La flotta sottomarina dei narcos

| Sempre di più, i cartelli sudamericani della droga utilizzano piccoli mezzi subacquei realizzati in cantieri clandestini. Ma le loro capacità tecnologiche si stanno affinando sempre di più

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Se non si fosse incagliato sulla spiaggia di Llorona, nel parco di Corcovado, in Costa Rica, probabilmente nessuno si sarebbe accorto di nulla. Invece il piccolo sottomarino è stato avvistato dalla guardia costiera, che ha avvisato le forze dell’ordine. Al loro arrivo, gli agenti hanno trovato i tre componenti dell’equipaggio mentre tentavano di riprendere il largo: dopo un breve scontro a fuoco e una colluttazione, due persone sono state arrestate, mentre una terza è riuscita a fuggire nella giungla. A bordo del sottomarino tascabile, la scoperta più inquietante: due tonnellate di droga.

Non è un segreto che i narcos colombiani mettano in campo le più incredibili soluzioni, pur di portare i propri carichi in direzione degli Stati Uniti, aiutati anche da enormi capacità economiche che permettono di non badare a spese e di abbandonare i mezzi alla fine di ogni viaggio. Secondo uno studio, quello era il sogno di gente come Pablo Escobar, che utilizzava barche molto veloci scortate da piccoli aerei con funzione di vedetta, ma era quasi certo di dover dire addio ogni volta a parte del carico perché intercettati dai radar.

I primi esempi di mezzi sottomarini al servizio dei narcos risalirebbero alla metà degli anni Novanta, con mezzi che non erano in grado potevano immergersi totalmente ma viaggiavano sotto il pelo dell’acqua. Nulla in confronto a quelli che attualmente pare facciano la spola fra nord e su America attraverso la rotta dei Caraibi. Nel 2006, la Guardia Costiera americana riesce a intercettarne uno e nel 2009 ne rileva almeno una sessantina sulla stessa rotta, per un carico totale di 330 tonnellate di droga.

Acquistare un sottomarino tascabile costa circa due milioni di dollari, ma è una spesa ridicola: un carico che arriva a destinazione significa almeno 100 milioni di guadagno. Si tratta di natanti costruiti artigianalmente in cantieri clandestini nascosti nella vegetazione della costa colombiana: sono per lo più in vetroresina e fibra di vetro, dotati di sistema di navigazione satellitare, serbatoi sufficienti alla tratta, motori da 300 o 500 CV e finezze come il tubo di scarico raffreddato per evitare di essere rilevati dalle telecamere termiche. Possono portare un massimo di quattro persone, mentre lo spazio destinato al carico varia in base alla lunghezza: si va dalle due alle 10 tonnellate per volta.

Ma ci sono anche le eccezioni, come il sottomarino trovato dalla polizia all’interno di un magazzino a Bogotà: lungo 30 metri, si sospetta abbia effettuato diversi viaggi, portando ogni volta fra 140 e 180 tonnellate di cocaina. O ancora quello sequestrato in Ecuador, dotato di due motori, uno diesel ed uno elettrico, con cabina di pilotaggio, spazio per un cinque persone e la capacità di sparire sott’acqua fino a 20 metri.

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