, dopo la rivolta fallita, non ferma le mobilitazioni contro Maduro. La vergogna della Farnesina "grillizzata" dal sottosegretario M5s Di Stefano che grida al "golpe". Il Paese prossimo al collasso energetico

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MARIA LOPEZ

Mentre il popolo venezuelano cerca di liberarsi, a costo di morti e decine di feriti, del regime corrotto di Maduro, il “bullo” della Farnesina, il grillino Manlio Di Stefano, che incredibilmente fa il sottosegrwtario, apertamente schierato con i chavisti che hanno ridotto la fame di un Paese una volta prospero accusa il presidente ad interim Juan Guaidò di avere inscenato “un golpe” con l’Operazione Libertad. La Lega sta con Guaidò ma l’immagine che passa in Sudamerica del governo italiano, retto da un premier, Conte, in ostaggio di chi lo ha messo a palazzo Chigi, cioè il Movimento 5Stelle, è quella di un paese ambiguo, cinico e traditore.

A Juan Guaidó, presidente ad interim del Venezuela riconosciuto da più di cinquantasette paesi, del vergognoso neutralismo grillino e dell’insignificante Di Stefano suo mentore, non glie ne importa (sa che l’Italia, quella vera, è dalla sua parte) e oggi ha manifestato davanti alla caserma principale del Venezuela per chiedere che le Forze Armate cessino di sostenere il presidente Nicolás Maduro, dopo la fallita rivolta di martedì. 

I manifestanti cercheranno di consegnare un proclama per chiedere ai militari di sostenere un governo di transizione guidato da Guaidó, che ha guidato la rivolta insieme al suo omologo Leopoldo López, liberato dagli insorti dagli arresti domiciliari, ha sottolineato la natura pacifica delle mobilitazioni. I disordini registrati martedì durante la ribellione e mercoledì nelle proteste contro Maduro hanno lasciato quattro civili morti, 200 feriti e 205 detenuti, secondo Amnesty International. 

"Se troviamo un blocco non proveremo a passarlo, ma parlare con i soldati e gli agenti, di incorporarli nella lotta. Essi (il governo) stanno andando a cercare di generare violenza per cercare di mostrare il controllo e generare paura", ha detto Guaidó ha detto venerdì, ha riferito AFP. 

Il messaggio ai militari, ha aggiunto, ratifica l'"impegno" del legislatore della maggioranza dell'opposizione con una legge di amnistia per coloro che voltano le spalle al sovrano socialista, di fronte alla peggiore crisi socioeconomica del Venezuela moderno.  Guaidó aveva già organizzato a gennaio delle mobilitazioni verso i distaccamenti militari per consegnare il testo di quella legge. Alcuni militari l'hanno ricevuta, altre l'hanno bruciata. La mobilitazione convocata da Juan Guaidó prevede di visitare i vari comandi delle forze armate. 

Magari i fas italiani di Maduro, alla ricerca disperata di coperture all’estrema sinistra dopo i sondaggi negativi, non sanno che il sistema economico del regime sta crollando. Maduro non può più vendere sul mercato statunitense 435.000 barili di petrolio al giorno come sino a poco tempo fa, 300.000 dei quali erano destinati alla raffineria statunitense Citgo, una proprietà venezuelana ma che ora ha un consiglio di amministrazione nominato dal presidente ad interim Juan Guaidó. 

La situazione è dovuta alla scadenza del periodo di 90 giorni concesso dal governo Trump. Ora Maduro deve cercare di trovare acquirenti alternativi, ma la gestione è stata complicata da sanzioni e veti contro di lui. 

"Poche compagnie vogliono negoziare con Maduro in queste circostanze. La società indiana Reliance aveva accettato l'offerta di petrolio greggio, ma ha dovuto declinare i nuovi impegni a causa delle pressioni degli Stati Uniti, che sta anche manovrando per porre il veto all'uso del dollaro nelle transazioni finanziarie dopo l'annuncio delle sanzioni contro la Banca Centrale del Venezuela", ha riferito El País di Spagna.  Questo potrebbe influire sulla distribuzione di benzina e diesel e aggravare la crisi elettrica che il paese deve affrontare. "Le attuali scorte di benzina e diesel, secondo i documenti aziendali interni, offrono livelli di autonomia futura di 10 giorni, e 20 giorni per il jet fuel", ha concluso il quotidiano spagnolo.

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