Il tesoro segreto di Maduro
tra Bulgaria, Regno Unito, Svizzera e Usa

| La procura nazionale bulgara blocca i conti bancari dell'ente Petrolifero del Venezuela con decine di milioni di dollari. Idem Inghilterra e Usa. Il figlio della moglie di Maduro condannato in Usa a 18 anni di carcere per dora

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ALBERTO C. FERRO

Era anche in Bulgaria una parte del tesoro dell’ente petrolifero nazionale del Venezuela, la Pdsva, controllata direttamente dal regime corrotto di Maduro? E’ possibile che siano state sottratte risorse agenti al popolo venezuelano magari messe al sicuro in vista del default. I magistrati della procura nazionale bulgaro hanno annunciato il blocco dei conti bancari di un avvocato bulgaro a cui la PDVSA aveva trasferito milioni di dollari per sospetto di riciclaggio di denaro nel volgere di pochi mesi, proprio mentre la crisi economica del Paese stava diventando sempre più drammatica. Sotir Tsatsarov, il pubblico ministero bulgaro, e Dimitar Georgiev, il direttore dell'Agenzia per la sicurezza nazionale, lo hanno annunciato in una conferenza stampa.

MOVIMENTI DI DOLLARI SOSPETTI

"Dai conti da lui gestiti sono stati effettuati diversi trasferimenti a banche in paesi terzi e le ragioni di questi trasferimenti non hanno nulla a che fare con l'attività di un avvocato", ha detto Tsatsarov. Poiché non vi è alcuna giustificazione per tali trasferimenti, il procuratore generale ha detto che un possibile caso di riciclaggio di denaro è oggetto di indagine. Le informazioni per questa indagine sono state fornite dalle autorità statunitensi, che a fine gennaio hanno imposto ulteriori sanzioni alla PDVSA.

Tsatsarov non ha fornito ulteriori dettagli sull'importo trasferito o sull'identità del titolare del conto in un piccolo istituto finanziario, mentre la Bulgaria segue le orme del governo e delle banche inglesi che hanno già congelato i conti sospetti riconducibili al regime chavista di Caracas. Le nuove sanzioni vanno in questa direzione, soffocare il clan di Maduro privandolo di ogni risorsa finanziaria.  Secondo il pubblico ministero, l'agenzia di controspionaggio statale ha avviato indagini in tutto il sistema bancario bulgaro per individuare altri possibili trasferimenti dal Venezuela dopo che questo caso è stato trovato.

IL BLOCCO DEI CONTI BANCARI

L'annuncio del blocco di questi conti è venuto dopo un incontro del primo ministro Boyko Borisov con l'ambasciatore americano Eric Rubin presso la sede del governo e seguono quelli disposti dal governo e dalla banche inglesi 

"Il governo degli Stati Uniti lavora a stretto contatto con la Bulgaria e gli altri membri dell'Unione Europea (UE) per assicurarsi che la ricchezza del Venezuela non venga rubata", ha detto Rubin ai giornalisti.

Sia gli Stati Uniti che la Bulgaria riconoscono come legittimo presidente del leader dell'opposizione venezuelana Juan Guaidó, che si è proclamato presidente ad interim del Venezuela il 23 gennaio invocando due articoli della Costituzione venezuelana.

IL FIGLIO NARCOS DELLA “PRIMIERA COMBATENTE”

E pochi mesi fa due membri della famiglia del presidente venezuelano Nicolas Maduro erano stati incriminati negli Stati Uniti con l'accusa di cospirazione traffico di droga. Un ex dirigente bancario svizzero, in cambio dell'impunità ha rivelato ai magistrati  i colossali movimenti di denaro legati a una parte del clan del presidente. Efrain Antonio Campo Flores, 29 anni, e Franqui Francisco Flores de Freitas, 30, figlio e nipote della attuale moglie di Maduro, Cilia FloresMaduro che si fa chiamare “Primiera combattente”, erano stati arrestati nella capitale haitiana di Port-au-Prince mentre si stavano preparando a finalizzare un accordo che avrebbe permesso loro di trasportare 800 chilogrammi di droga negli Stati Uniti, secondo una fonte della Drug Enforcement Administration che ha coordinato le indagini. E sono in carcere negli Usa. Uno dei giovani è il figlio della venezuelana Cilia Flores, attuale moglie di Maduro, l'altro è suo nipote. Nel mese di ottobre, secondo l'accusa dice, Campo e Flores de Freitas “hanno partecipato a riunioni in Venezuela, per quanto riguarda una spedizione di cocaina che doveva essere inviato negli Stati Uniti, via Honduras”.  Avevano passaporti diplomatici venezuelani e apertamente si identificano come il figlio e nipote di Flores, sostenendo che avevano l'immunità diplomatica. Sono stati infine condannati a 18 anni di carcere.

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