Il Sudamerica per i “desaparecidos”

| Si celebra il “Dia de la memoria por la verdad y la justicia”, a ricordo delle 30mila vittime accertate delle repressioni messe in atto dai governi militari

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È il giorno della memoria, quello che il Sudamerica dedica alle vittime della “Guerra sucia”, la guerra sporca, un programma di violenta repressione che mise a ferro e fuoco l’Argentina per distruggere la “sovversione” dei gruppi di guerriglieri marxisti o peronisti. La Guerra sucia raggiunse il culmine fra il 1976 ed il 1979, con l’intenso lavoro dei corpi speciali che riuscirono a inghiottire 80mila oppositori, di cui 30mila “desaparecidos” fatti sparire per sempre dopo torture, sevizie, processi sommari, stupri, violenze e omicidi. Un fenomeno che si attenuerà soltanto con la fine del regime di Augusto Pinochet in Cile.

Un giorno in memoria della “verità e della giustizia” che è anche l’anniversario del colpo di stato del 1976, quando il governo di Isabel Peron fu rovesciato e al suo posto instaurata la dittatura militare che avrebbe resistito fino al 1983.

All’Argentina il triste primato del maggior numero di morti, seguita da Ecuador, Messico e Uruguay: i centri di reclusione, nascosti in luoghi dall’aria insospettabile (Club Atletico, Garage Olimpo), sono venuti alla luce grazie al lavoro e alle testimonianze di migliaia di donne, mogli, sorelle, nonne e fidanzate di uomini svaniti nel nulla.

Arresti e sequestri che avvenivano più che altro di notte, con meno testimoni possibili in giro, seguendo un copione preciso: le squadre di militari “non ufficiali” facevano irruzione nelle case e sequestravano intere famiglie. Solo dopo la caduta del regime militare, con la pubblicazione del rapporto “Nunca más”, fu possibile scoprire la sorte e il destino di diversi “desaparecidos”.

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