L’eredità di Maradona

| Un giudice ha stabilito che le fortune di D10s, distribuite in mezzo mondo, vanno ai cinque figli legittimi, ma altri 4 sono pronti a dare battaglia

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A tre mesi dalla morte di Diego Armando Maradona, il giudice di La Plata Luciana Tedesco Del Rivero chiude la prima fase sulla confusa vicenda della sua eredità, al centro di una battaglia legale fra i figli e l’avvocato Matias Morla, amministrazione e legale del “Pibe de Oro”. Pochi giorni fa, la vicenda si è arricchita dell’ennesimo capitolo, con la richiesta formale all’avvocato a parte della famiglia Maradona di presentare il contratto che lo legava al padre, l’entità dei suoi compensi e l’elenco delle mansioni che era tenuto a svolgere, lui e tutta la “cerchia” di persone che orbitavano intorno al campione, compresi la sorella e il cognato del legale.

Secondo il tribunale, i cinque legalmente riconosciuti da Maradona sono i legittimi eredi delle fortune del grande campione argentino: Diego Junior, nato dalla relazione con l’italiana Cristina Sinagra, Dalma e Gianina, nate dal matrimonio con Claudia Villafane, Jana, avuta da Valeria Sabalain e Diego Fernando, il più piccolo, frutto della relazione con Veronica Ojeda.

Ma secondo il quotidiano argentino “Ambito Financiero”, il giudice avrebbe lasciato la porta aperta a eventuali altri soggetti che potrebbero affermare di essere figli del campione, a patto di riuscire a dimostrarlo con tutti gli esami e le procedure previste per legge. Solo allora, con la ricostruzione dell’intero asse patrimoniale, il tribunale darà il via libera alla ripartizione dei beni.

Finora, a rivendicare la paternità di Maradona sono stati cinque giovani: Santiago Lara, 19enne frutto della relazione con la modella Natalia Garat, Magali Gil, Joanna e i gemelli Lu e Javielito, tutti nati da relazioni con donne cubane nel periodo trascorso da D10s sull’isola.

Una parte consistente dell’eredità di Maradona si troverebbe distribuita nelle cassette di sicurezza di quattro città, fra Argentina e gli Emirati Arabi Uniti: Beccar, Brandsen, Tigre e Dubai. All’interno dovrebbero custodire premi, riconoscimenti, regali e ricordi accumulati nella straordinaria carriera di Maradona, comprese maglie, scarpe e divise che farebbero la gioia di qualsiasi museo o collezionista. Su questa mole di oggetti, molti dal valore storico, non c’è accordo fra i figli: una parte vorrebbe creare un museo dedicato al leggendario padre, un’altra vendere tutto in un’asta.

Nei mesi scorsi, la magistratura argentina ha scoperto a Dubai l’esistenza di due misteriose casseforti e diverse auto di lusso, più alcuni conti con la firma contraffatta del dottor Luque, il neurochirurgo di Maradona, ma al momento stabilire con certezza l’ammontare dell’eredità del campione non è semplice, anche perché D10s possedeva diversi immobili all’estero che necessitano di rogatorie internazionali. Secondo una stima – per molti prudenziale, per altri eccessiva – si parla di 500milioni di dollari.

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