Il presidente messicano: gli USA troppo duri con El Chapo

| In una conferenza stampa in cui ha annunciato la lotta senza quartiere ai cartelli della droga, López Obrador ha definito disumano” il trattamento riservato all’ex signore del narcotraffico

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All’indomani della condanna all’ergastolo inflitta dalla giustizia americana a El Chapo, il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, per tutti “AMLO”, in un’affollata conferenza stampa, ha voluto precisare che ritiene “inumane”, le condizioni di detenzione dell’ex signore del cartello di Sinaloa: simili condanne a vita in carceri durissimi trasformano l’esistenza in qualcosa che non vale più la pena vivere. Per contro, López Obrador ha anche ricordato l’estrema violenza di El Chapo nella sua lunga carriera, affermando che la società ha urgente bisogno di riforme morali.

Nello stesso discorso, il presidente ha promesso di sconfiggere con ogni mezzo la violenza derivante dal traffico di droga per creare una società meno ossessionata dalla ricchezza materiale. Proprio per questo, il presidente ha fortemente voluto una nuova forza di polizia militarizzata che ha il compito di eliminare la spirale di violenza sviluppata dai cartelli nella lotta per il controllo del territorio.

L’anno scorso, l’impennata di violenza è costata la vita a 33.000 persone: un record negativo per il Paese sudamericano. Quando gli è stato chiesto se si aspetta un ulteriore inasprimento della violenza dopo la condanna di El Chapo, López Obrador ha commentato: “No, al contrario. Pensiamo che il caso di Guzmán possa servire da esempio e poco a poco la criminalità calerà. Continueremo a lottare per creare una società migliore, sostenuta da valori e che non si basi sull’accumulo di ricchezze materiali, denaro e lusso”.

Secondo un sondaggio realizzato dal quotidiano messicano “Reforma”, con la collaborazione del “Washington Post”, il 52% dei messicani intervistati ritiene insufficienti e inadeguati gli sforzi di López Obrador per sconfiggere il crimine, mentre il 55% è certo che il presidente non riuscirà a far calare la violenza.

Rifacendosi all’appello all’austerità lanciato da López Obrador, all’inizio della conferenza stampa un funzionario ha mostrato gioielli di lusso e orologi tempestati di diamanti confiscati ai narcos che saranno messi all’asta durante il fine settimana: il ricavato sarà interamente devoluto ai più poveri villaggi messicani. Negli ultimi mesi, il Messico ha anche messo all’asta 77 veicoli, tra cui una Lamborghini e una Mustang convertibile, oltre ad appartamenti e residenze che davano rifugio ai boss del narcotraffico.

Per finire, López Obrador ha affermato che il Messico ha intenzione di individuare tutti i percorsi legali per riportare in patria le immense fortune di El Chapo, anni fa considerato da “Forbes” come uno degli uomini più ricchi del mondo: “Questi beni appartengono al Messico e la questione sarà considerata su base legale: sono convinto che gli Stati Uniti saranno d’accordo”.

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